Recensione Kingdom Death Monster: il matrimonio perfetto tra gioco da tavolo e gioco di ruolo

“C’era una volta un luogo coperto di volti intagliati nella pietra…..Un uomo con una lanterna, giaceva in un sonno senza sogni ignaro di tutto…..”
Si apre così Kingdom Death Monster uno dei giochi più discussi da diversi anni, un’opera magna che andremo ad analizzare nei dettagli.

Prima di parlare del gioco è il caso di fare un paio di cenni sulla storia di come è nato questo progetto.
Kingdom Death è una famosa marca boutique di miniature di alta qualità a tema horror/sexy.
Qualche anno fa questa ditta tentò di radunare parte del materiale rilasciato, proponendo un gioco di nicchia senza alcun compromesso di costi.
Così approdò timidamente su Kickstarter il primo capitolo.
Fu una grande sorpresa quando questo gioco superò di un ordine di grandezza le attese spingendo la casa a ripetersi con un’edizione ancora più ambiziosa (la 1.5, in passato disponibile anche in upgrade del primo) ad un costo non certo per tutte le tasche (si partiva da 200 dollari per il solo base fino a 2500 per tutta la produzione relativa al gioco nei futuri 4 anni con una quantità di materiale esagerata).
E questa volta fu addirittura il record per un gioco da tavolo su Kickstarter con più di 12 milioni di dollari in pochi giorni.

Ambientazione:
Prendete il mondo di Berserk, Dark souls, Monster Hunter e aggiungete un pizzico di H.R. Giger avrete così un’idea di cosa vi aspetta.
Kingdom Death Monster è un gioco più unico che raro: lungo (non in termini di singola sessione ma di campagna), cattivo al limite della tollerabilità, oppressivo e cruento.
Si apre con 4 sopravvissuti che si ritrovano con solo uno straccio, una pietra appuntita ed una lanterna ad affrontare un enorme leone affamato con arti umani al posto delle zampe in un mondo avvolto dalla completa oscurità.
Non sanno ne chi siano ne come siano finiti lì, l’unica cosa che sanno è di dover lottare per la vita.

E kingdom death è proprio questo: una continua lotta per la vita di un gruppo di persone che non ha nulla e non sa nulla (nemmeno parlare) e dovranno pian piano costruire una civiltà.
Assistere a mostri deformi, morti terribili, segreti agghiaccianti, li porterà sull’orlo della pazzia e dovranno decidere se accettarla o dominarla per poter sopravvivere.
La storia è ovviamente molto profonda e curata, sicuramente non adatta ai minori (soprattutto per la violenza ma raramente per qualche contenuto per adulti non eccessivo comunque).

Le meccaniche:
C’è moltissimo da dire sulle meccaniche di questo gioco e non è facile spendere solo poche parole per spiegare un sistema così profondo e unico.

A metà tra gioco di ruolo e gioco da tavolo collaborativo, ogni sessione si divide normalmente in 3 fasi: Caccia, Scontro e Fase accampamento che si svolgono nella durata di un anno storia (una campagna di solito si attesta in circa 30).

Una sessione di 3 fasi si completa normalmente in un’ora e mezza (un po’ meno i primi anni, un po’ di più gli ultimi), ma potendo interrompere e riprendere comodamente dopo ognuna delle 3 fasi, ogni sessione di gioco può essere gestita in base al proprio tempo.

Parlando delle 3 fasi:

Nella prima, la fase di caccia, ci ritroveremo sulle tracce di una preda, alla ricerca di cibo e materiali.
Una preda è un singolo mostro che non sembra assolutamente d’accordo sulla propria definizione e farà di tutto per ribaltare la situazione.
Durante questa fase si avanza su un tracciato con eventi generici (100 nel manuale) ed eventi specifici del mostro (carte specifiche per ogni mostro) che contribuiranno anche a svelare o creare la storia del mondo di Kingdom Death.
Questa fase è talvolta soggetta ad alea non sempre controllabile; non capita di rado infatti di perdere uno o più sopravvissuti per un tiro di dado sfortunato o che la vostra caccia si trasformi completamente in una lotta contro qualcosa di inaspettato.
Una sorta di fase in perfetto stile librogame con scelte e conseguenze dove il caso si fa sentire spesso ma le conseguenze salvo rari casi non sono eccessive.

