Recensione Clank!: Fantastico anche in solitario

Clank! è un Deck-Building Adventure distribuito in Italia da Raven Distribution in cui esploreremo un dungeon alla ricerca di preziosi artefatti da rubare ad un drago.

“Calma e sangue freddo. Il drago nella stanza dorme… Dentro e fuori, leggero come il vento. Dentro, ruba la gemma, e poi fuori, esci. Facile facile. Pura formalità per un ladro. Nessun problema. Il drago dorme… Piano… Piano…
CLANK!
Il ladro cade maldestramente a terra scivolando sul pavimento umido del sotterraneo.
ROARRRRRR!
Ecco… il drago si è svegliato…
Questo è più o meno quello che capiterà ripetutamente a chi giocherà a Clank! un gioco di deckbuilding per 1-4 giocatori edito in Italia da Raven Distribution.

Tematica:

In Clank! un gruppo di “abili” ladri scende nelle profondità del sottosuolo per recuperare i tesori ammassati nelle sale del dungeon della draghessa Nictotraxian, detta Nicki.

Il pericolo è dietro ogni angolo, e ad ogni rumore causato dagli avventurieri (rumore rappresentato dai cubi “Clank!” da cui prende il nome il gioco) il drago potrebbe svegliarsi, causando danni, a volte anche mortali, ai maldestri ladri.

Colui che riuscirà a recuperare più tesori e ad uscire dal castello, o almeno a risalire in superficie più o meno bruciacchiato, sarà nominato Capo dei Ladri, per chi invece perderà la vita nei meandri del sottosuolo, spetterà solo l’oblio e l’urlo di guerra dei mostri Ruttatori!

Sarà meglio recuperare il primo artefatto che si trova, e ritornare sui propri passi, poco coraggiosi ma vivi, oppure spingersi nei meandri delle profondità del regno di Nicki, rubando oggetti di valore molto più alto, magari riuscendo a trovare un modo per accaparrarsi due artefatti, ma rischiando di non ritornare vivi in superficie?

Presentazione visiva:

Clank!, fin dalla scatola, fa capire di essere un gioco “epico” che non si prende troppo sul serio. Sfogliando le carte che compongono l’80% del gioco (è un deckbuilding dopo tutto), si ammira una carrellata colorita di personaggi, mostri ed oggetti che fanno il verso ad una buona fetta della cultura “dungeonistica” di noi giocatori.  I disegni, non sempre riuscitissimi ma mai brutti, creano un mondo vivido ed evocativo e calano efficacemente i giocatori nel dungeon in cui si destreggeranno durante la partita.

La partita si sviluppa su di un tabellone pieghevole dove sono disegnate le varie stanze in cui i ladri potranno muoversi, oltre a permettere di tenere il conto dei danni subiti, degli oggetti ancora disponibili in gioco, del livello di minaccia del drago e di quanti dadi Clank! finiranno nel sacchetto del Drago al prossimo attacco. Inoltre il tabellone è stampato su entrambi i lati, permettendo così ai giocatori di scegliere il livello di sfida a loro più congeniale, dungeon semplice (cielo azzurro) o dungeon difficile (cielo arancione).

Sul tabellone si posizionano vari token in cartone, alcuni rilevati (gli artefatti, alcuni tesori e gli oggetti del mercato) altri invece girati a faccia in giù (i segreti maggiori e quelli minori). Tutti questi tokens sono facilmente distinguibili gli uni dagli altri, sia grazie a forme e dimensioni differenti, che dall’uso di simboli chiari e facilmente interpretabili.

Completano la messa in tavolo del gioco, quattro meeples di legno di colore differenti, svariati cubetti Clank! (sempre in legno) dei colori dei meeples, un sacchetto di stoffa ricamato con una testa stilizzata di drago, in cui verranno messi i Clank!, un meeple nero raffigurante Nictotraxian e 24 cubetti neri che iniziano il gioco dentro al sacchetto del drago.

Regolamento:

Nonostante i numerosi componenti, Clank! è un gioco molto semplice da giocare: prendi un artefatto dalla zona “Profondità” del tabellone (l’area che si sviluppa sotto manto erboso del disegno sul tabellone) e torna in superficie, prima degli altri (e possibilmente con più punti).

Le carte che si giocano possono avere dei punti abilità (numeri dentro a dei rombi azzurri) che permettono di comprare nuove carte sia dal “Mazzo di Riserva” (mazzo che contiene in varie quantità carte sempre disponibili e visibili da tutti i giocatori) sia dal Mazzo del Dungeon (dove invece le carte vengono pescate casualmente ogni volta che si libera uno dei sei slot che compongono la “Fila del Dungeon”).

Oltre ai punti abilità le carte possono avere delle icone di Spada (attacco), Stivale (movimento), Cuori (cura), Moneta (denaro). Queste icone permettono di combattere i mostri, muoversi sul tabellone di gioco, curarsi ed acquisire oggetti durante la partita.

Ciò che però rende Clank! un gioco unico, è la sua caratteristica di avere due anime ben differenti ma che si fondono perfettamente l’una con l’altra.

