Giochi… a tavola 16: Felix: Il Gatto nel Sacco/Lingue di gatto

Chi non conosce l’espressione “non dire gatto se non lo hai nel sacco”? In questo gioco potrete vivere questa esperienza direttamente!

Cari utenti di Housegames, bentornati su “Giochi… a tavola”, una rubrica che mette in modo sia le rotelle che avete in testa, sia le vostre mascelle! Infatti, come sempre, vi parlerò di un gioco e di una gustosa ricetta da potervi abbinare.

Da tempo, avevo intenzione di trattare queste due cose, ma la quarantena mi aveva impedito di poter recarmi alla mia associazione, a recuperare il suddetto titolo. Ora che siamo in piena Fase 2 – con la speranza di passare alla successiva – ho avuto risolvere questa mia “mancanza” e mi sono messo subito d’impegno nel presentarvelo il prima possibile; anche perché l’autore del gioco di oggi è uno tra i miei preferiti game designer, se non il mio preferito in assoluto.

Perciò, non posso farvi attendere oltre: lettori e lettrici, oggi vi presento “Felix: Il Gatto nel Sacco” – in originale “Felix: The Cat in the Sack” – il filler di Friedmann Friese per 3-5 giocatori, edito dalla Stronghall Games, mentre in Italia dalla Stratelibri e dalla Giochi Uniti.

Felix: Il Gatto nel Sacco

La scatola di Felix: Il Gatto nel Sacco è piccola, ma sufficiente per tenervi dentro tutto l’occorrente per giocare: 50 carte (tra carte Gatto, Coniglio e Cane grande e piccolo); 4 carte Topo monete (dal valore 2,3,4,6), la carta “Gatto nel Sacco”, 76 Topo-monete (68 gettoni neri e 8 gettoni verdi) e il segnalino Sacco (in legno) per il primo giocatore.

I componenti di Felix: Il Gatto nel Sacco

In “Felix: Gatto nel Sacco” ogni giocatore dovrà cercare di acchiappare più gatti nel “Sacco”, allo scopo di guadagnare più punti possibile; ma i giocatori non sapranno cosa ci sarà all’interno del Sacco – tra gatti spelacchiati e cani feroci – quindi dovranno fare attenzione anche a quando andare avanti e quando fermarsi, prevedendo un possibile bluff dell’avversario.

Il setup che segue si applica per una partita di 4-5 giocatori (mentre per 3 giocatori sarà leggermente diverso):

  • Ogni giocatore sceglie un colore e prenderà il set di 10 carte del colore prescelto; fatto ciò il giocatore alla sinistra di ognuno prenderà una carta dal mazzo avversario e la toglie dal gioco, senza guardarla;
  • Ogni giocatore riceve 1 Topo-moneta verde (che vale 5) e 10 Topo-monete nere (che valgono 1);
  • Si crea la riserva delle monete, che viene chiamata “Banca”: 33 monete (per 5 giocatori) o 27 monete (per 4 giocatori);
  • Si dispongono le carte Topo-Monete in fila ed in ordine progressivo, iniziando dalla carta “Gatto nel Sacco” fino ad arrivare alla carta Topo-moneta “6” (in partite con quattro giocatori, la carta “3” non viene utilizzata);
  • Si mette su ogni carta Topo-monete un numero di monete pari al valore riportato sulla carta stessa, prese dalla Banca;
  • Dopo aver riposto nella scatola ciò che non serve, si sorteggia il primo giocatore, che riceve il segnalino “Sacco”.

Setup per una partita di quattro giocatori

Invece, per le partite con tre giocatori, si dovranno fare delle piccole modifiche:

  • Si utilizzano solo le carte Topo-monete “3” e “6”;
  • Si mettono solo 21 Topo-monete in Banca;
  • Si prende un quarto set di carte: sarà il “morto” della partita; ad ogni turno, sarà la sua carta ad essere scoperta, prima di quella del primo giocatore (che invece si rivela dopo il primo giocatore che passa, si vedano dopo le regole).

Setup per la partita a 3 giocatori

La partita si svolge in 9 round – uno per ogni carta che ha in mano ciascun giocatore – dove i giocatori si contengono i gatti nel Sacco tramite un’asta.

Prima di cominciare con l’asta, bisogna vedere quali gatti saranno nel “Sacco”: partendo dal primo giocatore, ognuno colloca una delle proprie carte in mano coperta, al di sotto della fila delle carte Topo-monete. Quindi, il primo giocatore colloca la propria carta al di sotto della carta “Gatto nel Sacco”, il secondo giocatore gioca la sua carta accanto a quest’ultima e così via.

Adesso i Gatti sono nel Sacco…

Quando tutti i giocatori hanno giocato la carta, il primo giocatore scopre la propria carta – quella ad inizio fila – e si darà inizio all’asta. Il primo giocatore può scegliere se “puntare” un numero di proprie monete-Topo – che metterà di fronte a sé – oppure “passare”. Allo stesso modo, anche gli altri giocatori potranno decidere se “rilanciare” – puntando un numero maggiore di monete-Topo – o passare.

