Oltre le scatole (senza romperle) – Puntata 8

Nuova puntata per questa rubrica! Questa volta abbiamo davvero un’intervista intima e piena di anteprime! “quando il mondo aveva il sapore delle graffe fritte del luna park e quando insieme ai miei amici scorazzavamo in giro sferragliando sulle nostre bici sgangherate”.

Ben tornati a tutti! Dopo una pausa torniamo con questa rubrica e ricominciamo con il botto!

Abbiamo qui uno degli autori più discussi in questo periodo, un autore che ha lanciato su kickstarter uno di quei giochi che si preannuncia rivoluzionario, un gioco “fusion” che appunto fonde la nostra realtà con quella del gioco…

Lui lo potete conoscere anche per altri titoli di grande successo come Last Friday e Stay Away…

In questa puntata abbiamo l’onore di scoprire qualcosa in più su Antonio Ferrara e la sua ultima creazione Tales of Evil! Benvenuto!

Grazie per avermi invitato nel vostro antro oscuro…

Partiamo con le basi, è il momento della presentazione! Presentati dando un senso di oscurità al tutto…come fossi un cattivone dei film horror.

Quando mi sveglio la mattina indosso una maschera da Hokey e puntualmente quando vado in bagno e mi guardo nello specchio, mi spavento a morte e quindi tolgo la maschera, ma mi spavento ancora di più e quindi la rimetto.

Come ormai sappiamo questo viaggio si articolerà in 3 fasi, partiamo subito con la prima!

PASSATO

Subito una domanda a bruciapelo… Stay away, last friday ed ora Tales of evil… amante degli horror oppure trauma infantile di qualche genere?

Da piccolo 6/7 anni mi feci regalare da mio zio un teschio di marmo, quelli a grandezza naturale che usano i chiromanti. Insomma non sono mai stato tanto normale, no?

Scherzi a parte, com’era il piccolo Antonio? E qual è stato il primo contatto con il mondo dei giochi da tavolo?

Il primo ricordo che ho è alla casa a mare a Scario e ricordo che le ragazzine che abitavano di fronte giocavano sempre a un gioco misterioso con una gran bella scatola gialla rettangolare e le sentivo mentre accusavano il Colonnello Mustard che aveva ucciso qualcuno da qualche parte. Ero davvero piccolino, ma ero incuriosito da quel gioco misterioso e quindi un giorno (sono sempre stato timido) gli chiesi di giocare. Morale della favola, non mi fecero mai giocare con loro perché mi dicevano che si trattava di un gioco da grandi e che io non avrei capito. E invece io capivo eccome, ma tant’è che quelle stron… brave fanciulle non me lo fecero mai giocare. Credo che questo trauma abbia segnato tutta la mia vita da giocatore e creatore di giochi da tavolo.

Qual è il gioco che più ha rappresentato la tua infanzia/adolescenza? A quale eri più legato e perchè?

Allora se devo essere sincero ne ho amati tanti, ma ieri come adesso mi piacevano solo quelli misteriosi. Senza dubbio HeroQuest credo che abbia sconvolto la mia generazione e in parte influenza ancora la produzione di tanti giochi compreso Tales of Evil.

Com’è avvenuto il salto per andare oltre la scatola, come sei passato da giocatore ad autore?

Da ragazzino ce ne stavamo sotto la “Capannella” un gazebo nella casa dei nonni a Sorrento (li ho trascorso la maggior parte della mia infanzia/adolescenza) anche se non credo che sia ancora riuscito a uscire dalla mia adolescenza… (ride). Avevo 13 anni o giù di lì e adoravo Super Cluedo e un giorno lo modificai e inventai per tutti i miei amici il gioco dell’assassino. Ovvero un pazzo si aggirava per la casa e gli altri dovevano capire chi fosse l’assassino senza farsi ammazzare. C’erano tante cose belle in quel gioco che hanno influenzato ovviamente anche la costruzione di Stay Away! e Last Friday. Ho ancora il prototipo basato sul materiale del Super Cluedo e credo che prima o poi tirerò fuori un nuovo gioco…

In un tuo articolo, nel tuo blog (ferraraantonio.wordpress.com) dichiaravi: “In quel periodo della mia vita mi divertivo a inventare giochi o meglio, modificavo quelli che avevamo, così per esempio Cluedo diventava il gioco dell’assassino, Scotland Yard una caccia alle streghe e così via. Mi piaceva inventare giochi ed è una passione che ho portato nel cuore.”

