Un saluto a tutti voi, cari utenti di Houseofgames, dal vostro Andrea di Giochetti e Sfizietti: anche se chiuso nella mia cameretta per via del Decreto – beh, come tutti! – di certo non smetto di allietare le vostre giornate con questa speciale rubrica, in cui recensisco un titolo ma accompagnato da un buon piatto o un dolce.
Ma può avere senso una rubrica simile, in questo momento in cui ci viene “chiesto” di restare a casa per la nostra – e vostra – incolumità? Beh si, perché il mondo dei boardgames è così vasto: se un tempo esistevano pochissimi titoli per soli due giocatori, quest’anno – invece – è l’anno dei giochi in solitaria e – se avete fatto caso – spesso anche i titoli per più giocatori strizzano l’occhio al “single di gioco”, prevedendo modalità in solitaria.
Il titolo di oggi rientra in questa seconda categoria: un ottimo gioco per 2-4 giocatori, che si “trasforma” in un solitario parecchio difficile da battere. Senza farvi attendere oltre, ve lo presento: signore e signori, ecco a voi Sagrada, titolo di Daryl Andrews e Adrian Adamescu, disponibile in Italia grazie alla Cranio Creations. Per venirvi incontro a questa “incresciosa situazione” data dal COVID 19, vi propongo il gioco esclusivamente nella sua modalità ad un giocatore.
Sagrada, la versione in solitario
In questa versione di Sagrada, voi siete l’artista a cui è stata commissionata la realizzazione delle vetrate della basilica di Barcellona, la Sagrada Famìlia. Ma il vostro “aiutante” sta tramando contro di voi e, in segreto, sta realizzando una propria vetrata con gli scarti del proprio maestro, con la speranza di potervi battere e, magari, prendere il vostro posto! Dovrete fare di tutto per realizzare una vetrata pressoché perfetta, ma non sarà un compito facile… In sintesi, il giocatore dovrà battere l’Obiettivo di Punteggio, dato dalla somma di tutti i dadi presenti sul Tracciato dei Round a fine partita.
In questa modalità, avrete bisogno solo di alcuni componenti contenuti nella scatola: 1 plancia Vetrata ed il relativo segnalino Punteggio, 1 Tracciato dei Punti, 90 dadi (18 dadi per colore) con sacchetto incluso e tutte le carte Schema (12), Utensile (12), Obiettivo Pubblico (10) e Obiettivo privato (5). I segnalini Favore, ad esempio, non sarà possibile utilizzarli in questa modalità.
I componenti di Sagrada (che servono per una partita solitaria)
Il setup per la partita in solitaria è molto simile a quella per più giocatori:
NB: le regole qui sotto sono esclusivamente per la modalità in solitario; perciò uniscono le regole base del gioco (per più giocatori) ad alcune modifiche per il solitario: quest’ultime le potete trovare nell’ultimo capitolo del regolamento, in una sezione a parte.
Setup per la partita ad un giocatore
La partita dura dieci round, come la versione per più giocatori, e si divide in più fasi:
Inizio del primo round, il giocatore pesca e lancia quattro dadi
Con l’azione “Scegliere e Piazzare un Dado”, il giocatore sceglie uno dei dadi nella Riserva (ovvero i quattro che ha lanciato nella fase precedente) e lo colloca in uno degli spazi liberi della propria Vetrata; tuttavia dovrà rispettare alcune regole per il piazzamento:
Il giocatore, dopo aver giocato il dado giallo, posiziona il dado blu nella casella “4”
Inoltre, il giocatore può utilizzare una delle carte Utensili: per farlo, il giocatore deve spostare uno dei dadi dalla Riserva – e non dalla Vetrata – del colore indicato nell’angolo a sinistra della carta Utensile e collocarlo sulla carta stessa. Una volta utilizzata, il giocatore elimina sia la carta che il dado utilizzato: quindi ogni carta Utensile potrà essere utilizzata una volta sola per tutta la partita.
Il giocatore non potrebbe giocare il dado verde nello spazio colorato (perché altrimenti sarebbe adiacente ortogonalmente al 5 giallo), ma con la carta Utensile (e scartando un dado verde), può trasformarlo in un 2 verde ed inserirlo (anche se non gli converrebbe, perché poi non potrà collocare un 2 al di sotto di esso)
Una volta giocato il 10° round, il giocatore calcola la somma tra tutti i valori dei dadi collocati sul Tracciato del Turno: questo è il traguardo di punti da raggiungere. Quindi, il giocatore calcola i propri Punti Vittoria in questo modo:
Fatto ciò, il giocatore confronta il proprio risultato con l’Obiettivo di Punteggio: se il totale dei propri Punti Vittoria supera quello dell’Obiettivo, il giocatore ha vinto, in caso contrario (anche se pari), il giocatore ha perso!
