Oltre le scatole (senza romperle) – Puntata 3

Continuano le nostre interviste agli autori di giochi da tavolo che ci regalano ore e ore di divertimento 🙂 Questa volta è il turno di Stefania Niccolini e Marco Canetta

Quest’oggi continueremo questo viaggio oltre la scatola per conoscere tutto ciò che sta dietro ad un gioco fatto e finito.

Per questa terza puntata non avremmo un autore ma bensì due! Ci sarà un’intervista doppia!

Iniziamo con qualche indizio per farvi capire chi sono: Sono marito e moglie, lavorano fianco a fianco (poi chiederò come fanno, non temete!), hanno pubblicato una marea di giochi tra i quali “The doge ship”, “Zhanguo” ed il famigerato “Railroad Revolution”…

Ebbene sì! Oggi avrò l’onore di chiacchierare (poveri loro) con Stefania Niccolini e Marco Canetta! Benvenuti!

M- Grazie mille! Ma sei proprio sicuro che sia un onore?

S- Povero te, non sai cosa ti aspetta!

Come di consueto l’intervista si dividerà in 3 parti: Passato, Presente e Futuro ma per rompere il ghiaccio iniziamo con il mettervi in difficoltà, presentatevi ma Marco dovrai presentarti come se stessi leggendo un telegramma mentre Stefania dovrà presentarsi utilizzando un linguaggio forbito e ricercato, stile dama dell’800.

M- Ingegnere per la pagnotta e autore giochi per la brioche. Stop.

Più telegrafico di così si muore!

S- Simil questione non si addice a una nobildonna del mio rango, discendente dall’antica (forse) stirpe dei Niccolini di Firenze. Tuttavia, nella mia magnanimità, voglio accondiscendere alla di voi impertinenza e vi dirò che mi divido fra le nobili arti delle lettere (scrittura di romanzi), del far di conto (contabilità presso lo studio del mio gentil consorte) e delle lettere e del far di conto insieme (giochi da tavolo).

Descrivete l’altra persona utilizzando 3 aggettivi

M- Bella, intelligente e simpatica. Nonché permalosa, ottimo motivo per cui descriverla con i precedenti aggettivi.

S- Non è vero che sono permalosa! E non dire no, se no mi arrabbio… Allora di te dirò che sei pignolo, eccessivamente concreto e matematico all’ennesima potenza. In una parola sola: ingegnere! 

PASSATO

Iniziamo questo viaggio conoscendo meglio il vostro passato, come vi siete conosciuti?

S- Ci siamo conosciuti nel lontano 1992 nella tentacolare località marittima di Marina di Bibbona. Marco vi trascorreva le sue estati da quando era piccolo, per me era la prima volta. Un amico comune ci ha presentati e fra una nuotata e una partita a tresette è cominciato tutto. Ventisei anni, due figli e qualche gioco dopo, siamo ancora qui.  

M- Ha già detto tutto lei e non posso che confermare.

Qual è il vostro primo ricordo legato ad un gioco in scatola? E qual è il gioco a cui vi sentite più legati come coppia?

S- Ricordo le domeniche pomeriggio d’inverno a giocare con i miei genitori e i miei fratelli a Monopoli. Il mio segnalino preferito era la candela, quella con la base gialla, e guai a chi me la rubava. Il gioco a cui io e Marco siamo più legati è senza dubbio Serenissima, prima versione. Vero, Marco?

M- Vero. Me l’aveva regalata Stefania nel Natale 1997 ed, essendo uno dei primi giochi della nostra collezione, ci giocavamo continuamente.

S- Abbiamo smesso di giocarci il giorno in cui Marco al secondo turno ha piazzato una nave da guerra in Sicilia e ha affondato la mia nave piena di merci…

M- In realtà non ho avuto il tempo di affondarla perché hai interrotto prima la partita…

S- Volevi pure che assistessi a una scena tanto cruenta! Lo sai che sono per la pace nel mondo, anche in quello dei giochi.

C’è stato un evento oppure un momento in particolare che vi ha fatto scattare il desiderio di lavorare nel dietro le quinte dei giochi in scatola?

M- In realtà no. Ci siamo arrivati per gradi. Giocando abbiamo cominciato a cambiare le regole dei giochi. All’inizio si trattava di piccole modifiche, poi sempre di più fino a cambiare le meccaniche principali. A furia di house rules, finivamo per giocare giochi completamente diversi dagli originali. Di un gioco di miniature addirittura avevamo comprato 3 copie (in super offerta) per giocarci a modo nostro e simulare una battaglia epica. Alla fine abbiamo provato a fare giochi del tutto nostri e ci è andata bene.

S- Ovviamente non subito. Abbiamo prima ricevuto diversi due di picche prima di arrivare a una pubblicazione.

Cosa volevate fare da grandi?

S- Bella domanda! Me lo sto ancora domandando. Per fortuna ho ancora tempo per trovare la risposta.

M- Ci penserò quando sarò più grande. 

