Recensione Carson City: The card game

10 anni dopo l’originale Carson City torniamo nel far west per costruire a nostra città.

Nell’ormai lontano 2009 l’editore olandese Quined Games (suo anche il recente Counterfeiters) sfornava l’originale Carson City dell’autore Xavier Georges

Gioco di piazzamento tessere e lavoratori dal discreto successo, tanto da meritarsi varie espansioni e una big box del 2015 finanziata tramite Kickstarter.

10 Anni dopo, arriva questo spin-off, che cerca di riprodurre le stesse sensazioni dell’originale, asciugandone le meccaniche e trasformando un eurogame piuttosto impegnativo in un filler da 30-40 minuti a partita.

Autore:                        Xavier Georges
Artista:                        Alexandre Roche
Numero giocatori:      1 – 6
Età:                              12+
Durata:                        30 – 45 minuti
Edito da                      Quined Games
Importato da              3 Emme Games

Materiali

Il contenuto della scatola, delle dimensioni e aspetto di un vecchio libro, consiste fondamentalmente in tre mazzi di carte:

Il primo consiste in 66 carte asta divise in sei semi con simboli tratti dalla tematica del far west (cappelli da cowboy, stelle da sceriffo, cactus, stivali, ferri da cavallo e bisonti), con i numeri da 1 a 11.

Ad ogni giocatore sarà assegnato un seme con le carte da 1 a 9, il 10 e l’11 servono per gli eventuali giocatori virtuali.

Il secondo rappresenta le carte territorio, divise in 2 ere, una per turno.

Le 96 carte quadrate raffigurano, suddivisi in 4 caselle, i possibili territori e/o edifici con cui andremo a costruire la nostra città.

Il terzo, infine, contiene i 21 personaggi, ripresi graficamente dal gioco originale, che andranno all’asta assieme con i territori, 1 per turno.

 

Concludono la dotazione:

le carte riepilogo (purtroppo non in italiano),  il blocco segnapunti e i regolamenti, anche in italiano (che se vuoi, puoi scaricare qua) .

Come si gioca

Il gioco fonde le meccaniche di asta nascosta e piazzamento tessere in modo non particolarmente originale ma pulito e semplice.

Il setup è velocissimo, basta mescolare i mazzi terreno 1 e 2 e le carte personaggio e distribuite le 9 carte asta ad ogni giocatore.

Vanno poi pescate 4 (5 se siete in 5 o 6) carte terreno e una carta personaggio e disposte al centro del tavolo.

Ogni giocatore sceglie in segreto una carta asta dalla propria mano che viene poi rivelata simultaneamente.

A partire da colui che ha giocato la carta dal valore più alto e proseguendo in ordine discendente ogni giocatore sceglie una carta tra le 4 terreno e il personaggio.

Intrigante il sistema di spezzare la parità, vince chi ha il proprio simbolo posto più in alto nel retro della carta personaggio in cima al mazzo (retro che ovviamente varia di carta in carta).

Le carte terreno che prendi vanno piazzate davanti a te a formare una griglia di massimo 8×8 lotti (ogni carta ne contiene 4), facendo in modo che ogni carta sia collegata almeno da un lato ad un altro lotto, senza poterle ruotare.

Si possono piazzare le nuove carte in modo che coprano lotti di terreno vuoti o alcune particolari strutture.

L’obbiettivo nel piazzare le carte è cercare di ottenere il massimo beneficio dai nuovi terreni o edifici e da quelli già presenti in città; ad esempio le miniere danno più punti per ogni montagna vicina, i saloon per ogni casa, in maniera abbastanza logica e leggibile.

In alternativa alla carta terreno puoi, se ancora disponibile, prendere il personaggio pescato in quel turno, ognuno di essi ha un potere speciale che può darti punti aggiuntivi o abilità da usare una volta per era o per partita.

I poteri sono rappresentati sulle carte personaggio solo da simboli, rendendo il gioco completamente indipendente dalla lingua, ma difettando un po’ in leggibilità, le prime volte si deve ricorrere spesso al manuale per interpretarli correttamente.

Finite le prime 9 aste (e quindi le carte in mano), si riprendono le carte asta e si pescano i nuovi terreni dal mazzo dell’era 2, per altre 9 aste al termine delle quali la partita finisce.

Si passa quindi al conteggio dei punti e, come spesso accade, quando un gioco ha bisogno di un foglio di riepilogo segnapunti, qui viene la parte dolente del gioco, il conteggio, soprattutto nelle prime partite, non è semplice e veloce, i modi di far punti sono molti, legati ai molti tipi di terreno e edifici presenti.

Risulta molto difficile, a colpo d’occhio, guardando le città dei vari giocatori, capire chi è in vantaggio, rendendo nella fase delle aste importante solo la valutazione della propria città senza poter giocare a tentar di dar fastidio agli avversari, facendo risultare l’interazione formalmente assente (esclusa l’asta ovviamente).

Si fa sentire anche l’alea dovuta all’estrazione casuale delle carte terreno, tenersi le carte alte per gli ultimi giri può risultare inutile se poi vengono pescate carte poco interessanti.

Il gioco è fruibile da 2 a 6 giocatori senza particolari variazioni nella durata visto che il turno è unico e si gioca assieme, giocando in 2 o 3 però è necessario usare dei giocatori virtuali, per portare il conteggio a 4, con una meccanica comunque semplice e funzionale.

Conclusioni

Carson city the card game risulta essere una piacevole riproposizione delle tematiche del titolo originale, reso più snello e veloce da spiegare e da giocare.

Le 2 semplici meccaniche, seppur di certo non innovative, (il gioco mi ricorda Hokkaido per citarne solo uno) girano piacevoli e i turni di gioco scorrono fluidi, intriganti sia nella fase d’asta nascosta, che nel piazzamento del terreno considerando anche la possibilità di sovrapporre alcuni lotti.

La grafica riciclata dal predecessore risulta forse un po’ datata ma  funzionale e la qualità delle carte è buona.

La scatola seppur piccola poteva essere ristretta ancora per renderlo ancor più portatile.

Insomma, se vi piace il genere di gioco e amate il far west è di sicuro un titolo valido ma non privo sul mercato di alternative altrettanto convincenti con setting diversi.

Carson City

7

VOTO

7.0/10

Pros

  • Meccaniche semplici ma intriganti
  • Veloce
  • Piccolo (ma con una scatola sovradimensionata)

Cons

  • Conteggio punti non immediato
  • Nessuna particolare innovazione

Commenti


immagine-profilo

Cristian "Papà Nerd" Busato

Sono un papà del ’73, appassionato fin da piccolo di tutto ciò che oggi si definisce cultura Nerd, fumetti, videogiochi, serie tv, cinema e ovviamente giochi da tavolo. La passione per i boardgame è cominciata molti anni fa, come molti di noi partendo dal Monopoli e Risiko, per poi scoprire durante l’università il mondo dei giochi alla tedesca e i gdr. Perso il gruppo di amici giocatori, la passione si era raffreddata per qualche anno per poi riesplodere recentemente, ritrovando un modo fantastico per riunire prima la famiglia e poi i vecchi amici attorno allo stesso tavolo. Oggi trascorro serate bellissime con moglie e figli giocando a Pandemic Legacy oppure con birra, amici e Nome In Codice. Buon Gioco a tutti.

I commenti sono chiusi.