Oltre le scatole (senza romperle) – Puntata 6

Sesto appuntamento con le nostre interviste ad autori di giochi: oggi tocca A Christian Giove … divertimento assicurato!

Ben ritrovati in questa dissacrante rubrica!

Nuova puntata, nuovo ospite!

Oggi abbiamo l’onore di avere qui con noi un autore che nonostante abbia iniziato da poco ha già pubblicato una mole di giochi non indifferente.

Se vi dicessi Treachery in a pocket? oppure Dragon pets? E’ anche l’autore di Dolly crush, Guilds e del recente Origami… Signore e signori è con noi Christian Giove!

Benvenuto! E grazie per aver accettato, speriamo di non fartene pentire…

Grazie a te per avermi proposto questa chiacchierata! 😀

 

Iniziamo con le classiche presentazioni, ovviamente per rompere il ghiaccio dovevo un po’ complicarti le cose… dovrai presentarti come si presenta un alcolista alla sua prima riunione degli alcolisti anonimi! Tanto per farti capire in che guaio ti sei cacciato accettando di essere intervistato da me…

Ciao a tutti, mi chiamo Christian e non riesco a smettere di giocare… è un problema che mi porto avanti sin da piccolo; sette anni fa ho cominciato anche a scrivere di boardgames su Giochi sul Nostro Tavolo sperando che questo mi aiutasse a scaricarmi e ad attenuare la mia dipendenza ma è stato tutto inutile e da tre anni a questa parte la cosa è divenuta così grave che mi sono anche messo a creare giochi perché quello che usciva sul mercato non mi bastava più!  ç__ç

Come saprai la nostra intervista si articola in 3 grandi fasi: Passato, presente e futuro.

Cercheremo di andare oltre la scatola per scoprire un po’ il mondo che ci sta dietro e nel mentre magari conoscerti un po’ meglio…

Tutto è pronto… Iniziamo!

PASSATO

Dapprima blogger poi autore di giochi: raccontaci di questo grande cambiamento, come è avvenuto?

Mi è persino difficile trovare il momento in cui tutto è iniziato… a un certo punto mi è venuta la voglia di provare a creare qualcosa di mio e l’ho fatto. Il mio primo prototipo venne molto bene e un mio amico mi convinse che valesse la pena provare a farlo vedere: quell’anno andai al mio primo ideag (era gennaio 2015) dove portai quel titolo assieme a Guilds, la mia seconda idea sviluppata nei mesi precedenti, che mi venne preso proprio quell’anno.
Purtroppo il mio primissimo prototipo che personalmente adoro (un 4X spaziale, 1-4 giocatori, dice driven e giocabile in 30-60 minuti) ancora non è stato pubblicato, ma incrociate le dita che al momento ce l’ha in valutazione un editore francese… forse forse. ^__^

Naturalmente non ho mai smesso di fare il blogger (dopo tanti anni ancora tengo la mia rubrica ogni martedì).

 

Qual è il gioco che ricolleghi maggiormente alla tua infanzia? E perchè?

Cavoli, che domanda difficile: il primo vero boardgames che non fosse uno dei classici fu Talisman, che giocai in edizione polacca (l’italiana non esisteva ancora) grazie ad un mio amico che aveva la mamma polacca e lo riportò da una sua visita ai nonni… ero ancora piccolo e lo giocai con lui (ciao Matteo!) che mi traduceva man mano carte e caselle. XD

Il gioco che invece più mi ha fatto giocare con gli amici è stato invece HeroQuest, di cui stampai anche magie e personaggi aggiuntivi home-made e per il quale creai io stesso scenari e una mini campagna. Va detto che già in prima media mi dilettavo a creare giochi con disegni miei e cartoncini ritagliati (dei quali scrivevo anche a mano il regolamento e facevo le scatole!); un mio vecchio amico, il Matteo di cui sopra, ancora conserva un mio gioco che gli regalai alle medie. XD

 

In un’intervista di due anni fa dicevi: ” in questi ultimi 2 anni grazie agli editori ho imparato moltissimo su produzione, costi, distribuzione e molto altro, e mi si è aperto un mondo “dietro le quinte” a cui anche come blogger di settore non avevo accesso“.  Ora che sono passati altri due anni quali sono le cose che maggiormente ti hanno colpito del mondo che c’è dietro alla scatola?

