Recensione Civilization: una nuova alba.

Il nuovo capitolo della storica serie di Sid Meier torna vestito di “cartoncino” per 2-4 giocatori.

Quante volte avreste voluto intavolare uno degli adattamenti della serie di videogiochi che ha definito un genere, ma non avete mai avuto il tempo o il gruppo adatto?
Bene questa volta Fantasy Flight ha pensato a questo, adattando uno dei sistemi più complessi dei giochi da tavolo agli standard moderni di durata e immediatezza; ma sarà riuscita nel suo intento?

Componenti:
I materiali di Civilization sono perfettamente in linea con il precedente.
Avremo come al solito un sacco di fustelle con le nostre tiles mappa (16 a doppia faccia), 20 carte tecnologia/azioni a giocatore, una segnapunti circolare per la tecnologia, 3 carovane, 7 città e 1 capitale in plastica.
A questo si aggiungono 31X4 segnalini controllo diverse carte/segnalini per le città stato e per le meraviglie, token per meraviglie naturali e altri componenti.
Abbiamo inoltre 8 carte leader di personaggi storici famosi (con poteri leggermente asimmetrici), da Giulio Cesare per Roma a Caterina de Medici per la Francia passando da Roosevelt per l’America.
L’assenza del celebre Ghandi (diventato civ simbolo per un bug nel videogame che lo trasformava in un amante delle bombe atomiche) suggerisce l’intenzione di sviluppare nuove espansioni.

Le illustrazioni, derivano direttamente dal nuovo capitolo del videogioco Civilization VI (molto criticate, ma perfettamente adatte a gdT).

Insomma il materiale non è poco, e il che, porta a un setup non troppo veloce, anche se ridotto rispetto ai precedenti.
L’organizzazione è tutto; con qualche portaminuterie potrete preparare la vostra partita in pochi minuti.

Il rapporto qualità/prezzo è perfettamente in linea con il mercato degli anni scorsi.

Il Tema:
Per chi non lo conoscesse, Civilization nasce da un videogioco storico in cui ogni giocatore sceglie un Leader (con un leggero potere asimmetrico) per guidare la propria civiltà durante le diverse epoche storiche cercando di prevalere in uno degli aspetti tra cultura, economia, scienza e conquista (da qui il nome 4X) in una competizione testa a testa con le altre fazioni.
In questo capitolo traspare la volontà di adattare tempo, fluidità e complessità agli standard odierni molti aspetti sono stati astratti o completamente abbandonati (o sacrificati) snellendo il tutto.
Aspetti come la religione sono scomparsi (ma sono spesso stati inclusi in espansioni in passato), e le unità militari abbandonate e trasformate in presenza astratta.

Le Meccaniche:
Questo è sicuramente l’argomento più controverso del gioco.
La serie civilization, e lo stesso genere che ha definito, sia in versione cartacea che elettronica, si è sempre distinta per una notevole complessità a lunghezza.
Questa volta l’intento era proprio di adattarsi ai canoni odierni creando un gioco dalla durata di 90 minuti circa.

La meccanica principale si basa sulla gestione di 5 carte azione, una per categoria tra:

-Cultura: per l’espansione dei confini aggiungendo segnalini controllo sulla mappa.
-Economia: permette di inviare carovane verso città stato o di altri giocatori per ottenere alleanze (in forma di carte) e segnalini commercio.
-Industria: ci consente di costruire città oppure meraviglie che potenzieranno le nostre azioni.
-potenza militare: ci permette di fortificare i nostri segnalini controllo o attaccare città stato, barbari o città avversarie.
-Scienza: Permette di accumulare punti scienza per ottenere versioni potenziate delle carte azione elencate da livello 1 a livello 4.

Ognuna di queste carte viene collocata in uno di 5 spazi sotto una barra che conterrà diversi tipi di territorio: dalla più semplice pianura, alle più problematiche montagne e un numero corrispondente da 1 a 5.
Potremo eseguire, a scelta una delle carte che, a seconda della sua posizione, ci permetterà di eseguire l’azione in base a territorio e/o numero della posizione:
Ad esempio una carta scienza sul punto 3 della barra ci darà 3 punti scienza, laddove una carta economia sul punto 4(deserto) permetterà alle carovane di muoversi attraversando le caselle di territorio di deserto o di minore difficoltà (quindi tutte eccetto le montagne di difficoltà 5).
Potremo potenziarle inoltre con vari segnalini commercio ottenuti attraverso combattimenti o con le carovane.

Una volta completata l’operazione, metteremo la carta utilizzata alla posizione 1 della barra e sposteremo le altre verso destra che guadagneranno quindi in potenza.

Questo a turno tra i vari giocatori mentre alla fine del giro sarà il turno dei barbari (a seconda dell’indicatore turno) che muoveranno casualmente travolgendo ogni zona non fortificata sul loro tracciato fin quando non verranno sconfitti.