Sopravvivendo alla caccia, se non perderanno le tracce della “preda”, i “sopravvissuti” si troveranno ad affrontare la seconda fase, lo scontro con il mostro.
La fase di scontro si apre con un setup piuttosto rapido dell’area di gioco:
Si otterranno particolari terreni specifici e se ne estrarranno altri a caso da un mazzo e i giocatori avranno la possibilità di collocarli (con alcune restrizioni) a proprio vantaggio.
Una volta piazzato il tutto sarà il mostro ad avere la prima mossa.

Ogni “preda” è controllata da 2 mazzi.
Il primo: L’intelligenza artificiale, viene costruito estraendo a caso determinate carte azione di difficoltà variabile (B, A, Speciale, Leggendaria credo) da un mazzo seguendo una procedura in base al livello del mostro, a cui andranno aggiunte carte tratto che ne determineranno il comportamento generale e la tattica.
Oltre che controllare il comportamento di ogni attacco, questo mazzo ha anche la funzione di rappresentare i punti vita del mostro.
Ogni volta che il mostro verrà ferito infatti, andremo a togliere carte azione dallo stesso, rendendolo quindi sempre più prevedibile a ogni ferita inflitta.

L’altro mazzo contiene invece le parti del corpo in cui potremo ferire il mostro.
Per ogni colpo a segno infatti dovremo pescare una carta, che ci dirà dove abbiamo colpito, quali conseguenze un’eventuale ferita normale o critica potrebbe avere e quale sarà la reazione del mostro.
Una volta scelto l’ordine delle carte dove abbiamo colpito dovremo tirare un ulteriore dado per carta cercando di superare la resistenza del mostro per ferirlo.
Eventuali successi critici, avranno conseguenze che si protrarranno nel tempo, potremo infatti menomare la preda tagliando arti (o altre “estremità” …) accecarli e così via alterando i suoi attacchi e in alcuni casi ottenendo nuove risorse per il nostro accampamento.
Ordinando inoltre le carte avremo una serie di potenziali reazioni da pianificare con cura: una reazione difensiva del mostro posizionata nel punto sbagliato, potrebbe vanificare i rimanenti attacchi.

In questo mazzo è inoltre presente una singola carta trappola che, quando pescata, annullerà tutti gli attacchi del malcapitato e darà al mostro l’opportunità di un attacco speciale per poi essere rimischiata assieme alla pila degli scarti, nel mazzo.

Questo sistema è particolarmente efficace per 2 motivi:
Non solo al variare delle carte, cambierà notevolmente il comportamento del nemico, ma ogni mostro avrà meccaniche differenti rendendo ogni combattimento quasi un gioco differente (particolarmente vero per nemesi o espansioni che introdurranno davvero parecchie nuove meccaniche da apprendere durante lo scontro stesso: avremo ad esempio un ragno gigante con una schiera di ragnetti al posto di un singolo bersaglio, o ancora un nemico completamente immortale e così via).
Soltanto con l’esperienza si potrà infatti trovare strategie efficienti per arginare la furia nemica.
Anche modificando il livello del mostro (da 1 a 3, più un quarto speciale) l’esperienza varia radicalmente. Con l’aggiunta di tratti del nostro bersaglio se ne modificherà profondamente il comportamento.

Ogni sopravvissuto (anche se effettivamente sopravvivere non è una specialità dei personaggi) invece ha una scheda, in stile gioco di ruolo, con statistiche, abilità, menomazioni e molto altro che ne definiranno non solo l’efficienza ma anche la storia personale.
L’equipaggiamento, i titoli e altri dettagli acquisiti apparentemente innocui, potrebbero svilupparsi nella storia portando conseguenze inaspettate.
Anche i sopravvissuti avranno parti del corpo in cui essere colpiti con differente resistenza e armatura non gestiti da carte ma da un dado apposito personalizzato.
Al subire dei danni in ogni locazione i sopravvissuti sono protetti dall’armatura (spesso esigua) e una piccolissima resistenza ai danni prima di affrontare conseguenze più o meno permanenti (gestite da tabelle in base alla posizione ed a un tiro di dado) o addirittura la morte.
Per fortuna, i nostri personaggi hanno un asso nella manica.
Una statistica chiamata sopravvivenza che permetterà loro di spendere un numero limitato di punti per ignorare determinati attacchi, o scattare, magari lontano da un nemico per sfuggirgli o attaccarlo e persino di infierire con ulteriori attacchi dandoci modo di controllare o evitare tiri di dado potenzialmente spiacevoli.
Insomma una sorta di cuscinetto per controllare il caso il più possibile.