La risposta è purtroppo noiosa, perché gli elementi sono sempre quelli anche se oggi ne so ancora di più… negli anni è però cambiato il settore, grazie a Kickstarter, alla “scuola francese” e al mercato videoludico che hanno allargato la base dei giocatori: questo comporta un approccio un po’ diverso ai titoli.

 

In passato c’è stato un progetto ludico che hai accantonato perchè non ti convinceva del tutto? Di cosa trattava? E cosa non ti soddisfava?

Inevitabilmente il processo creativo porta sempre a qualche vicolo cieco anche se devo ammettere che, forse per cocciutaggine, sono riuscito a portare a compimento quasi tutti i titoli immaginati tranne giusto 3 o 4 titoli. Tra questi quello che più mi spiace aver accantonato era un gioco di bluff in cui i giocatori erano giornalisti di un periodico, durante un regime totalitario, segretamente divisi tra sostenitori del regime e oppositori. Il titolo aveva alcune idee interessanti (ogni giocatore aveva un argomento su cui non era disposto a “edulcorare” anche se fedele al regime, l’ispezione durante la partita e il fatto che il gioco obbligava a mantenere un equilibrio tra lo scrivere la verità e il non farsi chiudere il giornale, o peggio). C’erano però alcune dinamiche che non mi convincevano e andavano sistemate, la tematica era pesantina ed essendo un gioco adatto a 5-11 giocatori era difficile da testare. Ç__ç

Come ti sei sentito la prima volta che hai visto su uno scaffale un gioco in vendita con  sopra il tuo nome?

E sicuramente stata un’emozione e ti devo dire che anche dopo un tot di titoli continua ad esserlo. Ancora più emozionante è stato il vedere i miei giochi in vendita a Essen (i tavoli demo degli editori, i roll-up, le pile di guilds allo stand Asmodee Germania, ecc.)

E’ arrivato il momento di chiudere con il passato ma non prima di aver affrontato il celeberrimo Momento Fotografico!

Le regole sono semplici, ti verranno sottoposte delle immagini e dovrai scrivere tutto ciò che ti suscitano, può scaturire da un dettaglio o dall’immagine nella sua interezza. Non c’è giusto o sbagliato oppure troppo lungo o troppo corto… Respiro profondo e lascia che la mente e le dita viaggino sulla tastiera.

Attenzione alle parole che usi… io sono famoso per essere un “filino” logorroico.  😉

Ooooh i Lego!! Si tratta di una delle mie passioni e non ne faccio certo un segreto: sto parlando dei modellini della serie Exclusive, modelli ricchi di dettagli e complessi di cui ne esce uno l’anno, componibili per creare un isolato (gli ultimi usciti sono la Piazza e il Diners ^__^) e la serie Ideas (tutti pezzi molto particolari, come la nave in bottiglia o la Ecto-1).

Inoltre il Lego mi porta alla memoria forse il mio primissimo gioco creato: avevo 8-9 anni e avevo diversi lego principalmente di due gruppi: i pirati e la linea medievale. Non amando fare le cose a caso, per giocarci sia da solo che con i miei amici avevo creato un sistema di regole basate sul d6 per entrambe le ambientazioni. Le regole simulavano combattimenti in corpo a corpo e a distanza, con punti vita diversi a seconda dell’omino (il governatore non va mica giù così facilmente ^__^), caratteristiche diverse di gittata/danno/attacco a seconda dell’arma, il movimento, ecc. Sostanzialmente era un regolamento skirmish semplificato (manco troppo) con una traccia di RPG. XD

Ovviamente sono anche un appassionato di fumetti anche se non leggo praticamente nulla che rientri nel fumetto americano supereroistico (tranne qualche volumo autoconclusivo tipo Red Son): leggo invece moltissimi altri fumetti americani non mainstream che trovo geniali e stimolanti, e anche i manga (ma non più gli Shojo)… in generale preferisco sempre le serie autoconclusive con una arco narrativo di 1-10 volumi. Ho da sempre un bisogno quasi fisico di input costanti (che siano fumetti, libri, film, videogiochi, ecc) e spesso alcuni elementi diventano spunti per nuovi giochi.

