Resoconto Modena Play 2019: Tra Anteprime, Ansia E Tanti Giochi

Non il solito resoconto, un viaggio tra emozioni, giochi, paure e sorrisi. Un viaggio per conoscere nuovi titoli e nuove persone. Un’avventura da leggere tutta d’un fiato.

VENERDI’ 5 APRILE

Quest’anno mi sono organizzato per bene, mi sono preso 2 giorni di ferie dal lavoro quindi posso dormire di più e viaggiare l’indomani riposato e carico per la fiera, stessa fiera che aspetto con trepidazione ogni anno…perchè si sa, per noi giocatori Modena Play è un po’ come Sanremo: Viene una volta all’anno ed è un l’evento per eccellenza.

SABATO 6 APRILE

Ore 1:00.

Mi sale un’ansia ingiustificata, forse no… giustificata.

Penso che dovrò incontrare un bel po’ di gente, anche chi ho intervistato per la mia rubrica durante l’anno appena trascorso.

Il cuore mi martella, mi rigiro nella coperte.

Non ho sonno.

 

Ore 1:30

Mi auto-convinco di essere ormai adulto per farmi prendere dall’ansia in pieno stile scolaretto.

Mi ricordo che potrò provare in anteprima un gioco della Pendragon che uscirà poi in futuro.

Ansia.

Esaltazione.

Emozione.

Sonno.

Collasso.

 

Ore 5:00

Suona quella maledetta sveglia, sempre troppo presto.

Mi preparo, si prepara anche il mio ragazzo.

Caffè, dentifricio, frenesia.

Listone, cibo, acqua, cappotto.

C’è tutto.

Saliamo in macchina, breve riepilogo per vedere se c’è tutto.

Hai preso i biglietti?

Non li hai presi tu?

Next stop.

 

Ore 6:00

Andiamo a prendere due nostri amici: Francesco e Chiara, per lei è la sua prima Modena Play.

Sono belli frizzanti e svegli… non so se odiarli amichevolmente oppure invidiarli.

Opto per invidiarli.

Il caffè inizia a fare effetto.

Partiamo.

Musica, navigatore….autogrill, colazione, si riparte.

Arrivo.

Ore 8.00

Parcheggiamo vicino all’entrata, fuori fa molto freddo e il tempo sembra minacciare pioggia.

Ci mettiamo in fila aspettando che arrivino le nove.

Nella mia testa continua a riecheggiare Baby Shark.

Mi faccio un po’ odiare cantandola.

Sono quasi le nove, aprono i cancelli ed entriamo.

Le porte dei padiglioni sono chiuse. Siamo ammassati e tutti ci fotografano dall’alto.

Pesci in un acquario.

Di nuovo Baby Shark nella mia testa.

 

Ore 9.00

Si aprono le porte.

La guerra ha inizio.

Passano pochi minuti e i padiglioni si riempiono di persone, i tavoli vengono occupati e gli occhi di chi sta dietro gli stand sono sgranati in segno di preoccupazione.

Primo acquisto.

ESCAPE TALES: tutti ne parlano bene, un’escape room senza tempo, dove le scelte che fai andranno ad influenzare il corso della storia, sembrerebbe una manna dal cielo. Non posso non averlo lavorando in un’escape room…no?

Corro a mettermi in coda per entrare nell’outlet.

Non c’è fila e appena entrato incontro un mio collega del blog: Marco.

Ci scambiamo due chiacchiere e io sono felice di conoscere tutti coloro che fanno parte del nostro Team.

Continua il giro e arrivo in cassa con un gioco in mano.

CITTA’ PERDUTE: Un gioco di carte praticamente astratto molto teso e cattivo dove bisogna cercare di fare più punti scartando le carte spedizione in ordine crescente. Il tempismo è tutto, un duello a due dove l’interazione e il tempismo è fondamentale. Un altro gioiello targato Knizia.

Ore 10:00

Troviamo un tavolo libero, diamo un occhio veloce e scrutiamo carte con ramoscelli e foglie: ci intriga

Ci sediamo.