Il giocatore verde – dopo aver rivelato la prima carta del Sacco – decide di puntare due Topo-monete per accaparrarsi il Sacco.

Quando un giocatore decide di “passare”, sta dichiarando di non voler partecipare più a prendere quel Sacco, ritirandosi dal round in corso. Il giocatore che si ritira, quindi, dovrà compiere le seguenti azioni:

  1. Il giocatore che ha passato recupera tutte le Topo-monete che aveva puntato in questo round;
  2. Inoltre, ottiene le monete presenti sulla carta Topo-monete con il valore più basso: ad esempio, il primo giocatore che si ritira guadagnerà due monete;
  3. Infine, quel giocatore deve scoprire la successiva carta della fila; in questo modo gli altri giocatori in gara scopriranno, poco alla volta, il contenuto del Sacco.

Il giocatore giallo, che nei turni precedenti aveva puntato 4 Topo-monete, ha deciso di ritirarsi: quindi, recupera la propria puntata fatta e guadagna le due Topo-monete sulla carta Topo-Moneta.

Quando vengono scoperte tutte le carte della fila, l’asta avrà termine, dato che sarà rimasto un solo giocatore in gioco: quindi, tale giocatore dovrà pagare la propria puntata alla Banca e ottenere TUTTE le carte contenute nel Sacco, a prescindere che siano positive o negative. Le carte così guadagnate andranno collocate in una pila coperta, accanto al suo giocatore.

Il giocatore rosso è rimasto come ultimo giocatore nell’asta: paga quindi le sue 7 topo-monete e guadagna le quattro carte che ha di fronte, totalizzando 9 punti.

Se tra le carte nel Sacco sono presenti una o più carte Cane, il giocatore – prima di prendere le carte del Sacco – sarà costretto a scartare una carta Gatto nel Sacco; poiché il Cane gli ha messo paura e lo ha fatto scappare:

  • Se il cane è piccolo, il giocatore scartala carta Gatto con il punteggio negativo più alto; in caso non ci sia, il cane farà scappare il gatto con il valore negativo più basso;
  • Se il cane è grande (è un pastore tedesco), il giocatore scartala carta Gatto con il punteggio positivo più alto; in caso non ci sia, il cane farà scappare il gatto con il valore positivo più basso;
  • Se nel sacco sono presenti più carte Cane, queste vengono scartate e non avranno effetto sulle carte Gatto.

Una volta definita la carta Gatto, questa e la carta Cane vengono prese e tolte dal gioco.

In questo caso, il giocatore blu scarterà la carta Gatto 15 (con il cane Grande) e prenderà solamente le altre due carte Gatto (8 punti).

Finito il round, i giocatori rimettono le Topo-monete sulle carte Topo-monete (sempre in base al valore riportato) e, nel round successivo, si creerà un nuovo Sacco e una nuova asta, avendo come primo giocatore colui che ha preso il Sacco nel round precedente.

Dopo il nono round di gioco  – quindi- quando tutte le carte sono finite – la partita termina e si passa al conteggio dei punti: i giocatori sommano (o sottraggono) i punti accumulati grazie alle carte Gatto; a questo valore aggiungono un punto per ogni Topo-moneta avanzata. Il giocatore che avrà totalizzato più punti sarà il vincitore: in caso di pareggio, vince il giocatore con più punti, ma considerando solo le carte Gatto (senza monete).

Si passa al conteggio dei punti: Giocatore Verde 39 (30 carte+9 monete), Giocatore Giallo (20 carte + 2 monete), Giocatore Blu 25 (3 carte + 22 monete), Giocatore Rosso 31 (17 + 12 monete). Vince il giocatore Verde.

Cosa ne penso io?

Felix: Cat in the Sack è un altro ottimo filler che – con solo alcune carte e qualche token – riesce nel suo intento: sfruttando la meccanica dell’asta – con l’aggiunta del “buio” che dà quel pizzico di brio – riesce a creare una partita davvero avvincente, anche grazie ai colpi di scena e alle semplici regole che non appesantiscono il gioco stesso.

In questo titolo, giocare l’astuzia è la chiave per vincere: bisogna prevedere quando si deve giocare una carta positiva e quando invece inferire sugli avversari; magari facendo credere loro di aver giocato una carta negativa per farli desistere dal piatto, e arraffare i gatti più fortunelli.

Oltre al bluff, bisogna anche stare attenti alle proprie “risorse monetarie”: spendere tutte le monete in un round sembrare una buona mossa; ma vi costringerà a passare il round successivo, perdendo magari un “prezioso” Sacco e forse anche i successivi, se si è sfortunati nel recuperare le monete spese.

Un Sacco così ricco ed essere costretti a ritirarsi a non poterlo prendere… un gran peccato!

Purtroppo, anche questa piccola opera ha un difetto molto evidente: la formula “3-5 giocatori” è molto difficile da attuare, soprattutto se in tre giocatori è più un “compromesso” che non rende la stessa bellezza delle partite con quattro o cinque giocatori.

