Recensione Onitama: quando gli scacchi si danno al kung-fu.

Maestri e allievi si sfidano a colpi di mosse di arti marziali. Quale sarà il dojo vincitore?

Onitama è un gioco astratto per due giocatori, di prossima pubblicazione italiana da parte di Raven Distribuzione (in questa recensione parlerò però della versione americana, edita da Arcane Wonders, in quanto quella italiana è stata da poco annunciata e non è ancora disponibile nei negozi).

Questo titolo pone i giocatori a capo di due scuole (dojo) di arti marziali avversarie che si sfideranno a colpi (carte) di kung-fu allo scopo di sconfiggere l’avversario.

Sapremo muovere il nostro Maestro ed i suoi allievi nel modo più efficace possibile, per catturare il Maestro avversario o sederci sul suo trono?

Presentazione Visiva

Onitama è un gioco che spinge fin da subito l’acceleratore sul fattore estetico, conscio che spesso i giochi astratti hanno bisogno di un comparto visivo vincente per imporsi sul mercato.

Partendo dalla scatola, di forma decisamente particolare ed impreziosita da una apertura magnetica “a scrigno”, si passa ai componenti veri e propri del gioco, che sono, senza mezzi termini, bellissimi!

16 carte di dimensioni consistenti (formato 70x120mm), miniature in plastica delle “pedine” dei due dojo (rosso e blu), ed un playmat in neoprene (sì, non un tabellone in cartone, ma un playmat!)  con stampato sopra la scacchiera 5×5 che sarà il piano di gioco della partita.

Tutta “roba” bellissima, che però ci porta all’unica possibile ombra di tutta la recensione: l’eterna lotta non tra scuole di arti marziali, ma tra forma e contenuto.

L’opulenza, per alcuni versi eccessiva, di Onitama, si rispecchia in un prezzo non proprio basso per un gioco che, oggettivamente, potrebbe essere composto da pedine, un tabellone pieghevole ed un mazzo di carte standard.

Come scritto in apertura, il fattore estetico per molti giochi astratti è un elemento importante, spesso per sopperire ad una mancanza di ambientazione che potrebbe allontanare i giocatori meno avezzi a questo genere di giochi, ma quanto fatto da Arcane Wonders per Onitama è stato andare oltre, e portare il fattore estetico/wow oltre quanto è stato creato in precedenza per altri giochi simili.

Ovviamente questo aspetto, alla fin fine, è più una questione di gusti personali che non un reale bonus/malus, (io, ad esempio, mi sono innamorato del gioco anche per questa sua ricchezza) e non si può che parlare in termini positivi dei componenti e dell’impatto “sul tavolo” di Onitama.

Proprio questa sua presenza scenica mi ha aiutato a farlo provare a persone che, in un contesto esteticamente meno ricco, sarebbero state poco inclini a provare un gioco di questo tipo.

Regolamento

Spiegare Onitama è facile quasi come bere un bicchiere d’acqua (nel senso che bere potrebbe a volte risultare un’operazione più complessa).

Una volta steso il playmat, si dispongono le pedine su due file sulle caselle ai bordi opposti della scacchiera. Il Maestro si posiziona al centro della fila, mentre i pedoni vanno posti a due a due alla sua sinistra e alla sua destra. Fatto questo si pescano 5 carte casuali dal mazzo delle mosse. Queste carte saranno le sole utilizzabili per tutta la partita. Se ne danno due, scoperte e che devono rimanere ben visibili, al giocatore rosso e due a quello blu (sempre visibili), mentre la quinta rimane libera (e sempre scoperta) a bordo della scacchiera.

Il gioco ora ha inizio.

Il giocatore che muove per primo sposterà una delle pedine in base al disegno riportato sulla carta, una volta fatta questa mossa, scambierà la carta appena utilizzata con quella a bordo scacchiera e passerà il turno al giocatore blu. Questi a sua volta giocherà una delle sue due carte e poi la scambierà con quella libera, e via così, turno dopo turno, mossa dopo mossa, fino a quando uno dei due giocatori non cattura il Maestro avversario oppure portare il proprio Maestro a sedere sul “trono” del dojo avversario.

Fine, tutto qui. Semplice semplice.

Ma questa semplicità è alla base delle elucubrazioni mentali che ci accompagneranno durante tutta la partita.

Tenere una carta con un movimento decisamente forte (per la propria strategia), sacrificando però le possibili mosse utilizzando solo una carta e riducendo la rotazione delle carte future, oppure usarla e poi renderla disponibile al proprio avversario?

Andare per la cattura del Maestro avversario oppure fare solo finta e poi, con uno spostamento repentino, saltare le file nemiche e sedersi sul trono?

Questa è la bellezza di Onitama, il ristretto pool di mosse, sempre diverse da partita a partita (5 carte casuali su 16 disponibili danno una buona rigiocabilità a livello di combinazioni), il fatto che siano tutte sempre scoperte, e la possibilità (non per il sottoscritto che è una schiappa in questo genere di giochi) di calcolare le mosse con largo anticipo, potendo prevedere ed elaborare strategie in base alle carte a disposizione.