Si tratta di una meccanica veloce ed elegante che permette una comprensione immediata, una certa profondità strategica e turni molto veloci.
L’interazione diretta prende forma attraverso la cultura e la potenza militare:
Inviando le carovane verso le altre città potremo prendere abilità speciali, che ci aiuteranno fin quando non attaccheremo la civiltà da cui le abbiamo ottenute.

I combattimenti (punto debole delle trasposizioni da tavolo da sempre) sono piuttosto astratti.
Potremo infatti attaccare a una certa distanza dai nostri confini, altri segnalini controllo (distruggendoli o rimuovendo le fortificazioni), barbari o altre città (conquistandole purchè non siano capitali).
Il sistema si basa sulla posizione della carta, la difficoltà del terreno del bersaglio, diversi modificatori e un confronto d diretto di dadi da 6: uno lanciato dall’attaccante e uno dal difensore.
Ogni carta ci consente solitamente 2 attacchi anche verso lo stesso bersaglio.
Anche in questo caso la meccanica è piuttosto rapida ed efficace anche se forse troppo astratta andando a sacrificare molti aspetti della serie; rimane comunque, a mio avviso, gradevole.
Nonostante i dadi è possibile controllare l’alea efficacemente con modificatri e segnalini commercio.

La mappa modulare è cambiata da quadrati a esagoni come per la serie elettronica e viene costruita dai giocatori durante il setup aggiungendo profondità.

Purtroppo ci sono alcuni punti dolenti:
Il sistema di vittoria 4X, firma del genere (Civilization ha inventato il 4X), è stato completamente abbandonato.
Al suo posto si estrarranno 3 carte obiettivo comuni con 2 opzioni delle quali almeno una dovrà essere completata per ogni carta.
La prima normalmente richiederà controllo di determinate caselle o città, oppure avanzamento tecnologico, la seconda più generica, normalmente la costruzione di 2 meraviglie di un determinato tipo.

Si va a perdere anche il significato della costruzione delle città che ora servono solo come base per espandere il territorio (nelle versioni precedenti ogni città aveva le proprie azioni di produzione,cultura, religione etc) e come segnaposto per meraviglie.
Anche gli aspetti culturali e scientifici sono ridotti all’osso, tuttavia fanno il loro lavoro egregiamente e con eleganza.

Scomparsa anche l’esplorazione anche se tra le omissioni è forse la meno importante.

L’interazione sembra piuttosto superficiale, ma in realtà, i giocatori più esperti sapranno sfruttarla per rallentare gli avversari quanto basta a superarli.

Commento finale:
Sarebbe necessario un paragone diretto con i predecessori (non certo esenti da difetti), ma il problema è che risulta davvero impossibile.
Si è voluto trasformare uno dei sistemi più lunghi e complessi in un gioco da 1 ora o poco più e di difficoltà medio leggera.

Se da una parte sono state introdotte meccaniche davvero pulite ed eleganti (la barra azione è davvero innovativa), dall’altra è stato necessario sacrificare tante cose.
Non fraintendetemi, non è assolutamente un brutto gioco ma il problema principale è il titolo.
Se si fosse chiamato in qualunque altro modo, avrebbe raccolto moltissimi consensi, chiamandosi Civilization invece, si rivolge a un target preciso abituato a giochi di una certa complessità.

D’altra parte è l’occasione perfetta per avere un titolo di buona qualità, facile da intavolare (cosa che non si può certo dire dei predecessori), con una discreta profondità e adatto come introduttivo al genere che potrebbe davvero fare il salto di qualità con future espansioni.
La scarsa offerta di titoli semplici sul genere civilizzazione aggiunge appetibilità.
Da amante del genere si merita un posto nella mia collezione con la certezza di intavolarlo di tanto in tanto.

Potete trovare il gioco nel nostro store online di fiducia Magicmerchant.it

Civilization

7.6

Voto

7.6/10

Pros

  • Meccaniche eleganti; durata e complessità contenute
  • buona profondità in rapporto al tempo/complessità; Regolamento semplice
  • Sistema di Barbari molto riuscito; Ottimo introduttivo al genere
  • Manuale ben scritto con riassunto molto pratico; Turni fluidi e veloci

Cons

  • I tagli alle meccaniche si sentono per i fan della serie
  • Setup leggermente impegnativo in rapporto alla durata; Interazione ridotta
  • L'abbandono del sistema 4X nel titolo che lo ha inventato lascia l'amaro in bocca
  • La scelta delle carte tecnologia può rallentare il gioco.

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MV

M.V. Sono un videogamer di vecchissima data. Da diversi anni mi sono avvicinato al mondo dei giochi da tavolo per sostituire quell'interazione con gli amici persa nel mondo dei videogiochi dalla scomparsa dello "split screen". Amo prevalentemente giochi impegnativi, e strategici ma cerco di includere un po' di tutto nella mia collezione. Sono anche un sostenitore dell'estetica nei giochi. Siano euro o american, anche l'occhio vuole la sua parte!

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