Quello che voglio sapere è: modifichi ancora i giochi altrui per divertimento? Poi mi devi assolutamente dire come e in cosa avevi cambiato i grandi classici come Cluedo e Scotland Yard!

Eheheheh credo di averti risposto sopra e comunque non modifico più giochi. All’epoca le risorse erano poche e ci si doveva adattare, ma il lettore attento capirà da dove sono venuti fuori Stay Away e Last Friday se ci mettiamo anche il fatto che adoro la serie Venerdì 13 e il maestro Carpenter…

C’è stato un gioco che avevi iniziato a sviluppare ma che a malincuore hai dovuto accantonare? Se sì di cosa si trattava?

Ho un gioco nel cassetto che si chiama (titolo provvisorio) lo scrittore pasticcione… lo so, lo so… me ne vergogno, insomma scusate, ma ogni tanto ho anche qualche idea da persona normale. Tales of Evil è stato in alto mare per parecchio tempo e non so nemmeno io come sia riuscito a portarlo su Kickstarter.

Dopo questo tuffo nel passato torniamo con i piedi per terra ed affrontiamo la seconda parte di questa intervista.

PRESENTE

Iniziamo questo blocco con un caposaldo di questa rubrica: IL MOMENTO FOTOGRAFICO.
Le regole sono semplici, ti faccio vedere delle foto, sotto ad ognuna ci dovrai raccontare qualsiasi cosa che ti evoca la visione di quest’ultima. Non c’è giusto o sbagliato, in tema o fuori tema, troppo corto o troppo lungo… fai scivolare le dita sulla tastiera e lasciale correre!

Ah, il mio Amore, ovvero io parto come scribacchino e solo in un secondo momento mi cimento nel game design a livello professionale. Ho tanti racconti e 3 libri pubblicati e ti svelo un segreto. Ho un libro nel cassetto di circa 350 pagine se non ricordo male e mi sono ripromesso di editarlo e proporlo dopo l’avventura di Tales of Evil. Parla del mondo interiore di uno scrittore (anche lì ci sono i mostri ovviamente). Ride.

Ah la cara e vecchia sala giochi. Un posto inquietante dove comunque potevi dire la tua, ma dovevi stare attento al bullo del paese che avrebbe anche potuto ucciderti se non lo lasciavi vincere. I videogiochi sono una delle mie grandi passioni e credo di averli giocati tutti partendo dall’Intellivision della Mattel fino ai videogames di ultima generazione. Il primo ricordo che ho… mi trovavo con i miei genitori all’Edenlandia (un parco di divertimenti) dove c’era sempre una sala giochi gremita di gente e un bambinetto appeso alla pulsantiera di un cabinato enorme (era veramente gigantesco visto dall’altezza di un bamboccio di sette anni). Il cabinato in questione si chiamava Dragon’s Lair e credo di aver detto tutto.

Allora sarà pure la parte del presente, ma Jason è il mio migliore amico… Ahhahahah nel senso che ho letteralmente adorato le pellicole e la leggenda di Crystal Lake, tanto che credo non me ne riuscirò mai a liberare. È parte di me, del mio essere. Jason rappresenta la paura che ho sconfitto da ragazzino e che mi ha permesso di camminare a testa alta oggi.

Cosa come quando e perché? Allora Tales of Evil è Antonio Ferrara. Ci ho messo dentro tutto il mio essere e la mia vita scorre fluente in questo titolo. Mi ha permesso anche di fondere insieme le mie principali passioni: Libri, giochi da tavolo, videogames, film, musica, misteri, mostri e gli anni della mia adolescenza, quando il mondo aveva il sapore delle graffe fritte del luna park e quando insieme ai miei amici scorazzavamo in giro sferragliando sulle nostre bici sgangherate.