Ora passiamo al momento fotografico, ho scoperto essere uno dei punti più apprezzati sia dai lettori sia dagli intervistati. Le regole sono semplicissime: Vi sarà mostrata un’immagine e voi potrete condividere con noi qualsiasi vostro pensiero, niente è sbagliato o fuori tema…tutto è permesso.

 

S- A me viene in mente il romanzo che avrei potuto scrivere se fossi stata davvero una nobildonna dell’800.  

M- A me gli appunti dei giochi affastellati qua e là sulla scrivania, scritti a mano e spesso non leggibili neppure da me.

S- Non in questa versione, però ce l’avevo quando ero piccola. Senza contare che a scuola durante le lezioni più noiose improvvisavo con il mio compagno di banco una battaglia navale su fogli a quadretti.

M- Sarebbe stato un gioco da inventare. Peccato che esista già.

 S- Oh, il nostro bambino. Che carino! Hai visto, sulla scatola c’è prima il nome della mamma che del papà.

M- Ottima scelta!

E grazie a quest’ultima foto chiudiamo la prima fase dell’intervista per passare a quella successiva.

 

PRESENTE

L’ultima foto vista ci mostrava la vostra ultima fatica, The long road. Come è nato questo titolo? e quanto tempo ci è voluto?

S- Se per titolo intendi proprio il titolo, è copiato spudoratamente da una canzone di Mark Knopfler ed è venuto in mente così, guardando le carte carovana una accanto all’altra.

M- Se invece, com’è più probabile, intendi il concetto di base del gioco, è passato talmente tanto tempo dal primo prototipo che non me lo ricordo neppure più. Posso dirti che, se non altro, mandrie erano e mandrie sono rimaste. E non è poco, visto l’iter creativo che subiscono normalmente i nostri giochi.

S- Non escludo che fosse nato da un sogno di Marco. Sì, perché lui ha il vizio di sognare di giocare a un gioco nuovo. Il brutto è quando si sveglia prima che gli abbiano finito di spiegare le regole. Una volta è capitato con un gioco geniale di Vlaada Chvátil: 2 pedine in legno, qualche carta, 26 euro di prezzo della scatola in legno… Maledetta sveglia!

Chi ha vinto più partite tra voi due?

S- Marco, perché riesce sempre a usare i personaggi nella maniera più fetente possibile.

M- In realtà nostro figlio Iacopo, con cui non è più possibile vincere una partita a nessun gioco (o quasi).

È arrivata l’ora del difficile MOMENTO TWEET! Le regole sono semplici, descrivete “The long road” in un tweet, cioè utilizzando massimo 140 caratteri, spazi compresi… (si, perchè anche se ora sono 280 mi piace essere malvagio ed ingarbugliare le cose…) e ci deve essere almeno un hashtag!

S- TLR, gioco di carte per gente da saloon disposta a tutto per pochi dollari. Perché l’importante non è guadagnare ma guadagnare più degli altri #avventuriera4ever

M- TLR, per famiglie ma anche per gamers che possono sfogarsi #theGoodtheBadandTheLongRoad

Quale consiglio ci date per vincere a The long road? Dateci una chicca per stracciare gli avversari!

S- Armare i personaggi fino ai denti ma con moderazione.

M- Se ve lo dico, poi non vinco più…

Vi devo assolutamente chiedere questa cosa: come abbiamo detto prima voi due siete una coppia e lavorate assieme…ecco, come fate ad essere ancora una coppia? No, perché io 2-3 giorni a settimana mi trovo a lavorare con la mia dolce metà e spesso capita di volerci “scannare”… qual è il vostro segreto per avere questo equilibrio?

S- Dovresti chiederlo al nostro avvocato. Scherzi a parte, stando gomito a gomito tutto il giorno (nel vero senso della parola, dal momento che le nostre scrivanie distano tra loro poco più di un metro), andare d’accordo è l’unico modo per evitare di finire sulle prime pagine di cronaca nera dei quotidiani nazionali.

M- Scientificamente questo fenomeno potrebbe essere definito simbiosi. Personalmente ho sviluppato poteri telepatici che uso anche quando giochiamo per anticipare le mosse di Stefania.

S- Allora dovresti usare i tuoi poteri anche per prevedere che mi arrabbierò molto se anticipi le mie mosse… Lo dico per te, sempre che ti interessi ancora cenare J

C’è qualche gioco uscito di recente che ha catturato la vostra attenzione? E perché?

S- Near and far. Mi piacerebbe provarlo, perché sembra un’idea piuttosto particolare.

M- Pulsar 2849. L’ambientazione mi piace e le meccaniche sembrano molto interessanti. Peccato non aver ancora avuto il tempo di provarlo, come Near and far.

FUTURO

Stiamo per entrare in quella dimensione dove tutto deve ancora accadere, tutto è possibile e mutabile…

Partiamo con un classico, per mettervi a vostro agio: Progetti futuri?

S- Entro l’anno dovrebbe uscire l’espansione di Railroad Revolution composta da diversi moduli che cambiano il feeling di gioco nei suoi vari aspetti. Probabilmente sempre quest’anno uscirà un piccolo gioco di cui per adesso non possiamo dire niente (sarà una sorpresa).