Ma se riuscite ad organizzarvi per tempo, potreste riuscire anche a fare più di una partita consecutiva: infatti, anche se si tratta di un filler, si lascia giocare piacevolmente ed è in grado anche il “piatto da portata” per una serata ludica. Ma mi raccomando, scegliete solo giocatori che amano punzecchiarsi a colpi di bluff.

Una partita in corso

Un titolo così leggero e sfizioso – oltre che facile da imparare – necessita di una ricetta altrettanto leggera e facile da preparare: un piccolo biscotto che, tra le altre cose, si riferisce anche ai nostri amici pelosi. Quindi, oggi vi presento come preparare delle “Lingue di gatto”

Per questa ricetta, sono andato a scomodare Iginio Massari, uno dei più importanti pasticceri italiani, che ha cominciato a spiegare le sue ricette su Youtube, grazie al contributo di Giallo Zafferano: perciò, potete anche seguire la video-ricetta del maestro, che troverete qui. (allegare questo link https://www.youtube.com/watch?v=podeCdCn7oc)

Ecco le gustose “lingue di gatto”

Se invece preferite la ricetta nella versione “testuale”, eccola qui:

  • Versate il burro in una ciotola, deve essere ben morbido, quindi lasciatelo fuori dal frigorifero per un po’, prima di utilizzarlo;
  • Aggiungete lo zucchero a velo e cominciate a mescolare;
  • Ora dovete aggiungere gli albumi e continuate a mescolare, senza mai montare;
  • Quindi, aggiungete anche la farina e unite il tutto finché non diventi un composto omogeneo e morbido;

Mescolate tutto con cura, l’impasto deve essere omogeneo

  • Trasferite il composto in una sac à poche con una bocchetta dritta;
  • Su una teglia foderata con la carta forno, modellate alcune strisce di composto, della lunghezza di 5-6 cm l’uno; facendo attenzione a non disporli troppo vicino, dato che il biscotto si allargherà molto durante la cottura;
  • Mettete in forno preriscaldato a 190° per 8 minuti (in un forno ventilato);
  • Una volta cotti – cioè quando saranno ben dorati ai lati – tirate fuori i biscotti dal forno e adagiateli su una superficie piana, in modo che si riposino; se invece volete delle lingue di gatto arricciate, adagiate le lingue sopra un mattarello, in modo che ne assumano la forma durante il riposo.
  • Servite le lingue di gatto solo quando siete sicuri che sono almeno a temperatura ambiente.

Le lingue di gatto appena sfornate…

Questi deliziosi biscotti sono perfetti da abbinare al titolo che vi ho presentato poco fa: come accennato prima, entrambi hanno in comune non solo il nome, ma anche la semplicità che ci permette di “impararli”. Poco importa se servite questi biscotti alla “nature” – accompagnandoli con un buon tè – oppure se li impiegate in un dolce più “complesso (come Massari mostra nel suo video): la loro delicata dolcezza vi spingerà a mangiarne “ancora un altro”, come per le ciliegie… ma cercate di non esagerare!

Non dire Gatto se non l’hai nel Sacco!

Bene, anche oggi abbiamo stimolato non solo il vostro cervello, ma anche il vostro palato: se avete modo, vi consiglio di provare sia questo titolo poco conosciuto, sia questa ricetta molto sfiziosa. Vi ringrazio, come sempre, per l’affetto ed il supporto che mostrate verso Houseofgames; mentre ringrazio il caro buon Daniele per permettermi di fare parte di questa splendida “famiglia”. Noi, invece, ci vediamo la prossima volta, con un altro appuntamento di questa rubrica: e ricordate, “Bon jeu e bon appetit!”

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Andrea De Carolis

Andrea De Carolis, classe 1988, si presenta come il classico Nerd di provincia, con capigliatura arruffata ed occhiali con miopia annessa, ma ha anche il cuore da “bambino” (non in senso letterale!). Appassionato di giochi da tavolo, giochi di ruolo e LARP, da un anno gestisce il blog “Giochetti e Sfizietti”, di cui ne va fiero (contento lui!). Poi ogni tanto tenta di inventare qualche gioco da tavolo, sperando di creare “Il Gioco dell'Anno”: per ora ha fallito miseramente, ma un giorno ci riuscirà … forse…

Una replica a “Giochi… a tavola 16: Felix: Il Gatto nel Sacco/Lingue di gatto”

  1. […] Cari lettori e lettrici, bentornati su Giochetti e Sfizietti! L’articolo di oggi non lo troverete qui, ma sulle pagine di “Houseofgames”, con cui collaboro da tempo gestendo una mia personale rubrica. Per chi non la conosce, in “Giochi…a tavola” vi farò la recensione di un gioco, con accanto una deliziosa ricetta da affiancarvi. Se vi ho incuriosito, potete trovare l’articolo su Houseofgames.it. oppure cliccando direttamente qui. […]