Questa mi fa venire in mente solo il mio nemico giurato: la paralisi da analisi!!! E’ un male di cui non sono affatto (anzi, sono un giocatore dai turni particolarmente veloci) e quindi quando mi trovo incastrato in gruppi con pensatori che vanno in arresto critico (cof, cof, Vik, cof, cof) patisco non poco. Sono dell’idea che anche il tempo di gioco dovrebbe essere un fattore: se un giocatore chiude con 56 punti facendo turni da 8 minuti di elucubrazioni, chi ne fa 51 con turni da 3 minuti per me è il vero vincitore. XD

E vabbè… hahaha. Questo difficilmente mi porterà alla mente qualcosa di diverso da origami. Tra l’altro alcune di queste immagini le usai nel mio primissimo prototipo. ^__^

E dopo questa cavalcata è il momento di tornare ai giorni nostri.

PRESENTE

Con questa domanda mi riaggancio all’ultima foto appena vista: Come è nato Origami? Quanto tempo ci è voluto?

Come nasce un gioco è una domanda veramente difficile a cui rispondere: l’idea alla base di un gioco arriva all’improvviso, ti cade in testa scivolando fuori dall’iperuranio platonico e poi te la trovi lì… a volte si tratta di una meccanica, altre volte di un’ambientazione, altre volte della mera rottura di uno standard.

La prima versione di origami aveva già tutti gli elementi attuali (ogni carta aveva un costo in pieghe e un valore di pieghe che dava scartandola, dava punti e conferiva nuove abilità, bonus finali o effetti immediati… e anche le due pile ci sono sempre state). Il principale sviluppo è stato prima la divisione in famiglie e poi l’accellerazione del ritmo di gioco (all’inizio si facevano 2 o 3 azioni a turno) e poi la riequilibratura verso il basso dei valori perché all’inizio gli origami costavano più pieghe e davano più piege, con un superfluo utilizzo delle addizioni. XD

Dacci un consiglio per stracciare i nostri avversari durante una partita ad Origami!

Una delle cose belle è che non c’è una strategia dominante… tutto dipende dalle famiglie che usate e anche dal numero di giocatori (se siete in tanti il mazzo cresce e certe strategie sono meno efficaci per la “diluizione” delle carte). Io amo molto la combo ghepardo+leone+gorilla… e uso molto il procione.

C’è un momento particolare della giornata oppure un luogo che rende ancor di più fervida la tua creatività? Se si quale?

In realtà no… l’unica cosa di cui ho bisogno è la serenità… se sono nervoso o stressato produco veramente poco perché la testa è altrove e non riesco a concentrarmi. Per il resto il bello del game design è che avviene tutto nella tua testa: ad esempio l’idea alla base dell’asta in Guilds mi è venuta mentre facevo la spesa, e origami sotto la doccia.  😀

Passiamo ora ad un altro tuo titolo davvero ben studiato: Guilds

Ed è qui che entra in gioco il temutissimo Momento Tweet! Dovrai usare solamente 140 caratteri (spazi inclusi) per spiegare velocemente lo spirito del gioco. Attenzione! Il tweet dovrà contenere almeno un hashtag!

Un gioco #ambientato che racchiude #aste, #piazzamento-tessere e #combo: gira bene anche in due e risulta sempre #tattico (e #bastardo qb).

C’è qualche gioco uscito recentemente che ha catturato la tua attenzione? E per quale motivo?

Sicuramente Stuffed Fables, regalatomi dalla mia ragazza per il compleanno, che ha quest’idea geniale di avere un grosso volume ad anelli in cui ogni pagina è un capitolo della storia con a sinistra la plancia di gioco e a destra le regole dello scenario e i vari paragrafi da leggere SOLO quando si fanno certe azioni… e in più capitoli e paragrafi seguono una struttura con alcuni bivi. Inoltre l’ambientazione è decisamente originale (peluche che prendono vita la notte per difendere la loro bambina da cose molto brutte). Buttateci un occhio. ^__^

Ora che siamo nel presente, è questo il lavoro che sognavi di fare da grande? Se non fosse così, cosa avresti voluto diventare?

Ho sempre voluto fare un lavoro di tipo creativo e nella sostanza l’ho sempre fatto (architettura, web design, comunicazione e ora game design). Direi che sto facendo quello che volevo fare: al momento non vivo ancora solo di game design: ed è una che molti mi dicevano essere un obiettivo impossibile. Questo è stato un grosso sprone (detesto che mi si dica che qualcosa è impossibile ^__^) e mi ero quindi imposto di farlo diventare un part-time entro fine di quest’anno e full-time dal 2021

Gli incassi di questi primi 7 mesi del 2018 mi hanno dato già un onesto part-time e l’anno prossimo sono in uscita 6-7 nuovi titoli miei (molti da editori internazionali) il che significa royalties ancora maggiori. Quindi dal 2019 ridurrò l’altro mio lavoro a un part-time, riservando quindi 20 ore a settimana al game design (contro le 3 scarse che ritaglio ora) anche perché ci sono due grossi progetti in uscita che dovrò seguire. Dall’anno dopo conto di fare solo più questo.