Come per i mostri, anche i sopravvissuti (da ora in poi virgolette implicite) potranno subire menomazioni, perdite di arti e persino disordini mentali (che non sempre saranno negativi).

Oltre ai mostri sono presenti anche diverse nemesi.
Si tratta di avversari di straordinaria difficoltà, spesso di sembianze umane e particolarmente legati alla storia
Saranno i veri e propri test che metteranno alla prova la preparazione del villaggio a intervalli regolari, uscire da questi scontri, anche con un singolo sopravvissuto, sarà una soddisfazione non da poco!

Purtroppo alcune vittorie avranno un caro prezzo con conseguenze che ci metteranno alla prova con scelte difficili o porteranno conseguenze indelebili.

Sopravvissuti alla caccia, inizia forse una delle fasi più importanti del gioco, quella dell’accampamento.
Ritornati al villaggio dopo aver affrontato diversi eventi storia (alcuni casuali altri pianificati o fissi illustrati finemente nel manuale), si potrà contribuire allo sviluppo dell’accampamento, scoprendo nuove innovazioni (la fusione del metallo, la musica o le tende per fare qualche esempio), scegliere nuovi principi sociali (come crescerete i vostri figli, cosa farete dei vostri morti etc etc), costruendo anche nuove postazioni per la costruzione di armi o armature, e ovviamente forgiando nuovo equipaggiamento.

Oltre a questo si potranno sviluppare relazioni tra membri del villaggio che con un po’ di fortuna potrebbero dare alla luce figli e quindi nuovi membri della neonata società, e magari tramandare un po’ della propria esperienza o abilità.

Questa fase è molto importante in quanto è qua che si pianificano le prossime battute di caccia o scontri con le nemesi.

La scelta dell’equipaggiamento da portare nella caccia, eventuali oggetti di supporto e il valore in sopravvivenza ottenuto con le innovazioni, faranno la differenza tra essere in balia dei dadi o avere il controllo del combattimento, così come altre innovazioni sociali potrebbero aiutarci a controllare le conseguenze di una caccia sfortunata o aiutare i nostri sopravvissuti ad apprendere nuove abilità.

Una nota importante è il focus del gioco.
Nonostante sia naturale affezionarsi a ogni personaggio, le morti sono frequenti e i nostri personaggi potrebbero ritirarsi per vecchiaia o menomazioni, per questo laddove la sorte di ogni singolo personaggio potrebbe risultare a volte troppo dipendente dal caso, lo stesso non si può dire del villaggio.
Con una visione più ampia sul villaggio invece l’alea è molto più controllabile.

Per concludere la panoramica sulle meccaniche è importante parlare di scalabilità:
Questa è davvero perfetta in solitaria e regala (per modo di dire visto il costo) una delle migliori esperienze single player mai viste in un gioco da tavolo.
Perfetto anche per 2 o 3 giocatori.

In 4 potrebbe portare talvolta a tempi morti (in tutti i sensi) al decesso dei sopravvissuti, ma rimane pur sempre godibile.

Esiste anche una modalità da 6 giocatori, a mio avviso forzata e poco equilibrata.

ESPANSIONI:
Per chi volesse poi esistono espansioni che andranno a introdurre nuove prede , nemesi o intere campagne che a volte andranno a sostituirsi a materiale del gioco base, altre volte ad aggiungersi ma in tutti i casi è possibile integrarle a piacere.

Esistono inoltre mini-espansioni chiamate whitebox.
Si tratta di modellini singoli di personaggi della storia che aggiungono equipaggiamento poco o per nulla integrato nel gioco, ma possono essere usati come sopravvissuti.

Ci sono inoltre un sacco di modellini di “pinup” e mostri senza valore di gioco.
Si tratta di miniature stilisticamente più azzardate, e spesso in materiali più delicati e ostici per non esperti (resina e foto-resina) e di qualità ancora superiore (per quanto sia possibile siamo al top in campo miniature e spesso hanno come target professionisti e appassionati della pittura) che andranno a solleticare il nostro istinto collezionista.