Si gioca.

KODAMA: un gioco in cui bisogna far crescere rigoglioso il nostro albero cercando di soddisfare i vari requisiti dalle carte che si hanno in mano e nel contempo riuscire a far crescere la nostra pianta utilizzando le carte con il nostro simbolo (funghi, lucciole, fiori ecc ecc…) per totalizzare il maggior numero di punti vittoria. Un filler veloce, pulito e rilassante. Davvero niente male.

Torniamo a passeggiare tra gli stand e vedo un simil ring con due pupazzetti che rappresentano dei lottatori di sumo!

Mi ci fiondo! Già a pelle sento che mi darà soddisfazione.

SUMO SLAM: Si prendono i due lottatori e con un lancio (in stile dadi) li si lancia all’interno del ring, solo che loro sono grassottelli e rimbalzano ovunque…specialmente fuori dal perimetro di gioco!

Lo scopo è farli atterrare in posizioni particolari che danno punti, si può decidere di rilanciare massimo 3 volte ma attenzione che se entrambi escono dal ring il turno termina senza guadagnare nessun punto. Il gioco è un push your luck ma vedere questi lottatori paffutelli rimbalzare è uno spasso!

ORE 11:00

Altro stand, altra coda.

Mi porto a casa l’espansione di POZIONI ESPLOSIVE, quello che aggiunge un sesto ingrediente, un nuovo dispenser in plastica, nuove pozioni, la possibilità di giocare con 2 dispenser ed estende il numero di giocatori da 4 a 6; poi mi prendo FLICK’EM UP DEAD OF WINTER, la fusione di due giochi, un matrimonio che s’ha sa fare…abilità, tradimenti, schicchere, freddo.

La camminata tra gli stand continua e vedo il nuovo KLASK tondo per 4 giocatori.

Per chi non lo conoscesse una sorta di hockey da tavolo che sfrutta i magneti.

Goduria, frenesia e divertimento. Già amo questa nuova versione…

 

ORE 12:00

Nuovo tavolo libero.

Sguardo di ricognizione: pezzettini di plastica, scatola azzurra, barriere coralline… lo volevo provare da molto tempo.

REEF: Scopo del gioco è far crescere dei coralli nel modo che ti consenta di fare punti. Le carte sono il motore del gioco e ciascuna si divide in due parti: quella superiore che ti indica quali pezzi di corallo prendere dalla riserva e quella inferiore che ti indica in quale modo farai punti in quel turno in base a come sono messi i tuoi coralli. Tipo un punto per ogni corallo rosso attorno al corallo giallo ecc ecc… La pianificazione è importante, così come l’ordine da seguire per giocarsi le carte per ottenere la massima resa. Molto carino, forse un po’ freddino. Non ci ha convinti del tutto.

Corro a comprare le espansioni per l’escape room della Cranio Creations.

Puntano molto su questo titolo… e fanno bene!

Al centro del loro stand c’è una sezione blindata per provare il gioco.

Ovviamente per deformazione professionale ce l’ho ed è davvero un ottimo gioco.

ORE 13:00

Lo stomaco brontola.

Panini.

Gatorade.

Incontri con amici lontani e vicini.

Nessun posto libero per mangiare.

Le gambe iniziano a far male.

Sazi.

Riposo.

La spedizione continua.

 

Ore 14:00 ( o quasi )

Amo i giochi di parole e volevo provare TRAPWORDS.

Il tavolo è miracolosamente libero. Ci sediamo.

Siamo sperduti in questo dungeon e per arrivare e sconfiggere il boss bisogna indovinare delle parole chiave.

