Categories: Giochi da tavolo

Recensione de L’Oracolo di Delphi: una gara attraverso l’Egeo per il favore di Zeus.

Edizione Italiana: Cranio Creations
Edizione Inglese: Tasty Minstrel Games
Giocatori: 2-4
Età: 14+
Durata: 60-100’

Gli Dèi, si sa, sono spesso volubili e capricciosi.

Stranamente, però, questa volta Zeus sembra essersi svegliato col piede giusto dal suo olimpico letto: ha deciso di offrire ad un mortale l’ingresso nientepopodimeno che nell’Olimpo.

Come poter essere considerati degni di tale onore? Semplicemente, superando le 12 prove che il Padre degli Dèi ha preparato appositamente per l’occasione.

Ovviamente, prima di chiunque altro.

Lungi da noi il voler perdere questa occasione d’oro, saltiamo a bordo della nostra imbarcazione e prepariamoci a questo viaggio attraverso il Mar Egeo, forti solo dei (misteriosi) consigli del famoso Oracolo di Delphi.

DENTRO LA SCATOLA

La componentistica de L’Oracolo di Delphi è estremamente variegata. Escluso il regolamento, andiamo a vedere i materiali suddivisi per utilizzo generale.

Plancia di gioco

La varietà di forme e dimensioni delle tessere è notevole.

Essendo la plancia di gioco variabile in ogni partita abbiamo a disposizione diverse tessere mappa (molto diverse nelle forme e nelle dimensioni) e 6 tessere città, che andranno utilizzate per comporre il terreno (o, per meglio dire, le acque) su cui i giocatori si andranno a sfidare.

12 tessere isola verranno poi posizionate sopra la mappa composta dalle altre tessere per rendere ancora più casuale la conformazione della plancia di gioco.

Non mancano ovviamente i tipici meeple/segnalini in legno:

  • 24 cubetti offerte
  • 6 templi
  • 24 mostri (con sticker)
  • 18 statue
  • 12 tempietti

Mostri, templi, offerte e statue in tutto il loro splendore.

Plancia del giocatore

4 plance fungono da “base operativa” per ogni giocatore.

A corredo di queste vi sono le tessere nave (utili a rendere unica ogni imbarcazione), uno scudo per giocatore (che ne segnala la forza) e numerose tessere Favore.

La dotazione del bravo sfidante.

24 segnalini divinità in legno sono utilizzati per tener traccia del favore delle varie divinità “minori”, mentre 4 navi-meeple serviranno per indicare la nostra posizione sulla mappa di gioco.

Terminano l’elenco 4 mazzi di carte (Carte Ferita, Carte Oracolo, Carte Equipaggiamento e Carte Compagno), diversi dadi (12 dadi Oracolo colorati, 1 dado del Titano e 1 dado di Battaglia).

Dall’alto in senso orario: le carte Oracolo, i Compagni, le Ferite e gli Equipaggiamenti.

Ah, e non dimentichiamoci di Zeus, punto di inizio e fine di ogni partita.

IL GIOCO

La fase di preparazione può essere suddivisa in 3 step distinti:

Mappa variabile

Componete le tessere della plancia nella conformazione desiderata (esatto, QUALSIASI forma vogliate darle è valida, purché tutti gli spazi d’acqua formino un’unica grande sezione interamente connessa); posizionate quindi le tessere isola, i segnalini di risorsa e la figura di Zeus nei relativi spazi sulla mappa.

Mazzi e riserve

Mescolate le carte Oracolo e Ferita in due mazzi e posizionateli a faccia in giù a fianco della mappa.
Allo stesso modo, preparate un mazzo a faccia in giù delle carte Equipaggiamento, ma scopritene 6. Queste saranno le carte disponibili inizialmente.

Posizionate il mazzo di carte Compagno a faccia in su (verranno scelte esplicitamente durante la partita, quindi l’ordine è irrilevante) accanto agli altri mazzi già preparati.
Infine, preparate una riserva di segnalini Favore.

Area individuale

Ogni giocatore prende una plancia, lo scudo, una tessera nave, 6 segnalini divinità e alcuni segnalini favore, dopodiché pesca una carta ferita dal mazzo.

Posizionate le 12 prove di Zeus sopra ogni plancia. Alcune di queste hanno prove diverse sul fronte e sul retro: assicuratevi che tutti i giocatori abbiano le tessere girate dal medesimo lato.

Infine, ognuno prende 3 dadi oracolo, li lancia e li posiziona sui relativi spazi della propria plancia. Queste rappresentano le possibili azioni di ogni giocatore per quel turno.