Materiali:Qua c’è poco da dire, il progetto è il TOP assoluto sotto quasi ogni punto di vista.

La scatola forse più grande, e pesante sul mercato con finiture mai viste prima.
Il manuale con copertina rigida, e illustrazioni incredibili, sprizza lusso da tutti i pori.
La plancia è molto grande e rinforzata nelle giunture a prova di usura.
1042 carte metteranno alla prova ogni imbustatore seriale (anche per i formati in alcuni casi infelici…)
11 dadi personalizzati

E infine le miniature.
Si tratta di sprue (fusioni) da staccare e assemblare tra cui
-8 sopravvissuti a posa fissa
-3 prede/mostri (spettacolare l’enorme fenice)
-5 nemesi

Qui siamo al top della qualità in campo miniature.
In plastica rigida e da montare, senza minimamente cercare di venire incontro ai dilettanti, riescono probabilmente a superare anche la games workshop con dettagli incredibili e pose che offrono una tridimensionalità superiore alla concorrenza .

Se non si vogliono utilizzare i sopravvissuti a posa fissa o si vuole variare, abbiamo anche 7 custom kit differenti che permetteranno ognuno di creare 4 sopravvissuti (quindi altre 28 miniature) scegliendo tra numerose parti extra (teste, capelli, armature etc come in un editor di un videogioco) e persino di mischiarli tra loro per ricreare i nostri personaggi in gioco nella fasi che riterremo più importanti.
Anche le pose sono completamente personalizzabili e questo va a scapito del dettaglio.
La capacità di trovare pose più o meno dinamiche e la scelta dei vari pezzi comunque farà la differenza tra una miniatura mediocre e una miniatura davvero appariscente.

I più coraggiosi potranno utilizzare micro-magneti (non inclusi) per montare e smontare tutti i pezzi a piacere e cambiarne le pose, ma si tratta di un lavoro lunghissimo e difficile che pregiudica i tempi di setup del gioco.

L’assemblaggio con gli strumenti giusti (colla per plastica, tronchesine e magari cutter tutti reperibili a prezzi molto contenuti) non è semplicissimo ma risulta estremamente piacevole anche per i completi principianti (le conferme a riguardo sono pressoché unanimi quindi non spaventatevi per il montaggio) e rappresenta un’enorme valore aggiunto.
Per chi dipinge miniature inutile dire che siamo davanti a un acquisto davvero consigliato se ce lo si può permettere.
Anche per i non pittori, lo stile del gioco e i pattern sulla pagina ufficiale, suggeriscono soluzioni semplici, rapide e davvero efficaci (come ad esempio vari effetti pietra o chiaroscuro).

Gli inserti invece sono mal progettati. Seppure contengono molto bene tutte le carte, non è stata considerata l’altezza dei separatori.
Il problema è fortunatamente risolvibile con un po’ di cartoncino e un minimo di ingegno.
Impossibile riporre le miniature montate nella scatola originale ovviamente.

Il trasporto del gioco è quantomeno problematico (non impossibile però) per tutti questi fattori.

Considerazioni finali:
Mi ripeterò, ma Kingdom Death Monster è il matrimonio perfetto tra gioco da tavolo e gioco di ruolo.
Un’esperienza e una storia davvero ben scritte ma purtroppo non per tutti.

Gli enormi pregi lungamente elencati nascondono piccolissime macchie che possono infastidire i perfezionisti, dato anche il prezzo richiesto.

La longevità è altalenante, alla fine della prima campagna, la presenza di solo 3 prede (contro 5 nemesi che invece sono quasi troppe) di cui una davvero frustrante, possono rendere ripetitivo il gioco.
Con l’aggiunta di almeno un’espansione preda invece il gioco diventa praticamente infinito, in quanto risolto il problema precedente (anche grazie ai 3-4 livelli per ogni preda) a ogni campagna andremo a svelare solo una piccola parte della storia.
Grazie agli eventi casuali infatti saranno richieste svariate campagne per comprendere il mondo di Kingdom death.
Sconsigliata l’aggiunta di troppe espansioni (un buon numero sarebbe 3 o 4) che invece rende troppo denso di eventi il gioco creando problemi nello sviluppo dello stesso.