Ogni squadra pesca una parola dal mazzo (parola che dovrà indovinare la squadra avversaria) e sul foglietto dovremmo piazzare le trappole, cioè scrivere dei termini che secondo noi diranno per far capire il vocabolo da indovinare. Se ad esempio la parola è GUERRA probabilmente potranno dire pace, conflitto e Vietnam così le scrivo nel foglietto nella speranza che vengano dette. La squadra avversaria fa lo stesso. Ci si scambia le parole ( ma NON i foglietti con le trappole) e chi dovrà parlare dovrà cercare di usare dei termini non troppo banali, cercando di evitare le parole scelte dagli avversari. Se la trappola scatta il turno termina immediatamente e non si potrà avanzare nel dungeon. Più si avanza più i limiti e le trappole aumenteranno. Una sorta di Taboo con le parole vietate scelte dagli avversari e tenute celate. Molto carino, un’ottima variazione sul tema del classico gioco, forse l’ambientazione è un po’ appiccicata sopra…

Continuano gli acquisti compulsivi e non.

Entrano in macchina con me il tanto agoniato Kero (e i suoi tir clessidra) e il nuovissimo Ride, un gioco di corsa ispirato all’omonimo film.

Bici, adrenalina, alleanze da tradire, morte.

Figata.

Ore 15:00

Proviamo Pictomania.

Un gioco basato sui disegni pensato per chi non sa disegnare.

Al centro del tavolo c’è una serie di parole molto simili graficamente tra di loro tipo laccio, stringa, filo, corda ecc ecc… Ad ogni giocatore viene assegnata segretamente una parola e tutti iniziano a disegnarla. Appena finita la propria opera d’arte bisogna cercare di indovinare quale parola della lista stanno disegnando gli altri. Prima indovini e più punti fai…ma se disegni male e gli altri non indovinano la tua parola allora perderai punti. Il concetto di base è davvero bello e divertente, la difficoltà crescente del gioco è tangibile. Il sistema di punteggio però non ci ha convinti e nasconde delle insidie… una sorta di bug perchè posso sbagliare appositamente ad indovinare il disegno di chi è in vantaggio, non prenderò punti però lui così ne perde… O ce l’hanno spiegato male o qualcosa nel sistema scricchiola. Comunque rimane molto divertente e leggero.

Passo per lo stand Uplay ed incontro Stefania Niccolini, l’ho intervistata qualche mese fa per la mia pazza rubrica (qui).

Sono agitato, mi sudano le mani, ho paura…

Mi guarda, mi riconosce subito e mi sorride salutandomi con un grande abbraccio, come se mi conoscesse da sempre.

La tensione sparisce di botto.

Parliamo del più e del meno, mi fa conoscere la grande macchina che si muove quando si è in fiera e mi parla di Cleopatra, il gioco bomba che uscirà.

Fa proiettare per me sul videowall il video trailer del gioco, leggo il suo entusiasmo e la sua passione.

Sento di essere nel posto giusto.

Mi presenta ad uno dei suoi tavoli e dopo una veloce conoscenza devo scappare.

Il tempo non mi sta aiutando.

 

ORE 16:00

Pendragon mi ha invitato a partecipare ad un’anteprima di un gioco che uscirà nei prossimi mesi.

15 UOMINI

Il gioco a tema piratesco si presenta come un titolo basato sui ruoli segreti ma c’è molto di più.

Le atmosfere sono quelle di Stevenson e del suo romanzo “L’isola del tesoro”.

Al centro del tavolo una round robin ( dal codice etico piratesco) e attorno 15 pirati celati, ciascuno con abilità differenti.

All’inizio si assegneranno dei ruoli, appunto segreti (tranne quello del capitano), dei gettoni con dei valori da 1 a 3 ed un proiettile.

Al proprio turno si può scegliere un pirata e pagandolo con un gettone valore (con un valore sempre più alto di quello maggiore già presente) si potrà leggere la sua abilità e quella di un pirata a lui adiacente, a destra o a sinistra.

Le abilità riguardano lo sparare, il spostare i pirati attorno alla round robin, guadagnare punti extra soddisfacendo determinati requisiti ecc ecc..

Ogni pirata poi che si controlla a fine partita ha un suo valore in punti vittoria.

La difficoltà del gioco sta nel capire chi è che tradirà la ciurma in ammutinamento e si schiererà dalla parte del capitano… sarebbe un disastro sparare ad un pirata controllato da un giocatore della propria fazione… visto che poi i punti verranno sommati!

