Recensione Take That: che fortuna giocare le carte a specchio!

Sarà un incubo dover prelevare tutta la fila, ma proviamo ad ottenere punti bonus con le prese delle golose carte a specchio.

“Take That” è un gioco che non ha ancora una sua versione italiana, ma che è comodamente giocabile anche nella sua versione estera grazie alla totale assenza di testo. Si tratta di un filler piuttosto veloce che non è dotato di un’ambientazione particolare, se non un richiamo ad un grosso rospo che troneggia sulla copertina e che sarà, purtroppo, l’accesa minaccia presente su alcune carte molto pericolose se recuperate insieme all’intera fila posta sul piano di gioco. Prima di vedere come si gioca andiamo con ordine e siamo un’occhiata a quello che contiene la confezione.

DENTRO LA SCATOLA

La confezione è una di quelle tipicamente compatte per un card game, quindi anche facilmente trasportabile nei nostri spostamenti ed ottimo compagno di viaggio per ammazzare la noia e i tempi morti durante una gita in compagnia. Ovviamente tutto ciò che troveremo saranno delle carte, di buona qualità, su cui saranno semplicemente stampati dei numeri: sulle 79 carte da gioco troveremo le cifre che vanno dal 12 al 98 con l’esclusione di ogni numero che termina per zero (quindi non troveremo il 20, il 30, il 40 e così via), mentre sui numeri doppi, quindi 22, 33, 44 e così via, ci sarà il temibile faccione del rospo di cui sopra che rappresenterà la terribile minaccia per tutti i giocatori al tavolo.

IL GIOCO

A seconda del numero di giocatori, ognuno riceverà un certo numero di carte, 8 o 9, mentre tutte le altre andranno a comporre un mazzo di pesca. Al proprio turno un giocatore avrà semplicemente il compito di giocare una delle carte dalla propria mano svolgendo una delle due azioni previste. Con la prima si posizionerà una nuova carta nella fila che man mano prenderà vita al centro del tavolo con le carte giocate da tutti, ma la regola vuole che la carta da giocare debba essere al massimo di 10 numeri più alta o più bassa dell’ultima messa in gioco dall’avversario precedente: quindi se trovassimo a terra un 45, le carte giocabili andrebbero solo dal 35 al 55. La seconda opzione, quella più redditizia, permette invece di giocare una carta che sia lo specchio esatto di una presente sul tavolo, senza badare alla sua posizione nella fila, di recuperarla insieme a quella giocata e formare così un mazzetto di carta a specchio. Con carta a specchio si intende una carta che abbia il numero inverso rispetto all’altro, quindi un 36 sul tavolo sarebbe recuperabile con un 63, un 28 con un 82 e così via. Se non è possibile giocare una carta secondo uno di questi criteri o anche semplicemente se non si vuole, bisognerà prelevare tutte le carte che compongono la fila e tenerle coperte di fronte a sé in un mazzetto differente da quello delle carte a specchio: questi rappresenteranno dei bei malus da conteggiare alla fine della partita. Quando finirà il mazzo di pesca si continuerà a giocare con le carte rimaste in mano fino alla presa dell’ultima fila e si conteggeranno i punti: ogni carta specchio conquistata varrà un punto, mentre se ne decurterà uno per ogni carta presa raccogliendo le file, mentre saranno scalati ben 5 punti per ogni carta doppia con l’effige dell’orrendo rospo. Dopo due manches di questo tipo, chi avrà raggiunto un totale maggiore sarà decretato vincitore.

CONSIDERAZIONI

Chi non ama i giochi con i numeri, troverà sicuramente in “Take That” un bel gioco da odiare, chi invece apprezza un titolo ben pensato, semplicissimo, che occupa poco tempo e che rappresenta un fillerino simpatico da proporre a fine serata, proverà una certa simpatia verso questo gioco. Non ci troviamo di fronte ad un titolo memorabile, ma “Take That” riesce a divertire con poco, facendo partire anche l’insulto facile verso il fortunato che, immancabilmente, riuscirà ad avere in mano le carte speculari rispetto a quelle in gioco, aumentando a dismisura il suo punteggio a discapito degli altri, mentre voleranno alti gli improperi di chi invece sarà costretto a prelevare una fila ricca di rospi salutando tristemente le possibilità di vittoria. La facilità con la quale la confezione può essere trasportata e la poca richiesta di spazio durante la partita rendono “Take That” un ideale gioco da spiaggia e da portare con sé in viaggio con gli amici, con la possibilità di poterlo tirare fuori anche con persone che di solito non sono affatto avvezze ai giochi da tavolo fuori dall’ordinario.

Edizione Italiana: Nessuna
Edizione Inglese: White Goblin Games
Giocatori: 2-4
Età: 8+
Durata: 20’

Take That

Take That
7

Voto

7.0 /10

Pros

  • si spiega in due minuti
  • occupa poco spazio ed è perfetto come gioco da portare nello zaino
  • perfetto anche per i neofiti

Cons

  • grafica quasi inesistente
  • dopo un po' potrebbe risultare ripetitivo

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I Giochi del Topo

Sono Gaetano, giornalista pubblicista da quasi 10 anni e appassionato di giochi da tavolo praticamente da sempre. Scrivo di cultura e spettacolo per un portale online, ma da poco, per dare libero sfogo anche con la scrittura ad una delle mie più grandi passioni, ho dato vita a “I Giochi del Topo”, blog totalmente dedicato al mondo dei giochi da tavolo con recensioni ed approfondimenti su titoli vecchi e nuovi appartenenti al mondo ludico.

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