Il supporto invece è lento ma stabile.
Dopo la prima ondata di espansioni (12 al momento) ne arriveranno nuove che andranno completamente a rinnovare il gioco, ad esempio si parla di una campagna con elementi di dungeon crawling, o un altra che andrà a trasformare i sopravvissuti quasi in supereroi o ancora una campagna ispirata all’inferno dantesco e molto altro…
La reperibilità delle espansioni purtroppo non è sempre costante con il restock del negozio a cadenza semestrale circa (e vanno soldout in pochi giorni o ore).

Materiali storia e progetto sono curati con estrema dedizione ma qualche volta ci sono errori o incongruenze (per lo più termini chiave che variano tra espansioni e base ma anche un caso più grave in cui il colore leggermente diverso in alcune carte di espansioni le rende riconoscibili) che ci ricordano la piccola realtà dietro a questo gioco, che però non merità scusanti dopo il ricavo di 12 milioni di dollari nell’ultimo kickstarter e a fronte del prezzo.

Anche il costo (400 dollari tasse e spedizione incluse, mentre le espansioni sono più in linea con il mercato con un costo tra 60 e 100 per lo più) è un ostacolo da non sottovalutare, soprattutto data la quasi necessità di comprare almeno un ulteriore espansione dopo la prima campagna, e il tempo richiesto potrebbe trasformare l’hobby “giochi da tavolo” nell’hobby kingdom death monster.
I contenuti ne giustificano il prezzo ma solo per chi potrà dedicargli il giusto tempo.

Il gioco non richiede studio eccessivo di regole ma si svela giocando pian piano, questo porta la necessità di utilizzare app o tabelle per ricordare l’enorme mole di informazioni e raggiunge il meglio di se solo dopo qualche sessione rendendo davvero ripetitivi i primi anni per i giocatori esperti (salvo cambiare campagna).
Inoltre è piuttosto scomodo affrontare diverse campagne parallele.

Per quanto detto la complessità è piuttosto marcata.
Bisogna mettere in relazione tutto quello che si impara nei minimi dettagli, per poter avere qualche chance in un mondo nato per rendere la vita difficilissima ai giocatori.

Da sottolineare l’estrema dipendenza dalla lingua che potrebbe mettere alla prova anche i più anglofili; soprattutto in più giocatori, quando dovrete tradurre gli eventi in tempo reale, senza reinscenare il pathos di George McFly nel film “Ritorno al futuro” (“ehi tu porco levale le mani di dosso!” cit.).

Sicuramente consigliato a chi ama le storie profonde, può dedicarci tempo e a chi non ha paura dei dadi e di un pizzico di alea che per quanto spesso controllabile, potrebbe a volte compromettere intere partite.
Sconsigliato a minori, a persone che non amano temi horror o per adulti (senza eccessi fortunatamente), ma anche a chi non ama per nulla i dadi, le miniature e chi non ha modo di organizzare sessioni con cadenza fissa (non è un gioco da tralasciare e riprendere…).

Consigliatissimo come esperienza in solitario: a fronte di una certa fatica di compilazione schede, si otterrà forse la migliore esperienza di gioco in singolo attualmente sul mercato.

Insomma non posso dire che sia il miglior gioco di sempre per tutti, ma sono sicuro che lo sarà per molti.

Dentro la scatola base:

Kingdom Death: Monster Contents
1 x Manuale copertina rigida
1 x Tabellone Showdown
1 x Tabvellone Caccia/accampamento
127 x Tokens
31 Tokens terreno
1 Pannello controllore Mostro
4 x Griglie equipaggiamento
1 x Blocco scheda personaggio (50 fogli)
1 x Blocco scheda accampamento (50 fogli)
5 x Dadi KDM 10 facce
1 x Dado bianco 10 facce Kingdom Death
4 x Dadi hit location a 6 facce
1 x Dado rosso trasparente 10 facce Kingdom Death