Proprio su quest’ultima foto vorrei soffermarmi, parlaci di questo tuo ultimo progetto.. Tales of evil, gioco che abbatte in maniera rivoluzionaria il muro tra la nostra dimensione e quella del gioco.

Tales of Evil narra le vicissitudini di una gang di ragazzini che dovranno risolvere misteri inspiegabili, ma non potranno farlo da soli (insomma sono sempre dei personaggi, no?) e quindi è qui che entriamo in gioco noi, ovvero i Coraggiosi (giocatori). Infatti dovremmo effettuare delle azioni nella nostra vita reale per aiutare i giovani investigatori a uscire dalla storia del loro passato e quindi in quest’ottica ci potrà essere richiesto di toglierci le scarpe per attraversare un corso d’acqua, oppure accendere una radio per distrarre una creatura e così via. Il Fusion non sarà mai vincolante, ma in base alle nostre azioni potrebbe sortire svariati risultati all’interno dell’esperienza. Se non ho una radio da accendere nel mio presente cosa succederà? Potrebbe accadere per esempio che la Creatura si accorga di me e allora sarò costretto a combatterla, oppure ho la radio e invece di distrarla, sortisco l’effetto contrario, ovvero quello di attirare la sua attenzione.

Come è nata l’idea per questo gioco? e come si è sviluppata?

L’idea nasce semplicemente dalla stessa idea da cui nascono tutti i miei giochi: Il ragazzino che ho dentro si annoia spesso e di sovente non trova in giro i giochi che gli possano garbare e quindi cosa fa? Rompe le scatole all’adulto che lo ospita e gli dice: “Perché non fai un gioco a cui vorremmo giocare insieme?” Poi ancora: “Perché non fai un gioco a cui vorremmo giocare insieme?” Dopo 13 volte (ogni riferimento è puramente casuale) mi rompo della cantilena e mi metto a lavoro. Quindi, volendo rispondere sinceramente alla tua domanda: Tales of Evil nasce semplicemente perché è il ragazzino che lo ha voluto. È lui il Boss.

Anche a te tocca il tanto temuto #MomentoTweet: Dovrai aumentare il nostro hype (peraltro già altissimo) per Tales of evil in un tweet per l’appunto, dovrai utilizzare al massimo 140 caratteri (spazi inclusi) e con almeno un hashtag… Buona fortuna!

Affronta le tue paure e risolvi il Mistero, ma stai attento perché mentre tu entrerai nel gioco, il gioco entrerà dentro di te. #talesofevil

Esattamente 140 caratteri…un successo!

Attualmente qual è la tua top 5 dei giochi che preferisci? L’autocitazione è ammessa!

Niente autocitazione perché quando termini un tuo gioco, l’hai giocato talmente tante volte che ti viene la nausea. Così a freddo e in ordine sparso tra quelli che ho giocato e mi hanno lasciato qualcosa: Dead of Winter, Betrayal at House on the Hill, Super Cluedo, Mice and Mystics ed HeroQuest.

Per finire anche questo blocco concludiamo con la temutissima SCATOLA NERA! Le persone in totale anonimato possono porre delle domande taglienti a chi poi si sottoporrà alla nostra intervista ma non sanno chi sarà il destinatario, tra tutte quelle ricevute ne verrà scelta una e questa è la tua domanda:

Perché lanciare un gioco su kickstarter quando si sa già che andrà sul mercato? Le case produttrici non vogliono rischiare più? Oppure è solo un modo per fare pubblicità ed aumentare il cosiddetto Hype?

Niente Hype. Paradossalmente Tales of Evil è un gioco talmente complesso nella sua semplicità che serviva necessariamente una campagna di crowdfounding affinché venisse alla luce nel migliore dei modi. Troppe illustrazioni e testo da far tradurre in maniera professionale tra le altre cose e l’editoria tradizionale poteva non avere i numeri per poterlo produrlo nel migliore dei modi. Lo reputo il gioco della mia vita e quindi, visto che ne ho una sola, ho preferito per un Kickstarter per poterlo realizzare nel migliore dei modi.
Dopo questa domanda scomoda forse è meglio passare all’ultimo blocco!