Fine partita: L’Obiettivo di Punteggio è 74, mentre il nostro è 47 (28+4+15). Abbiamo perso in malo modo!
E’ difficile realizzare un titolo per più giocatori e pensare “successivamente” ad un adattamento per il singolo giocatore: spesso ne esce fuori un titolo troppo squilibrato, oppure che non “rende” le stesse emozioni che dà il gioco completo. Per Sagrada, invece, ciò non accade: la modalità solitaria non è un semplice “ripiego”, anzi è quasi un gioco a sé, un duro scontro con un avversario virtuale che sarà ostico da battere, soprattutto se sarete disattenti nei dadi che scarterete. In realtà, ho notato un po’ di sbilanciamento durante le partite – poiché non spesso escono i colori di cui avete bisogno – ma applicando la regola del numero dei dadi in base al numero dei giocatori (presente nell’espansione, io uso la formula per due giocatori, con 10 dadi di ciascun colore), tale aspetto si riequilibra un po’.
La partita in corso…
Ho fatto diverse partite ed ho sempre perso in modo “imbarazzante” – 10/punti di differenza – e solo in una partita ero ad un punto dalla vittoria. E se anche spesso è la fortuna (o la sfortuna) che determinerà la vostra vittoria o sconfitta, voglio giusto un paio di consigli per migliorare un po’ le possibilità di vittoria: il primo consiglio è scegliere la carta Schema più semplice che vi capita (tanto non esistono segnalini Favore); il secondo consiglio è cercare di utilizzare tutte le carte, poiché vi permettono – oltre al vantaggio del potere – di eliminare un dado, magari un 5 o un 6.
Come potete vedere, nei turni in cui sono state giocate le carte Utensile, c’è un solo dado scartato…
Può non sembrare, ma molti di noi – me compreso – vivono malamente questa condizione di “prigionia” : vorremmo tanto uscire, incontrare gente per un aperitivo, magari andare lontano lontano o basterebbe un po’ più là. Ma esistono tanti modi e tanti strumenti per “evadere”: si può viaggiare con la lettura di un buon libro, oppure catapultarsi nel mondo alieno di un videogioco o ancora deliziarsi con documentari di posti lontani. Anche con la cucina è possibile viaggiare ed è proprio questo il mio intento adesso: perciò, vi presento la Paella “nostrana” – cioè della nostra famiglia – ricetta imparata da mia madre durante il suo viaggio di nozze e lievemente modificata secondo i suoi gusti.
NB: questa ricetta è impostata per circa 10 persone: per la porzione singola basta seguire tutti i passaggi della ricetta fino al punto 10; da lì potete mettere da parte sia il condimento di verdure, sia quello di pesce (separate) e conservarle in congelatore (per utilizzi futuri). In tal caso, vi basteranno circa 80 gr di riso a testa e mezza bustina di zafferano (o anche meno).
La “nostra” Paella
Per preparare questa versione della Paella spagnola, bisogna seguire scrupolosamente questi passaggi:
[fioto pomodori]
I pomodori che sono stati già sbollentati, con peperoni e piselli già pronti.
Uniamo lo zafferano al contenuto del mestolo e versiamolo nel riso.
Il legame tra il titolo e la ricetta di oggi è puramente geografico: Sagrada è ambientato a Barcellona – visto che si parla della Sagrada Famìlia – mentre la Paella è il più famoso piatto spagnolo. Insieme però, mi permettono di raggiungere l’obiettivo che mi sono prefissato in questo articolo: farvi “allontanare” per un istante dall’Italia, farvi viaggiare con la fantasia fino in Spagna, immaginando non solo di visitare la basilica – con tutte le sue vetrate colorate – ma anche coinvolgendo il vostro palato ed il vostro olfatto. Spero di essere riuscito nel mio intento…
Per un viaggio “mentale” assicurato…
Bene, siamo giunti alla fine di questo breve viaggio: spero davvero di avervi allietato un po’ con la lettura di questo articolo, dato che tutti abbiamo bisogno di prendere un po’più di “respiro”. Anche grazie a voi e al vostro sostegno noi di Houseofgames ci sentiamo meno soli: perciò io voglio ringraziarvi, anche a nome di tutto lo staff. Continuate a dare sostegno a questa pagina e non rimarrete delusi: continueremo a “farci compagnia”. Con questa rubrica, invece, ci rivedremo tra circa un mese, con la speranza che questo brutto momento sia passato… Intanto vi auguro, come sempre, “bon jueu e bon appetit!”.
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