Il giocatore giallo è pronto alla sfida, sotto lo sguardo vigile di Zeus!

La partita

Come abbiamo detto in apertura, il vostro scopo è semplice: portare a termine le 12 prove che Zeus vi ha lanciato, ritornando da lui prima di tutti gli altri giocatori.

Queste prove consistono nella sconfitta di tre mostri, nella costruzione di tre santuari, nella raccolta di tre offerte da portare ai rispettivi templi ed infine nella costruzione di tre statue.

Ne L’Oracolo di Delphi una regola la fa da padrona su tutte le altre: per poter fare qualsiasi cosa hai bisogno di consultare l’Oracolo. Ecco che alla fine del proprio turno ogni giocatore lancia i suoi dadi oracolo e li posiziona sul colore corrispondente della propria plancia. Nel turno successivo egli potrà effettuare SOLO azioni dado/colore-dipendenti.

Le azioni che potrete svolgere, in generale, sono:

  • spostare la propria nave sul tabellone
  • combattere un mostro (guadagnando carte Equipaggiamento)
  • esplorare un’isola
  • costruire un tempio su di un’isola già esplorata (facendo avanzare una divinità minore sulla propria plancia)
  • imbarcare o consegnare un’offerta (guadagnando Favori)
  • imbarcare o erigere una statua (guadagnando carte Compagno)
  • guarire dalle ferite di un determinato colore
  • far avanzare una divinità minore

L’Oracolo vi ha messo a disposizione un giallo, un verde ed un blu? Il prossimo turno, ad esempio, potrete spostarvi (per un massimo di tre spazi) sino ad una casella blu, imbarcare un’offerta gialla sulla vostra nave ed esplorare un’isola contornata di verde, purché vi ci troviate accanto.

Le carte Oracolo offrono una chance in più, fungendo da quarto dado, ma possono essere usate solamente una volta per turno.

Quando tutti i giocatori hanno completato il proprio turno di gioco, viene lanciato il dado del Titano. Se il punteggio è superiore alla potenza del vostro scudo, pescate una carta ferita. Attenzione: dopo sei ferite di colore diverso, oppure tre dello stesso colore, dovrete perdere un turno per guarire.

Questa è la semplice, ma non banale, meccanica di gioco che caratterizza L’Oracolo di Delphi, ma le molte variabili (rappresentate dalle carte Compagno, le carte Equipaggiamento e dalle azioni speciali fornite dalle divinità minori) permettono di approcciare le diverse sfide in molti modi.

Il giocatore blu sembra parecchio indietro. Zeus non ne sarà contento…

VALUTAZIONI

Partendo dalle cose più importanti, questo Oracolo di Delphi gira, e anche piuttosto bene.

L’ambientazione è ottimamente inserita nelle meccaniche di gioco, la particolare mappa variabile “senza restrizioni” permette di creare mappe di gioco tra le più anomale e la sensazione di gara è molto ben risaltata, specialmente nella seconda metà della partita.

Consigliamo caldamente un minimo di 3 giocatori, in quanto con 2 la mappa risulta effettivamente un po’ troppo larga e le possibilità di rubare gli obiettivi al proprio avversario si riducono notevolmente, perdendo un po’ quella sensazione di urgenza e di sfida testa a testa per i favori di Zeus.

Una piccola nota a margine per i boardgamer più “di esperienza”: portando la famosa (e a volte ingombrante) firma di Stefan Feld, questo Oracolo potrebbe sicuramente soffrire di preconcetti dovuti al particolare distacco rispetto ad un tipico titolo “alla Feld”, distacco particolarmente visibile nella componente di esplorazione e nella totale assenza di Punti Vittoria in favore della gara diretta.

Prestate quindi attenzione nel caso vogliate acquistare “a scatola chiusa” basandovi esclusivamente sui titoli pregressi dell’autore, ma date comunque una possibilità ad un gioco che, sebbene leggermente “fuori standard”, ha decisamente tutte le carte in regola per essere un successo.

Il gioco è acquistabile sullo store di Cranio Creations

Il Dado è Tratto

Giocatori e collezionisti da sempre, la nostra missione è quella di far conoscere le meraviglie del gioco da tavolo a chiunque sia disposto a darci 5 minuti di fiducia, trasmettendo questa passione nel modo più semplice possibile. Perché come diciamo sempre qui al Dado: “Esistono due tipi di persone: chi adora i giochi da tavolo e chi non ha ancora trovato il gioco giusto.”

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