Kingdom Death: Monster – Miniature
4 x Sopravvissuti iniziali
1 x Leone Bianco
1 x Macellaio
1 x Antilope Urlante
1 x Kings Man
1 x La Mano
1 x Fenice
1 x Osservatore
1 x Cavaliere del fumo d’oro
1 x Kit senza armatura (4 Sopravvissuti custom)
1 x Kit armatura cuoio (4 Sopravvissuti custom)
1 x Kit armatura pelle (4 Sopravvissuti custom)
1 x Kit armatura Leone Bianco (4 Sopravvissuti custom)
1 x Kit armatura pelliccia urlante (4 Sopravvissuti custom)
1 x Kit armatura Fenice (4 Sopravvissuti custom)
1 x Kit armatura lanterna (4 Sopravvissuti custom)
2 x coppia sopravvissuti Intimacy
1 x sopravvissuto Old Joe
1 x sopravvissuta Rachel
4 x Teste custom senza armatura
9 x teste custom con armatura
150+ Equipaggiamento per armi/armature (ogni arma in gioco è rappresentata)
10+ Maschere
10 x Inserti basette volti di pietra
36 x Inserti basette standard 33mm
6 x Inserti basette 50mm
1 x Inserto basetta 100mm

Kingdom Death: Monster Contents
Standard Cards
20 x Card Dividers
1 x White Lion Data Card
25 x White Lion AI Cards
23 x White Lion HL Cards
19 x White Lion Resource Cards
8 x White Lion Hunt Event Cards
1 x Screaming Antelope Data Card
30 x Screaming Antelope AI Cards
22 x Screaming Antelope HL Cards
16 x Screaming Antelope Resource Cards
9 x Screaming Antelope Hunt Event Cards
1 x Phoenix Data Card
31 x Phoenix AI Cards
22 x Phoenix HL Cards
24 x Phoenix Resource Cards
9 x Phoenix Hunt Event Cards
1 x Butcher Data Card
30 x Butcher AI Cards
15 x Butcher HL Cards
1 x King’s Man Data Card
30 x King’s Man AI Cards
21 x King’s Man HL Cards
1 x The Hand Data Card
23 x The Hand AI Cards
17 x The Hand HL Cards
1 x Watcher Data Cards
27 x Watcher AI Cards
25 x Watcher HL Cards
1 x Gold Smoke Knight Data Card
22 x Gold Smoke Knight AI Cards
19 x Gold Smoke Knight Hit Location Cards
12 x Basic Hunt Event Cards
2 x Special Hunt Event Cards
21 x Terrain Cards
6 x Armor Set Cards
18 x Universal Monster Cards
12 x Weapon Specialization Cards
12 x Secret Fighting Arts Cards
20 x Fighting Arts Cards
8 x Vermin Cards
24 x Strange Resource Cards
21 x Basic Resource Cards
23 x Disorder Cards
42 x Innovation Cards

Gear Cards
14 x Gard Card Dividers
12 x Starting Gear Cards
24 x Bone Smith Gear Cards
24 x Skinnery Gear Cards
18 x Organ Grinder Gear Cards
21 x Leather Worker Gear Cards
22 x Barber Surgeon Gear Cards
46 x Catarium Gear Cards
40 x Stone Circle Gear Cards
20 x Rare Gear Cards
6 x Mask Maker Gear Cards
40 x Blacksmith Gear Cards
24 Exhausted Lantern Hoard
45 Plumery Gear Cards
20 x Settlement Event Cards ( 3.5″ x 5.75″)
13 x Settlement Location Cards ( 8″ x 4″)

Kingdom Death Monster

9

Voto

9.0/10

Pros

  • Unico nel suo genere; Storia e ambientazione semplicemente incredibili
  • Materiali e miniature letteralmente al TOP di mercato
  • Longevità con qualche espansione, infinita; Setup veloce
  • Singole sessioni di durata contenuta; Longevità infinita (con espansioni)

Cons

  • Prezzo davvero molto importante (400$ spedizione e tasse incluse)
  • presenza di alea; dipendenza pesantissima dalla lingua
  • frequente utilizzo di carta e penna(in parte risolvibile con app, tabelle o altro)
  • Sistema di campagna a lunghissimo termine che richiede costanza per essere apprezzato (paragonabile a giochi di ruolo).
  • Richiede almeno un'espansione per essere apprezzato al meglio dopo la prima campagna.

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MV

M.V. Sono un videogamer di vecchissima data. Da diversi anni mi sono avvicinato al mondo dei giochi da tavolo per sostituire quell'interazione con gli amici persa nel mondo dei videogiochi dalla scomparsa dello "split screen". Amo prevalentemente giochi impegnativi, e strategici ma cerco di includere un po' di tutto nella mia collezione. Sono anche un sostenitore dell'estetica nei giochi. Siano euro o american, anche l'occhio vuole la sua parte!

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