M- Per il resto, stiamo lavorando a diversi giochi tra cui uno veramente grosso che speriamo veda presto la luce.  

C’è qualche meccanica in particolare che vorreste sperimentare in un vostro gioco che ancora non avete utilizzato?

S- il triplo salto mortale con rovesciata dei dadi. Sai, abbiamo appena comprato 100 dadi colorati e dobbiamo usarli in qualche modo.

M- Quella che non è ancora stata inventata.

C’è qualche gioco che state aspettando con trepidazione?

S- Il nostro, quello che vincerà tutti i premi in circolazione, venderà milioni di copie in tutto il mondo e ci permetterà di trasferirci alle Fiji e creare nuovi giochi stando sdraiati su un’amaca in riva al mare all’ombra di una palma.

M- Io, che sono più realistico, invece sto aspettando di vedere Queensdale dei Brand, perché di loro mi incuriosisce tutto.

E’ arrivato il momento degli IMPREVISTI E PROBABILITA’: vi metterò di fronte ad una ipotetica situazione, come reagireste?

Situazione: state giocando testa a testa, la partita è agli sgoccioli, un’ultima mossa vi divide dalla vittoria o dalla sconfitta. Presupponendo che il parter sia un po’ permaloso e si legherebbe la sconfitta al dito cosa fareste? Lo lascereste vincere oppure testa bassa è dritti fino alla vittoria?

S- Ma sicuramente dritti fino alla vittoria come un rullo compressore. La soddisfazione di correre intorno al tavolo gridando Ho vinto è più forte di ogni remora nei confronti dei qualsiasi avversario permaloso.

M- Dritti fino alla vittoria a costo di saltare la cena. Vero Stefania?

Diteci, se vi va, un vostro sogno nel cassetto:

S- Quale dei mille che strabordano dalla cassettiera?

M- Prima dovrei fare ordine nei cassetti. Ne ho tanti che non apro da un po’.  

Quale gioco in un futuro più o meno prossimo dovranno assolutamente provare i vostri bambini?

S- I nostri bambini hanno ormai 22 e 18 anni e sono loro a farci provare i giochi…

M- Sai, succede quando a 6 anni li fai giocare a Puerto Rico in tedesco e non li avvantaggi neppure un po’. Che infanzia infelice abbiamo dato loro e, ora, noi genitori ne paghiamo le conseguenze.

Finiamo questa intervista con il temutissimo FUOCO DI FILA: due opzioni, una sola scelta…non pensateci troppo e ricordate che non potrete giustificarvi… A oppure B?

Iniziamo… 3..2..1..VIA!

Mare o montagna?

S- Mare d’estate e montagna d’inverno.

M- Mare in tutte le stagioni.

Giornata di sole all’aperto o giornata uggiosa a giocare?

S- Giornata di sole all’aperto a giocare

M- Concordo!

S- Bravo!

Cinema o concerto?

S- Concerto all’aperto d’estate al mare.

M- Concerto unplugged, in un piccolo locale.

Escape room tascabili: una moda o un trend da supportare?

S- Posso utilizzare il 50 e 50?

M- Ti rispondo fra un anno. Anzi, a quel punto magari non sarà più necessaria la risposta.

Cooperativi o competitivi?

S- Cooperativi in cui vinco io.

M- Competitivi. E più c’è modo di fare dispetti agli avversari e meglio è.

Legacy: si o no?

S- Ni

M- Ci vorrebbe troppo tempo per giocarli dall’inizio alla fine. Spesso ci fermiamo alla prima partita.

Kickstarter: pro o contro?

S- Pro e contro.

M- Dipende.

Materiali scadenti ma ottima grafica o materiali eccellenti e grafica pessima?

S- Materiali eccellenti e ottima grafica.

M- E magari anche fantastica meccanica.

S- Mi sa che non abbiamo rispettato molto le regole…

S – Stefano ci perdonerà se abbiamo introdotto qualche house rule J

E con questo si chiude la terza puntata di questa rubrica, vi ringrazio davvero tanto per la vostra disponibilità e per esservi messi in gioco, spero di risentirci davvero molto presto e ringrazio anche chi con affetto ci segue, ci regala una buona parola e ci dà qualche buon consiglio.

Con questi ringraziamenti vi saluto e alla prossima! Ciao!

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Stefano Stievano

Mi sono avvicinato a questo mondo fin da piccolo ma solo da qualche anno ho deciso di accostarmi in maniera diversa ai giochi da tavolo. Dopo aver creato qualche prototipo, inventato cene con delitto, costretto i miei amici a fare da cavie tra giochi, quiz tv e quant'altro ho deciso da un po' di tempo di unire la passione per la scrittura e quella dei giochi da tavolo. Mi piace raccontare me stesso attraverso loro, le mie esperienze, i miei amici, la mia vita e la mia quotidianità. I miei giochi preferiti sono quelli tematici o deduttivi, meglio se con un pizzico di bluff e con ruoli segreti... ma difficile scegliere una categoria.... Spero un giorno di riuscire a coinvolgere il maggior numero di persone possibile dentro al nostro folle e divertente mondo. Buon viaggio!

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