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Detective Crimini a L.A.: Impressioni A Campagna Finita (NO SPOILER!)

Sono un grande fan di Detective, mi ha stregato fin da subito.

Se non conoscete come funziona qui potete trovare la nostra recensione del gioco base.

 

L’immersione, la difficoltà, rompere la barriera tra gioco e giocatore mi ha conquistato.

Dopo la pioggia di premi vinti, durante l’estate è arrivata la prima espansione, una mini-campagna formata da 3 casi che ci porta nella corrotta e problematica Los Angeles degli anni ’80.

Prima di iniziare la campagna avevo scritto un articolo (che potete trovare qui) con i materiali, le nuove meccaniche e le mie prime impressioni.

Ora a campagna terminata è  il momento di vedere se le promesse sono state mantenute, se le aspettative sono state infrante.

CONSIDERAZIONI FINALI:

L’indicatore lampeggia sul mio foglio elettronico, un turbinio di emozioni mi sta ancora scombussolando.

Ho appena finito la campagna di Detective Crimini a L.A.

Si dice che le cose belle prima o poi debbano finire, io ho sempre odiato questa frase.

Avevo davvero molte aspettative, davvero alte e non sono state deluse.

Detective L.A. si riconferma una spanna sopra a tutti gli altri titoli investigativi per trama, complessità e meccaniche.

Ci sono 3 casi, i primi due apparentemente slegati se non per delle piccole connessioni.

Sono molto avvincenti e molto ben strutturati, con logica e intuito si può arrivare abbastanza agevolmente alla soluzione.

Il terzo caso però me lo tengo per la fine.

Le nuove meccaniche sono davvero una marcia in più!

Le scelte da fare che condizionano il maniera significativa l’indagine rompe ancor di più la barriera tra gioco e giocatore e rende tutto maledettamente più immersivo.

Scegliere di giocare “contro le regole” per avere risultati più rapidi, con però l’accumulo di molto più stress, rende le scelte pesanti come macigni…da ponderare molto bene. Quasi sempre il mio gruppo si è trovato spaccato in due quando era il momento di fare una scelta.

Come sempre il tempo è tiranno e le piste da seguire sono tantissime, scordatevi di poter fare tutto ciò che avreste voluto.

Forse credevo si sentire maggiormente la mancanza di tecnologia, invece bene o male grosse differenze non c’erano… se non il fatto che tutto era moooolto più lento e quindi richiedeva più tempo.

Altra mia preoccupazione era la grandezza delle polaroid (vendute separatamente), pensavo fossero troppo piccole, invece no, anzi ci stavano meglio sul tavolo e lo spazio era sufficientemente grande.

Ma ora è il momento di passare al CASO 3

Una brutta cosa sta per succedere ma non sai a chi, come, dove e perché.

Ma la cosa che mi ha incantato è il completo raggio d’azione che si ha, totale libertà sul fare congetture, piani e calcolare il rischio di pericolo dei possibili bersagli e delle modalità.

Mi ha tenuto incollato al tavolo.

L’ultimo caso non è affatto facile, ben più tosto dei primi 2 e richiede concentrazione e ottima memoria per collegare tutti i puntini.

Anche in questo caso non fate passare troppo tempo tra una partita e l’altra… è il modo giusto per perdere.

Nomi, elenchi, pezzi che si incastrano… ho trovato tutto quello che volevo trovare e anche di più.

Qualche piccolo errore di traduzione-ortografia che però non compromette l’indagine.

La trama è ben articolata e nulla viene lasciato in sospeso, alla fine il cerchio si chiude lasciandoti stupore e malinconia.

Sicuramente Detective non è un gioco per tutti, richiede dedizione, impegno e concentrazione, ma la soddisfazione e l’esperienza che ti dà non l’ho trovata in nessun altro titolo investigativo.

Se avete amato Detective dovete assolutamente giocare anche questa campagna, sperando di poter tornare presto davanti al sito Antares con il mio taccuino pronto per una nuova indagine.

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Stefano Stievano

Mi sono avvicinato a questo mondo fin da piccolo ma solo da qualche anno ho deciso di accostarmi in maniera diversa ai giochi da tavolo. Dopo aver creato qualche prototipo, inventato cene con delitto, costretto i miei amici a fare da cavie tra giochi, quiz tv e quant'altro ho deciso da un po' di tempo di unire la passione per la scrittura e quella dei giochi da tavolo. Mi piace raccontare me stesso attraverso loro, le mie esperienze, i miei amici, la mia vita e la mia quotidianità. I miei giochi preferiti sono quelli tematici o deduttivi, meglio se con un pizzico di bluff e con ruoli segreti... ma difficile scegliere una categoria.... Spero un giorno di riuscire a coinvolgere il maggior numero di persone possibile dentro al nostro folle e divertente mondo. Buon viaggio!

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