Il gioco si rivela avvincente e molto stretto.

Ci sono molte chiavi di lettura, dal lato delle maggioranze per controllare i pirati a quello dei ruoli segreti, cercare di decodificare smorfie e mosse è molto intrigante e ben aderente all’ambientazione.

La ciurma vuole controllare la nave ma fin da subito si sa che qualcuno li tradirà… rimane di capire chi….

Ricordarsi le 15 abilità dei pirati e dove sono collocati non è sempre facile, soprattutto quando poi vengono mossi ma aggiunge un ulteriore strato di profondità e tattica al gioco.

15 uomini si rivela un gioco davvero godibile e adatto sia ai neofiti che ai giocatori incalliti.

Non rimane che prendere una bottiglia di rum, capire chi sono i propri compagni di squadra e dar fuoco alle polveri!

Esco dallo stand gasato, incontro Christian Giove.

Anche lui l’ho intervistato (qui) e mi sento come se fossi un bambino che deve incontrare babbo natale.

Lo vedo, sono pronto con la scatolina del suo gioco Origami, pronta per essere autografata.

Il cervello mi va in pappa.

Blackout

Due parole, prendo il gioco acquistato da lui e vado via… senza autografo.

Odio me stesso.

 

ORE 17:00

Cerco gli autori che ho intervistato, non trovo nessuno.

Folla, chiasso, caldo.

Inizio a sentire la stanchezza.

Le gambe implorano pietà.

Provo a mandare dei messaggi. Chi ha tempo per rispondere con tutta questa bolgia?

Vedo di sfuggita Alan D’amico, lo saluto da lontano e mentre mi siedo per cercare di non accasciarmi mi riprometto di andarlo a salutare più tardi.

I polpacci ringraziano.

Nel gruppo di Whatsapp del nostro blog cerchiamo di darci appuntamento per fare una foto di gruppo. L’appuntamento è per le sei, sei e mezza.

C’è tempo per gli ultimi acquisti.

ORE 18:00

Dopo qualche fatica alcuni di noi riescono a liberarsi per fare una foto di gruppo, conosco finalmente Paola e il famigerato Papà nerd (Cristian ) con suo figlio.

Ci confrontiamo sulla fiera, sui giochi e raccontiamo le nostre impressioni, davvero un bel momento.

Mi sento parte di una bella cosa.

Click.

Saluti.

Ultime forze.

 

Noi quattro siamo stremati e il ricordo di dover lavorare presto il giorno dopo mi fa gettare la spugna.

Le forze mi abbandonano e a malincuore lascio la fiera e chi ancora avrei voluto salutare, stringere la mano e parlare anche per due minuti.

Sono triste ma felice per ciò che riesco a portarmi a casa.

Non solo scatole ed avventure ma esperienze e sorrisi di chi sono riuscito ad incontrare.

 

Mi riprometto di organizzarmi meglio l’anno prossimo e cercare di dormire di più la sera prima.

Un’ ultima foto.

Un ultimo click.

Si riparte.

Dispiaciuto.

Felice.

Stanco.

Assonato.

Soddisfatto di me e del lavoro fatto fin qui.

Collasso.

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Stefano Stievano

Mi sono avvicinato a questo mondo fin da piccolo ma solo da qualche anno ho deciso di accostarmi in maniera diversa ai giochi da tavolo. Dopo aver creato qualche prototipo, inventato cene con delitto, costretto i miei amici a fare da cavie tra giochi, quiz tv e quant'altro ho deciso da un po' di tempo di unire la passione per la scrittura e quella dei giochi da tavolo. Mi piace raccontare me stesso attraverso loro, le mie esperienze, i miei amici, la mia vita e la mia quotidianità. I miei giochi preferiti sono quelli tematici o deduttivi, meglio se con un pizzico di bluff e con ruoli segreti... ma difficile scegliere una categoria.... Spero un giorno di riuscire a coinvolgere il maggior numero di persone possibile dentro al nostro folle e divertente mondo. Buon viaggio!

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