La tua avventura da autore è iniziata da poco ma hai già molti titoli all’attivo e con moltissime case di produzione! Come mai questa scelta?

Come detto sopra ho impostato questa cosa come un lavoro e NON come un hobby. Questo significava piazzare più giochi possibili perché può esserci quello che vende 20.000 copie e quello che ne vende 2.000, ma soprattutto per farmi conoscere… inoltre ho fatto altre due scelte a monte: evitare collaborazioni con autori già noti (ora ne sto facendo, ma volevo che prima il mio nome fosse riconoscibile in modo autonomo) e chiudere giochi con editori sempre diversi. Quest’ultima cosa l’ho fatta sia per farmi conoscere meglio (ogni editore ha canali diversi), sia per conoscere la realtà editoriale da una moltitudine di prospettive e sia per non essere identificato con un singolo editore (quando fissi un appuntamento e vedono che hai 5 giochi con 5 editori la cosa suona meglio di averne 5 tutti con lo stesso).

E’ arrivato il momento della scomoda Scatola Nera: le persone in totale anonimato potranno porre delle domande taglienti a chi poi si sottoporrà alla nostra intervista ma non sanno chi sarà il destinatario, tra tutte quelle ricevute ne verrà scelta una e questa è la tua domanda della scatola nera: ” avete mai provato a far leggere il manuale a una persona che non ha mai giocato questo gioco e poi valutato quanti dubbi ha o errori fa?” Diciamo che anch’io ho letto dei regolamenti da mettersi le mani nei capelli, per non parlare di traduzioni completamente errate… Come rispondi a questa domanda?

I regolamenti cerco sempre di farli leggere a qualcuno per capire se sono chiari (spesso necessitano di ritocchi o esempi) e se ho la possibilità di fare un blind test, questo è sempre apprezzato. ^__^

Per finire è il momento di fare una classifica! Qual è la top 5 dei tuoi giochi preferiti?

Questa lista cambia costantemente ma al momento, senza dargli un ordine preciso, direi:
Mythos, Pandemic Legacy, Azul, Mysterium e Time Stories

Con questo chiudiamo il presente e ci immergiamo in quel che sarà, nell’incertezza e nell’inafferrabile futuro.

FUTURO

Iniziamo con la domanda di rito: Cosa bolle in pentola? Dacci qualche anticipazione, anche in modo criptico… qui si cerca lo scoop!

Il problema qui è che è letteralmente illegale per me parlarvi dei progetti futuri sotto contratto… posso sicuramente dirvi che tra oggi e la fine del 2019 arriveranno sugli scaffali altri 8 giochi miei (a meno di ritardi che nel settore è cosa comune… ad esempio quest’anno sarebbero dovuti uscire 3 miei giochi a Essen/Lucca ma 2 sono slittati di qualche mese).

Posso anche anticiparvi che uno dei primi giochi  ad uscire sarà una mia reinterpretazione “accelerata e compatta” di un grande classico e che l’anno prossimo vedrete una mio gioco su kickstarter prodotto da un editore molto bravo in quel settore. C’è poi una novità enorme, ma forse se ne parlerà nel 2020.

Posso invece dirvi che c’è un gioco che devo ancora piazzare ma che adoro: si tratta di un cooperativo asimmetrico, con una meccanica di deckbuilding “incrociato”, fortemente story driven, con diversi scenari concatenati e la possibilità di ritornare a scenari precedenti per sbloccare nuove parti. Spero trovi presto un editore che lo “adotti”.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Come detto punto a vivere di game design, e non disprezzerei nemmeno la possibilità di collaborare come developer per un qualche editore, ma solo se si tratta di un editore in cui credo molto e che mi consenta al contempo di continuare a fare il freelance (fatto salvo un diritto di prima visione sui prototipi).

C’è un gioco che deve ancora uscire ma che aspetti con trepidazione?

Se intendi dei miei ce ne sono almeno 3, ma non ne posso parlare. XD
Se la domanda era più in generale, non vedo l’ora di mettere le mani su Tang Garden che ho provato come prototipo e non trepido per averlo in mano finito.