FUTURO

Partiamo con la classica domanda di rito: oltre alla tua ultima creazione c’è qualcos’altro che bolle in pentola? Qualche prototipo? Qualche progetto? Qui cerchiamo lo scoop, un cicinin di anteprima!

A parte lo Scrittore Pasticcione e il romanzo che ho già nel cassetto, ho in mente di realizzare un’espansione di Stay Away, ma spero che nei prossimi anni io possa dedicarmi anima e corpo all’universo dei Pizza & Investigation che se è vero che sono nati quasi per gioco scimmiottando i personaggi capostipite degli anni 80’, è anche vero che nel corso della stesura delle avventure, mi hanno trascinato in un vortice senza fine. Un mondo nel mondo dove tutto è possibile… basta non finire le batterie…

Scrittore, game designer e tant’altro… C’è qualche sogno nel cassetto che ancora vorresti realizzare?

Certo, vorrei espandere l’universo dei Pizza & Investigation non solo con le espansioni del gioco, ma piuttosto mi farebbe piacere scriverci dei libri, vederli mentre se ne vanno in giro in un cartone animato, combattere in un videogame, inzaccherarsi in un fumetto, nascondersi in un film. Mi piacerebbe tanto.

E’ il momento degli imprevisti e Probabilità, oggi tratteremo proprio di una probabilità. T i faccio vedere quest’immagine

Nella possibilità che fosse possibile viaggiare indietro nel tempo cosa saresti disposto a dare per rivivere un giorno della tua adolescenza? C’è un giorno in particolare che sceglieresti? Se si quale e perché?

Ehi, ci andate giù pesante, eh… Fammici pensare. Al giorno del mio tredicesimo compleanno quando eravamo ancora tutti una famiglia e avevo ancora mio padre e i miei nonni vicino. Ecco, tornerei all’istante esatto di questo scatto dove tutto era ancora in divenire, ma tutto in realtà era già stato fatto.

Come ti immagini tra 10 anni?
Se campo, esattamente come adesso, con meno capelli e sempre tanta voglia di mettermi in gioco.

Finiamo questo lungo viaggio con il celeberrimo fuoco di fila: Avrai due opzioni, dovrai scegliere quella che più ritieni vicina a te senza però aver la possibilità di argomentare la tua decisione, l’importante però è scegliere sempre…
Allora 3…2…1…VIA!

Natale o Halloween?
Natale

Panettone o Pandoro?
Panettone

Giochi Legacy: si o no?
Si

American o German?
American

Azul o Sagrada?
Pizza

Dolce o salato?
Salato

Cooperativi o competitivi?
Cooperativi

Ti senti più scrittore oppure game designer?
Scrittore

E con queste domande a raffica si conclude anche questa ottava puntata!
E’ stata una cavalcata attraverso il tempo quasi magica, ringrazio Antonio Ferrara per essersi fatto strapazzare (sperando di non averlo spaventato più di tanto) e magari un giorno ci ritroveremo per un’altra chiacchierata.

Grazie!

Grazie a voi e complimenti per l’intervista. Per la domanda sul viaggio nel tempo mi avete fatto piangere. Davvero. Grazie per le emozioni che mi avete suscitato.

Grazie a te Antonio per esserti messo in gioco senza filtri!
Ciao e alla prossima intervista!

Vi ricordiamo che potete trovare l’ultimo progetto di Antonio su Kickstarter

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Stefano Stievano

Mi sono avvicinato a questo mondo fin da piccolo ma solo da qualche anno ho deciso di accostarmi in maniera diversa ai giochi da tavolo. Dopo aver creato qualche prototipo, inventato cene con delitto, costretto i miei amici a fare da cavie tra giochi, quiz tv e quant'altro ho deciso da un po' di tempo di unire la passione per la scrittura e quella dei giochi da tavolo. Mi piace raccontare me stesso attraverso loro, le mie esperienze, i miei amici, la mia vita e la mia quotidianità. I miei giochi preferiti sono quelli tematici o deduttivi, meglio se con un pizzico di bluff e con ruoli segreti... ma difficile scegliere una categoria.... Spero un giorno di riuscire a coinvolgere il maggior numero di persone possibile dentro al nostro folle e divertente mondo. Buon viaggio!

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