Recensione Inis: semplice, pulito e profondo

Inis è un gioco da tavolo calato nella storia e nella tradizione celtica in cui i giocatori vincono venendo eletti King of the Island

Con l’imminente uscita della sua prima espansione (Seasons of INIS) oggi ho deciso di parlarvi di INIS: un controllo area ambientato nelle antiche terre celtiche in un epoca in cui storia e leggende erano una cosa sola.

Nella Scatola:
18 Edifici (1 Capitale 8 Cittadelle 9 Santuari)
17 Carte Azione
16 Carte Vantaggio
30 Carte Viaggio Epico
4 Carte riassuntive
16 Tiles territorio
1 Token “Brenn”
1 Token “Flock of Crows”
4 Tokens “Pretender”
8 Tokens “Deed”
1 Festival Marker
48 Miniature Clan (12 per colore)

Il Tema:
In INIS ci troviamo nelle antiche terre celtiche a vestire i panni di un leader di svariati clan, e con l’aiuto degli dei dovremo unificarli tutti sotto la nostra guida e diventare il sovrano indiscusso del regno.

Il tema per quanto interessante non traspare granché nel gioco se non attraverso le splendide illustrazioni delle carte, i nomi delle divinità o ancora qualche simbolo celtico (qualche albero druidico e triskelion) inserito qua e là.
Gli unici cenni alla storia celtica li troveremo sulle prime pagine del manuale in un indice che racchiude diversi cenni sulla mitologia a cui fanno riferimento le divinità sulle carte.

I componenti:
Per quanto alcuni non facciano gridare al miracolo, i componenti del gioco fanno un egregio lavoro.
Le carte piuttosto grandi, sono finemente illustrate da Jim Fitzpatrick (famoso per l’iconica immagine delle magliette di Che Guevara nonostante sia specializzato in illustrazioni a tema celtico).
Le grandi tiles frastagliate dei territori, non solo sono davvero piacevoli alla vista ma si incastrano tra loro senza problemi rendendo la mappa completa piuttosto solida.
Anche le illustrazioni di queste tiles sono estremamente pulite e gradevoli ma forse si sente leggermente uno stacco stilistico con le carte.
Le miniature invece (in varie posizioni e modelli) non brillano certo per qualità: in plastica morbida e di piccole dimensioni, non sono molto dettagliate e tendono a piegarsi facilmente, e sarebbero forse potute essere sosituite da meeples o cubetti senza che il gioco perdesse nulla.
I modellini delle cittadelle e dei templi invece, pur con gli stessi limiti delle altre miniature fanno un discreto colpo d’occhio.

In definitiva pur con qualche incongruenza il gioco si presenta molto bene sul tavolo.

Davvero discutibile invece l’immagine esterna della scatola, non solo per la scelta forse dell’immagine più brutta del gioco, ma anche per l’ingrandimento sfocato della stessa.

Le meccaniche:
Leggendo il manuale di INIS sono rimasto davvero sorpreso dalla semplicità delle sue meccaniche, ma lo sono stato ancor di più quando giocandolo, ho potuto constatarne l’eleganza e profondità.
Il gioco si presenta come un controllo territori “dudes on a map” come potrebbe essere un Blood Rage o un Kemet.

Per effettuare le azioni il gioco dispone di 17 carte (4 per giocatore più una extra).
All’inizio di ogni round i giocatori si divideranno suddette carte con un sistema di draft tanto semplice quanto interessante.
A ogni passaggio carta infatti rimetteremo le carte scelte in precedenza assieme a quelle appena ricevute, per poi sceglierne 1 al primo giro, 2 al secondo e 3 al terzo, potendo quindi rimettere in circolo le carte scelte in precedenza.
Questo permette di avere molto più controllo sulle azioni che faremo e su quelle che passeremo, riducendo il caso davvero al minimo.

Oltre alle carte draftate a ogni turno, avere la maggioranza su una tiles territorio ci fornirà, la corrispondente carta del territorio (chiamata carta vantaggio), oppure attraverso varie azioni avremo accesso a un mazzo di carte “racconto epico” che potranno essere conservate da un turno all’altro a differenza delle precedenti.

Tutte le carte sono comunque divise in 2 tipologie (alcune appartengono a entrambe): carte stagione, da utilizzare come azione di turno, o carte triskelion, da utilizzare in determinate situazioni spiegate sulla carta.