Da un lato si ha la parte del deckbuilding: ogni giocatore ad inizio partita ha un mazzo debole di 10 carte (composto da 6 Svaligiare, 2 Inciampare, 1 Aggirare e 1 Scattare). Durante il gioco sarà possibile acquisire carte più potenti, in modo da migliorare il proprio deck. Cosa peculiare di questo aspetto del gioco (e spesso criticata da altri recensori) è che, a differenza di altri deckbuilder, si hanno poche occasioni per rimuovere dal proprio mazzo le carte deboli, ritrovandosi quindi ad avere un mazzo che cresce di dimensioni, senza poterlo mai davvero ottimizzare al 100%. A mio modesto parere però questa dinamica (smorzata sia nell’espansione “Sunken Treasures” che nel gioco stand alone “Clank! In! Space!”) non è affatto una svista dei designer, anzi. È una decisione che è stata presa volutamente per integrarsi con la seconda anima di Clank!, ovvero l’aspetto del “Push your Luck!” che analizzeremo tra poco.

Come accennato in precedenza, lo scopo del gioco è di prendere un artefatto, magari qualche altro token durante la discesa nel dungeon e poi, una volta ottenuto quello per cui si era scesi “là sotto”, tornare sui propri passi ed uscire dal castello.

Ma perché uscire invece di continuare a muoversi tra le sale del dungeon?

Per il semplice fatto che in Clank!, quando un giocatore ha un artefatto ed esce dal castello (oppure finisce KO e si trova sotto terra, quando, insomma, un giocatore “esce dal gioco”) in realtà continua a giocare, piazzando il proprio meeple sul primo “merlo” del castello e iniziando un mini percorso che, nel giro di 4 turni, gli permetterà di mandare KO tutti gli avversari (oltre che ad aumentare la frequenza degli attacchi di Nicki”) e porre fine alla partita.

Questo “count down” oltre a permettere ad un giocatore che ha terminato la sua partita di giocare ancora spinge gli avversari a prendere decisioni rapide e giocarsi il tutto per tutto pur di vincere.

Continuare a rubare tesori? Aumentando il proprio punteggio ma rischiando di finire KO nei sotterranei e perdendo tutti punti accumulati?

Oppure cercare di batterlo sul tempo, risalire prima di lui, e magari nel frattempo prendere qualche punto in più grazie alle proprie carte o a stanze da esplorare?

E come si fa a decidere di rischiare tanto, sapendo che nel proprio mazzo ci sono ancora carte che possono darti malus?

Queste sono le domande che ci si pone continuamente mentre si gioca a Clank! Giocare con coraggio? (Sapendo che oltre ad avere tante carte buone ci possono essere anche carte “cattive”) O accontentarsi di quello che si è ottenuto?

Ma, mentre si decide il da farsi, ci si chiede anche “cos’è questo rumore?”

Tutto questo parlare di dinamiche ha messo in secondo piano l’aspetto che dà il nome al gioco. Insomma, cosa sono i Clank?

I Clank! sono cubetti che vanno messi nell’area del tabellone denominata “Area Clank!” ogni volta che una carta messa in gioco lo richiede. Quando il drago attacca (solitamente l’attacco avviene perché una carta pescata dal “Mazzo del Dungeon” riposta il simbolo del Drago), un giocatore prendere il “Sacchetto del Drago”, al cui interno ci sono 24 cubetti neri (all’inizio della partita), e mette dentro al sacchetto tutti i cubetti Clank! presenti nell’Area Clank!.

Procede poi a pescare il numero di cubi causati dall’attacco (indicati dalla posizione del meeple del Drago sul tabellone, più da eventuali poteri dei mostri in gioco, se ce ne sono).

Se i cubi estratti sono neri, nessun problema, scampato pericolo.

Se invece sono del proprio colore, vuol dire che il Drago ci ha colpiti e subiamo un numero di danno pari ai dadi inflitti (una volta estratti i cubetti non vanno rimessi nel sacchetto, nemmeno i neri, salvo indicazioni date da carte in gioco).

Una volta ottenuto il decimo cubetti/danni si va KO.

E quando si finisce KO?

Dipende da dove ci si trova.

Se si è nella zona del tabellone denominata “Profondità”, purtroppo non c’è molto da fare. Si mette il proprio meeple sul primo merlo del castello (se non c’è già un altro giocatore che è finito KO prima di noi, o è uscito incolume dal castello) e si aspetta di poter causare danni agli avversari nei turni successivi. Tutti i punti accumulati durante il gioco sono persi.

Se invece si va KO dopo essere usciti dal sottosuolo, si va sempre a nel primo merlo della torre del castello (di nuovo, se non c’è già un altro meeple), ma i punti sono validi e si conteranno al termine della partita!

Se invece si è stati così bravi, o vigliacchi, da riuscire ad uscire dal castello senza finire KO, oltre ai propri punti, si può prendere un token Maestria, del valore di ben 20 punti, e magari sbeffeggiare i propri amici (prima magari di mettere il proprio meeple nella prima casella del countdown per far finire il gioco).