Durante le prime partite sarà magari un po’ “complesso” prevedere come alcune mosse (specialmente quelle delle carte con movimenti asimmetrici) verranno giocate dal nostro avversario (in quanto ovviamente la destra e la sinistra cambiano, cambiando il lato del tavolo) ma questo fa parte della curva di apprendimento che ogni gioco possiede, e, per Onitama, non è particolarmente ripida.

Ultima considerazione (o meglio precisazione) è inerente alla differenza tra pedoni e Maestro. Nella versione di Onitama della Arcane Wonders non c’è alcuna distinzione, il Maestro si muove come i pedoni. Nella prima versione di Onitama c’erano carte che riportavano movimenti differenti a seconda che il movimento fosse fatto usando un pedone o il Maestro, ma queste carte non sono state inserite nella nuova edizione perché creavano situazioni di stallo nel gioco e (in alcuni remoti casi) delle combinazioni che permettevano di vincere la partita a tavolino.

Quest’anno, 2018, durante la campagna kickstarter di The Dice Tower, alcune carte promo per Onitama (ed. Arcane Wonders) offerte come ricompensa sembrano avere di nuovo questo doppio movimento, ma nel gioco base, senza queste promo, i pedoni e il Maestro muovono uguali.

Esperienza al Tavolo

Onitama è stato uno dei primi giochi “seri” che sono riuscito ad intavolare con la mia ragazza, in parte anche grazie al fattore visivo di cui ho parlato in precedenza.

Lo abbiamo portato in vacanza con noi ed ogni occasione era buona per sederci, bere una birretta e giocarci. La scatola di dimensioni non eccessive ed il playmat che si arrotola, lo rendono un ottimo gioco da portare in giro, e la semplicità delle regole permettono di spiegarlo rapidamente anche a chi magari è poco incline ai giochi da tavolo. Nonostante questa attitudine amichevole nei confronti di tutti (neofiti e non) Onitama però non è un gioco assolutamente banale e per questo si deve prevedere, soprattutto nelle prime partite con persone poco esperite, un po’ di “rodaggio” in cui il nostro avversario avrà un po’ di “fumo” che gli esce dalle orecchie, ma già dalla seconda partita ci si darà battaglia in lungo e in largo sulla scacchiera!

Conclusione

Si può disquisire fino alla nausea se Onitama sia un gioco “sovra prodotto” oppure no, ma alla fin fine non si può negare che questo titolo sia un gioco astratto decisamente ben progettato, che offre un grado di sfida molto appagante e che può essere giocato praticamente da tutti. È molto rapido, fa spremere le meningi e indubbiamente è molto curato esteticamente.

La sua bellezza risiede nel continuo spostamento di concentrazione tra le proprie mosse e quelle del nostro avversario, cercando di analizzare tutto quello che sta accadendo in quella piccola scacchiera 5×5, perché a volte sarà più importante NON giocare la carta che ci permetterà di portare avanti la nostra strategia, scegliendo invece di giocare e quindi dare la carte meno ottimale al nostro avversario per mettergli il bastone tra le ruote.

In fondo, in Onitama come nel kung-fu, il segreto è essere fluidi come l’acqua 😉

Nota a margine:

Esiste una espansione di Onitama, Onitama: Sensei’s Path di cui non si ha ancora notizia di una eventuale edizione italiana. Questa espansione aggiunge nuove carte “mossa” (altre 16) per aumentare ancora di più la longevità del gioco base, ma ad un costo che risulta davvero esoso (e lo dice uno che l’ha comprata!). Capisco che Onitama sia in parti uguali ottimo gioco e ottimo stile, ma l’espansione, che in pratica non è altro che un mazzetto di carte, ha un prezzo esorbitante per la sola scelta, discutibile, di venderla in una “mini scatola” in tutto e per tutto simile a quella di Onitama, inclusa la chiusura magnetica! Mi auguro che Raven, se deciderà di pubblicarle, opti per una scatola più semplice, in modo da abbatterne il prezzo…

Onitama

Onitama
8.5

Voto

8.5 /10

Pros

  • Facile da spiegare
  • Difficile al punto giusto
  • Ottimi materiali

Cons

  • forse un po’ eccessivi e che influiscono sul prezzo altino

Commenti


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Riccardo Riguzzi

Sono sempre stato attratto dalla creatività, che si trattasse di immagini, oggetti o mondi immaginari. Tale fascinazione mi ha portato a studiare grafica, cinema, animazione e ad appassionarmi al mondo dei giochi. Questo percorso personale mi ha sempre più convinto di come sia necessario, ai nostri giorni, ritagliarsi uno spazio ludico nella nostra vita, perché il gioco è lo strumento migliore per coltivare una mente attenta ed aperta al mondo che ci circonda.

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