Recensione Santorini: Quando essere un dio è un gioco da ragazzi ( e non…)

Santorini è un gioco astratto e molto tattico, una partita può durare dai 5 ai 15 minuti e la curva di apprendimento è molto interessante.

PANORAMICA DI GIOCO:

In questo gioco i giocatori vestiranno i panni di divinità che dovranno coordinare ciascuno dei due operai dediti a costruire l’edificio più alto, nella bellissima Santorini, Per poi salirci sopra in segno di vittoria!

MATERIALI:

All’interno della scatola ( con una delle copertine più belle e puccettose che io abbia mai visto) troviamo:

– 1 scogliera in 3D che fungerà da supporto
– 1 tabellone che rappresenta l’isola di Santorini
– 6 pedine operaio ( 2 per ciascun colore)
– 30 carte divinità
– 22 blocchi edificio livello 1
– 18 blocchi edificio livello 2
– 14 blocchi edificio livello 3
– 18 cupole dal colore blu caratteristico

I materiali sono davvero ben fatti e sul tavolo il colpo d’occhio è notevole.

Ci troviamo davanti ad un gioco astratto dalla componentistica eccezionale!

SET UP: (per la versione base, senza divinità e per 2 giocatori)

– Posizionare il tabellone isola sulla scogliera

– Ogni giocatore sceglie un colore e prende i due operai corrispondenti. Iniziando dal più giovane dovrà poi  posizionare ciascuna pedina  in una casella libera del tabellone.

– Dividete ( per comodità) in 3 mucchi i vari livelli degli edifici

Tutto è pronto per iniziare un’avvincente partita a Santorini!

SCOPO DEL GIOCO:

Per vincere bisogna riuscire a portare uno dei propri operai sopra al livello 3 ( il più alto) di un edificio, attenzione però! Si può  vincere anche se si riesce a bloccare l’avversario impedendogli di muoversi e/o a costruire nel proprio turno con entrambe le sue pedine.

REGOLAMENTO:

Il gioco parte  dal primo giocatore (cioè colui che ha piazzato per primo gli operai sul tabellone) .

Nel proprio turno bisogna scegliere uno dei due operai e fare OBBLIGATORIAMENTE LE DUE AZIONI DISPONIBILI ED ESATTAMENTE NELL’ORDINE INDICATO:

– MUOVERSI: l’operaio prescelto si dovrà spostare in una delle 8 caselle adiacenti a lui. Potrà salire al massimo di un livello, muoversi rimanendo sullo stesso livello o scendere di un qualsiasi numero di livelli.

Nell’immagine partendo da sinistra: livello 0 ( casella vuota), livello 1, 2, 3 e torre completa con cupola)

– COSTRUIRE: l’operaio mosso in precedenza dovrà poi costruire un nuovo livello di un edificio in una qualsiasi casella adiacente a lui. Per costruire bisogna seguire ovviamente l’ordine dei livelli: si parte dal primo ( base), poi il secondo , il terzo ed infine la cupola che permette di bloccare il 3 livello ad un avversario impedendogli di vincere.

Il primo giocatore a soddisfare una delle due condizioni di vittoria vince la partita!

VARIANTI:

– L’utilizzo delle divinità

Dopo aver preso confidenza con le regole base del gioco si possono inserire le carte divinità. All’inizio della partita si consegna una carta ad ogni giocatore che gli conferirà un abilità speciale per tutta la partita. Le abilità sono molto diverse tra di loro… Ad esempio c’è Artemide che consente di muovere il proprio operaio di due caselle invece di una sola, oppure c’è  Atlante che permette di costruire cupole su qualsiasi livello ecc… ecc…

Queste carte rendono meno lineare il gioco e ne aumentano di moltissimo la longevità.                  Le illustrazioni sono davvero bellissime! Le divinità infine si suddivisono in semplici ed avanzate per partire con quelle più facili  ed immediate per poi passare a quelle più complesse ed imprevedibili!

– Partita a 3 giocatori

Santorini nasce per essere un duello testa a testa ma volendo si può introdurre un nuovo giocatore. In questa versione è necessario utilizzare il mazzo delle divinità.

Durante la partita se un giocatore non riesce più a muoversi e/o a costruire nel proprio turno con entrambi gli operai  perde immediatamente, toglie le pedine e il gioco continua tra i due giocatori rimasti. Vince chi riesce a soddisfare una delle due condizioni di vittoria.

Partita a 4 giocatori

In questa versione si gioca divisi in due squadre. Ogni giocatore riceve una carta divinità e solo lui potrà usufruire del suo effetto. Le squadre giocano a turno e quando un giocatore soddisfa le condizioni di vittoria fa vincere l’intera squadra.

CONSIDERAZIONI:

Santorini è un gioco astratto e molto tattico. Una partita può durare dai 5 ai 15 minuti e la curva di apprendimento è molto interessante… E’ decisamente un titolo per due giocatori… in 4 viene adottata la tattica del team contro team che grazie a poteri diversi per ogni componente rende comunque interessante la partita… purtroppo in 3 non funziona, è impossibile prevedere e bloccare le mosse dei 4 operai avversari (avendone solo 2 a disposizione) perdendo di fatto così il mordente tensivo che è il punto focale del gioco.

Questo titolo ha dei materiali eccelsi, il colpo d’occhio è strabiliante.

Poche regole, semplici, chiare ed immediate.

Molto buona è la longevità data dalle carte divinità, una partita giocata con Apollo è completamente diversa se giocata con il Minotauro piuttosto che con Eros o Medusa.

Però ci sono 2 grossi punti dolenti: Il primo è insito nel gioco in sè, le divinità non sempre sono ben bilanciate, alcune sono molto forti rispetto ad altre; l’altro invece riguarda la traduzione italiana del regolamento.

La traduzione è davvero ambigua e  soprattutto i poteri delle carte divinità non sono spiegati bene, anzi alcuni sono scritti proprio in modo errato… purtroppo è davvero un peccato!

Detto questo Santorini è un gran bel titolo da avere, anche per quelli che non amano gli astratti puri e duri.

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Santorini

8

Voto

8.0/10

Pros

  • Poche regole, chiare ed immediate
  • Adatto a tutti, anche ai non avvezzi agli astratti
  • Durata contenuta ma non a discapito di tattica e strategia
  • Materiali ed illustrazioni eccelsi
  • Ottima anche la longevità

Cons

  • Alcune divinità sono decisamente sbilanciate se abbinate ad altre più deboli
  • Molti errori (alcuni anche grossolani) nella traduzione italiana del gioco, specie nella spiegazione dei vari poteri degli dei, questo fatto ha influito abbastanza nella valutazione finale.

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Stefano Stievano

Mi sono avvicinato a questo mondo fin da piccolo ma solo da qualche anno ho deciso di accostarmi in maniera diversa ai giochi da tavolo. Dopo aver creato qualche prototipo, inventato cene con delitto, costretto i miei amici a fare da cavie tra giochi, quiz tv e quant'altro ho deciso da un po' di tempo di unire la passione per la scrittura e quella dei giochi da tavolo. Mi piace raccontare me stesso attraverso loro, le mie esperienze, i miei amici, la mia vita e la mia quotidianità. I miei giochi preferiti sono quelli tematici o deduttivi, meglio se con un pizzico di bluff e con ruoli segreti... ma difficile scegliere una categoria.... Spero un giorno di riuscire a coinvolgere il maggior numero di persone possibile dentro al nostro folle e divertente mondo. Buon viaggio!

2 risposte a “Recensione Santorini: Quando essere un dio è un gioco da ragazzi ( e non…)”

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