Questo sono, a grandi linee, il regolamento e le dinamiche di gioco di Clank!

Non posso terminare questa parte della recensione senza prima però accennare brevemente alla companion app disponibile per Clank! e per Clank!In!Space!.

Questa app, disponibile sia per iOs che per Android, aggiunge un po’ di casualità (come se ce ne fosse bisogno!) al gioco da 2 a 4 giocatori, proponendo la figura del “Lieutenant”, un luogotenente di Nictotraxian che compierà azioni random (dando bonus e malus ai giocatori in modo casuale) quando il giocatore di turno avrà soddisfatto uno dei seguenti obiettivi: produrre 6 punti abilità in un turno, prendere un segreto (non importa se grande o piccolo) oppure attenere 3 movimenti nel proprio turno.

Ma dove davvero brilla la companion app di Clank! è nella modalità solitario, dove l’applicazione non si limita a simulare un “secondo giocatore” ma invece propone un’esperienza di gioco differente, dove si è realmente da soli contro il gioco.

In questa modalità l’app indicherà al giocatore, di volta in volta, quali carte eliminare dalla “Fila del Dungeon” (causando eventuali attacchi del drago), offrirà bonus se si riusciranno a completare degli obiettivi in un numero di turni previsto (generare almeno X punti abilità, oppure comprare una determinata carta dalla Fila del Dungeon etc…) e applicherà al gioco altri eventi random che renderanno ogni partita unica e combattutissima. Inoltre, una volta terminata la partita, permetterà di salvare il proprio punteggio, in modo da poter avere un proprio log di sessioni e punteggi da poter cercare di battere.

Esperienza al tavolo:

Clank! è un gioco che si può davvero giocare da 1 a 4 giocatori.

Scala benissimo e anzi, giocato in 4 probabilmente è dove dà il meglio di se e si deve davvero giocare cattivi, “con il coltello tra i denti”, perché è un attimo ritrovarsi un artefatto soffiato da sotto il naso, o con qualcuno che tenti la fuga in solitaria per poi cercare di far morire tutti gli avversari facendoli rimanere sotto terra.

In solitario poi è fantastico.

Durante le sessioni in cui l’ho provato in solo, per scrivere questa recensione, mi sono ritrovato a giocarci ancora e ancora e ancora, senza mai volermi staccare dal tavolo. È rapido, semplice, pulito e divertente.

È uno di quei giochi che difficilmente starà a prendere la polvere nella vostra libreria dei giochi!

Conclusioni

Nonostante ritenga che dalla mia recensione si possa capire che per me Clank! sia un gioco ottimo, mi sento in obbligo, in queste conclusioni, di sottolineare un paio di difetti minori.

Subito dopo aver giocato a Clank! la prima volta, mi sono ritrovato a chiedermi se non fosse un gioco un po’ troppo caro (al momento si trova a 55 euro in molti negozi e store online).

L’ho ritenuto subito un bel gioco, ma il prezzo non mi sembrava congruo. Poi scrivendo questa recensione, e analizzandone i componenti, mi sono accorto che c’è davvero tanta roba dentro alla scatola di Clank!.

Carte, meeples, cubetti, tokens, sacchetto ricamato. Ed effettivamente se uno considera cosa riceve comprando questo gioco, non posso assolutamente dire che sia un gioco caro.

Forse il gap di prezzo che ho avvertito all’inizio è stato causato alla dimensione della scatola (non proprio piccola) rispetto poi alla resa scenica del gioco sul tavolo. Non c’era quel colpo d’occhio che mi aspettavo inconsciamente da un gioco di quel costo. Per quanto curato, Clank! mi appariva un po’ sottotono.

Ma partita dopo partita, analizzando il gioco per quello che è, e per quello che offre tra partite multigiocatore e in solitario, devo ammettere che Clank! mi ha conquistato!

Se siete come me e vi piacciono i deckbuilder, ma il prezzo di 55 euro è un po’ un deterrente (come lo era nel mio casp), mi sento di dirvi che Clank! è stato uno di quei “salti della fede” che sono stato contento di aver fatto.

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Riccardo Riguzzi

Sono sempre stato attratto dalla creatività, che si trattasse di immagini, oggetti o mondi immaginari. Tale fascinazione mi ha portato a studiare grafica, cinema, animazione e ad appassionarmi al mondo dei giochi. Questo percorso personale mi ha sempre più convinto di come sia necessario, ai nostri giorni, ritagliarsi uno spazio ludico nella nostra vita, perché il gioco è lo strumento migliore per coltivare una mente attenta ed aperta al mondo che ci circonda.

3 risposte a “Recensione Clank!: Fantastico anche in solitario”

  1. […] sequel di fantascienza di Clank!, Clank! In! Space! ha svelato una modalità single player nella Companion […]

  2. […] Per chi fosse interessato alla recensione del gioco originale, può trovarla qui. […]

  3. […] L’espansione aggiunge alcune nuove meccaniche, ma per la maggior parte seguono la stessa struttura dell’originale, quindi se avete già familiarità con il gioco base vi sarà tutto immediato (se invece non conoscete il gioco base vi consiglio la recensione) […]