E’ il momento degli IMPREVISTI E PROBABILITA’….tranquillo, non ti faccio giocare a Monopoly! Il concetto è semplice, ti metterò di fronte ad un’ ipotetica situazione e tu dovrai semplicemente dirmi come ti comporteresti.

SITUAZIONE: Attorno al tavolo di gioco ci sei tu, alcuni tuoi amici ed anche amici dei tuoi amici. Quest’ultimi hanno con sè un bambino che corre attorno al tavolo, guardando le vostre risorse segrete e sbandierandole ai quattro venti: cosa faresti?

Mai sottovalutare il potere educativo di un’accidentale gomitata sul naso… XD
Ovviamente scherzo… probabilmente lo fulminerei con gli occhi (normalmente basta) e proverei a parlargi, ma se la cosa persistesse chiederei gentilmente al genitore di tenerlo a bada, ricordandogli che agli albori dell’umanità questo comportamento ne avrebbe fatto una fantastica esca per puma.

P.S. Voglio lanciare una petizione per legare ed imbavagliare i #bambinifastidiosi !

P.P.S. Firmata!! XD

Quanto secondo te Kickstarter e piattaforme simili influenzeranno il mercato dei giochi in scatola nei prossimi anni?

Lo fanno già da tempo, al punto che ormai le piattaforme di crowdfunding sono una parte integrante del nostro settore, che le si apprezzi o no. Sono infatti moltissimi i titoli che per costi produttivi non sarebbero pensabili senza partire da KS che ne garantisce una tiratura importante e una cassa iniziale… ma questo è solo uno dei fattori.

Kickstarter ha dimostrato che un gioco con una componentistica impressionante può catturare l’attenzione di un ampio pubblico, cosa che oggi pare scontata, ma prima di KS non lo era; basti pensare al primo Zombicide, che se messo oggi a confronto con titoli analoghi odierni ne esce già male dopo soli 6 anni. Kickstarter ha alzato di molto l’asticella di quello che noi consideriamo “bello”.

Alcuni giocatori “hardcore” potrebbero sottovalutare l’estetica di un gioco ma è questa ad attirare l’attenzione di chi è all’esterno di questo hobby, oltre a non essere un “nemico” (un buon gioco può avere anche componentistica e grafica curate). Lo hanno capito bene i francesi che grazie a una forte attenzione all’estetica hanno in pochi anni superato la Germania come vendite, e in generale il mercato del gioco da tavolo è esploso proprio in questi ultimi anni in parte proprio grazie a kickstarter.

 

Davanti a te hai una foto simbolica che ti rappresenta, ti ritrae ma non il te stesso del presente ma quello del futuro. Come ti vedi tra 10-15 anni? E cosa c’è in quella foto?

Uno sfondo pieno di giochi miei e uno SdJ in mano? ^__^
In realtà la vita è costante mutamento e ogni singola volta che mi guardo indietro noto la strada fatta: ho cambiato spesso obiettivi e attività, anche se la parte creativa e quella ludica sono dure a morire (risalgono alle elementari come abbiamo visto).

Siamo giunti al termine dell’intervista ma non potrai sottrarti al famelico FUOCO DI FILA!Avrai due opzioni, dovrai scegliere quella che più ritieni vicina a te senza però aver la possibilità di argomentare la tua decisione, l’importante però è scegliere sempre…

Allora 3…2..1…VIA!

Estate oppure inverno?

Estate

Doctor who o Il trono di spade?

Il Dottore. Forever!

Origami oppure Guilds?

Guilds

Vino o birra?

Birra

Caverna oppure Agricola?

Agricola

Cooperativo con traditore o cooperativo puro?

Cooperativo puro!!

Pizza o sushi?

Sushi

Ti senti più blogger o più autore?

Autore

Azul o sagrada?

Azul

Con questa carrellata finiamo anche questa sesta puntata, spero tu ti sia divertito e non ti sia pentito di aver accettato!

E’ stato un vero piacere, e complimenti per l’intervista al di fuori dei soliti schemi.

Un grazie anche a tutti quelli che hanno seguito tutto il mio sproloquio. ^__^

Con questo vi saluto e vi aspetto per la prossima puntata!

Se anche voi volete inviarci altre domande per la temutissima SCATOLA NERA scrivetele qui nei commenti o inviatele per messaggio privato al mio profilo facebook!

Ciao!


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