Recensione Imagine: quando un party game come tanti diventa molto originale

Imagine è un party game molto divertente di associazioni mentali in cui l’unico limite sarà la tua immaginazione.

Esistono alcuni giochi da tavolo che riescono a divertire tutti, anche coloro che non sono soliti trascorrere serate seduti di fronte a un mazzo di carte o a un tabellone. Imagine di Oliphante è uno di questi!

L’idea di base è, probabilmente, la più inflazionata nei party game: io disegno, tu indovini. Le schede trasparenti con i vari simboli riesce però a trasformare il gioco in qualcosa di innovativo. Imagine è dunque il titolo perfetto da tirare fuori quando si è in tanti e tutti vogliono divertirsi in modo spensierato. E’ un gioco che tira fuori perle di creatività anche da persone insospettabili.

Pochissime regole che si spiegano in 20 secondi al massimo. C’è un narratore che pesca una carta dal mazzo. Ogni carta ha otto elementi da far indovinare, ciascuno dei quali corredato di un indizio. Un altro giocatore sceglie un numero da 1 a 8. Il narratore dovrà leggere l’indizio dell’elemento corrispondente al numero scelto (può anche decidere di scartarlo e scegliere a proprio piacimento l’elemento accostato al numero precedente o seguente) e selezionare le schede da utilizzare, sovrapponendole, accostandole, muovendole per far capire agli altri l’oggetto, il personaggio, il film, il proverbio in questione. Se il narratore riesce a far indovinare l’elemento misterioso guadagna un punto, così come colui che ha indovinato.

Credetemi, è più facile giocare che spiegarne il regolamento e le dinamiche.

Non c’è la clessidra, il che, a lungo andare, potrebbe rivelarsi una cosa negativa e far calare in qualche modo la suspense. Allo stesso tempo i giocatori hanno la possibilità di articolare meglio le loro “storie”.

Imagine è stata una piacevole sorpresa, che va ad inserirsi nella categoria che comprende i vari Pictionary, Taboo, Concept. Da valutare la rigiocabilità. Le carte sembrano un po’ poche, ma basterebbe procurarsene altre, magari prese in prestito da qualche altro gioco della stessa categoria, per ovviare in parte al problema.

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Luigi Erbetta

Tipico esemplare di homo ludens. Divoratore di fumetti di Batman, ama costruire oggetti con mattoncini colorati. Il suo habitat naturale è un soggiorno con divano spazioso e uno stereo che spara un album dei Pearl Jam. Tendenzialmente pacifico, può diventare aggressivo se seduto attorno a un tavolo da gioco. Ha vissuto la sua prima era ludica con Hero Quest, L'Isola di Fuoco e Battle Master. Dopo un lungo letargo è tornato in attività, risvegliato da un Bang! Da lì è cominciata la degenerazione tutt'ora in corso. Il suo obiettivo per il futuro prossimo è insegnare al cane a giocare a Dixit. Fino ad oggi non ha avuto molto successo.

Una risposta a “Recensione Imagine: quando un party game come tanti diventa molto originale”

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