Con le carte azione “stagione” potremo ad esempio esplorare nuovi territori (aggiungendo tiles alla mappa), aggiungere ulteriori clan (unità) nei territori, costruire templi, cittadelle, muovere, combattere o pescare carte “racconto epico”.
Con le carte Triskelion potremo alterare i risultati o le fasi di una battaglia, annullare una carta azione avversaria e tanto altro.

Anche il sistema di turno presenta meccaniche tanto semplici quanto strategicamente interessanti.
Passare non ci estrometterà dal gioco, ma potremo rientrare al nostro turno successivo a meno che tutti gli altri giocatori non decideranno di passare a loro volta.
Questa semplice regola come il draft particolare, aggiunge ancora una volta un’ulteriore spessore al gioco.

Anche il sistema di combattimento è semplice e funzionale: a turno potremo attaccare un giocatore in un territorio, ritirare una o più miniature (clan) nei territori adiacenti (purchè controllati) o decidere di terminare il combattimento se tutti i giocatori saranno daccordo.
Il giocatore attaccato invece dovrà rimuovere una propria miniatura o scartare una carta azione, e si proseguirà a turno finchè tutti i giocatori coinvolti non decideranno di dichiarare una tregua o finchè non rimarrà soltanto una fazione presente.
Ovviamente alcune carte Triskelion potrebbero alterare leggermente l’esito, ma non mancano i modi di prevenirle.

Le condizioni di vittoria infine sono soltanto 3:
Essere presenti su 6 o più territori
Essere presenti su territori con 6 o più templi
Avere la maggioranza su territori con 6 o più clan nemici.
Una volta soddisfatta una condizione di vittoria, un giocatore potrà ottenere un token pretendente al trono, come azione di turno e vincere se al turno successivo manterrà più condizioni di vittoria di ogni altro “pretendente al trono”.
Un sistema di Jolly (deeds) infine, contribuisce a ridurre il numero di punti necessari per ogni condizione e quindi a mantenere contenuta la durata del gioco.

Per quanto l’interazione diretta sia altissima, la facilità di reclutare clan e le condizioni di vittoria che raramente dipendono dalla vittoria in battaglia, rendono il gioco fluido e sempre bilanciato per tutti i giocatori.

Commento Finale:
INIS si rivela in definitiva una graditissima sorpresa e non solo per le stupende illustrazioni e le bellissime tiles.
Un sistema di gioco semplice, pulito e profondo uniti alla durata contenuta di ogni partita (1 ora e mezza circa in quattro), portano INIS all’eccellenza nel suo genere.
Per quanto l’ambientazione purtroppo risulti il vero punto debole del gioco rimanendo piuttosto distaccata e non riuscendo a competere con giochi come BloodRage e forse nemmeno Kemet, le raffinate meccaniche lo rendono a mio avviso più interessante e facile da intavolare.
La conoscenza delle carte risulterà importantissima per competere ad armi pari, ma il numero esiguo di queste renderanno la memorizzazione molto facile anche alla prima partita anche se la versatilità delle stesse richiederà esperienza per padroneggiarle; questo forse abbassa un minimo la fruibilità del gioco in gruppi di giocatori con differente esperienza.

L’interazione invece non è propriamente “tagliagole” come in giochi simili, ma molto più sottile.
Se passare sotto il radar risulterà vincente alla primissima partita, occorreranno strategie più complesse con giocatori esperti.

Il bilanciamento è quasi perfetto se si esclude qualche carta “racconto epico” mentre la scalabilità risulta piuttosto buona con qualunque numero di giocatori.
Purtroppo la mancanza di una localizzazione in Italiano, rende il gioco indigesto agli anglofobi nonostante il testo sulle carte sia ridotto, piuttosto semplice e in parte corredato di simboli esplicativi.

Prezzo: EUR 57,95

Inis

8.3

Voto

8.3/10

Pros

  • Regole semplici e pulite
  • Ottimi materiali ed illustrazioni
  • Durata contenuta
  • Buona profondità

Cons

  • Qualche incongruenza stilistica e miniature un po' deludenti
  • Leggera dipendenza dalla lingua e mancata localizzazione italiana
  • Nonostante la semplicità richiede diverse partite per essere apprezzato al 100%
  • Tema troppo slegato

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MV

M.V. Sono un videogamer di vecchissima data. Da diversi anni mi sono avvicinato al mondo dei giochi da tavolo per sostituire quell'interazione con gli amici persa nel mondo dei videogiochi dalla scomparsa dello "split screen". Amo prevalentemente giochi impegnativi, e strategici ma cerco di includere un po' di tutto nella mia collezione. Sono anche un sostenitore dell'estetica nei giochi. Siano euro o american, anche l'occhio vuole la sua parte!

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