Keyforge: giocarlo bene , giocarlo male.

A poco più di 2 settimane dal suo debutto, volevo condividere con voi alcune riflessioni sull’approccio da avere a questo gioco.

KeyForge è sicuramente il titolo del momento, i numeri parlano chiaro 184216 mazzi registrati sull’applicazione ufficiale (al 28/11), una community in continua crescita e attivissima e la ricerca disperata di mazzi e starter set andati esauriti un po’ ovunque ci danno l’idea di che fenomeno sia diventata, in pochi giorni, la nuova creatura di Richard Garfield.

E proprio dalle parole del suo autore, che trovate nel regolamento volevo cominciare la mia riflessione:

“Ai tempi dei primi giochi di carte esistevano molte modalità di gioco e alcune delle mie preferite scomparvero col passare del tempo. Tra queste c’erano i mazzi sealed e le partite di lega; entrambe erano difficili da gestire perché le carte tendevano a perdersi nella propria collezione. Inoltre, i giocatori potevano giocare soltanto con i loro amici più fidati, in quanto era facile barare migliorando il proprio mazzo di nascosto. Mi sono spesso chiesto come riuscire a recuperare almeno in parte l’emozione di quelle modalità di gioco, caratterizzate da strumenti che non erano universali. Ogni giocatore era in possesso di certi tesori che l’altro giocatore non aveva, ma aveva anche carte meno potenti che dovevano essere usate in modi ingegnosi per essere sfruttate al massimo del loro valore. Il mazzo sealed o league di un giocatore non era mai perfetto… ma era unico, e richiedeva una grande abilità per essere sfruttato a dovere.”

Leggete e rileggete queste parole perché in esse troviamo la scintilla che ha portato alla creazione di questo gioco e ci troviamo anche lo spirito col quale questo gioco va approcciato e giocato.

Quando a metà degli anni ’90 cominciai a giocare a Magic, l’emozione nel giocare, nello sbustare e nello scoprire le carte del mio avversario  erano una parte preponderante dell’esperienza di gioco, considerate che internet era ancora lontana dal diffondersi e le uniche informazioni le si scopriva o attraverso il negoziante o l’avversario. Termini come meta, control, agro etc erano lontani dal diventare di uso comune tra i giocatori.

La vendita di carte singole non esisteva, ognuno giocava con quel che aveva, questo spirito che si è poi perso nel tempo è quello che l’autore ha cercato di ricreare 25 anni dopo.

Voi che state leggendo vi dividete in 2 categorie: giocatori di Magic e non giocatori di Magic.

Agli appartenenti alla prima categoria mi sento di dare un consiglio, se vi siete interessati a KeyForge cercando un nuovo Magic avete sbagliato direzione, questo gioco per volontà del suo autore vuole e riesce ad essere molto lontano dal suo illustre predecessore, le meccaniche e la filosofia che ci stanno dietro niente hanno a che fare Magic, ma se saprete guardare a questo titolo con occhi vergini troverete qualcosa di nuovo che probabilmente vi stupirà.

Le community di KeyForge sono state subito invase da persone che chiedevano se il loro mazzo fosse più o meno buono, altre che godevano o piangevano perché avevano più o meno carte rare, altre che cercavano valutazioni economiche al loro mazzo.

Tutti comportamenti, a mio avviso, completamente errati che si rifanno alla visione sbagliata che danno a questo gioco.

Provo a spiegare il mio punto di vista:

Partiamo dalla rarità delle carte: anche su questa cosa Garfield ha avuto un approccio completamente diverso dai vecchi modelli, le carte più forti sono le carte comuni; sì, è così, fatevene una ragione.
Le carte più rare sono di certo utili ma spesso richiedono sinergie complesse, il mio mazzo che riesco a far girare meglio ha solo 3 rare.

Valutare un mazzo, senza averlo giocato e senza conoscere quello dell’avversario, è, ad oggi, impossibile, tutto il resto è fantasia, probabilmente andando avanti scopriremo che effettivamente alcune combinazioni di carte sono particolarmente facili (e non uso forti volutamente) da giocare ma finché non si avranno risultati da tornei ufficiali e statistiche precise parliamo di fantaKeyforge.

Lasciate perdere la ricerca dei cavalieri o dei Maestri, prendete il vostro mazzo e giocateci, giocateci tanto e solo allora se non vi diverte prendetene un altro e riprovate.

Veniamo ora al giocarlo bene:

A mio avviso la modalità più interessante e divertente per giocare a KeyForge è al meglio delle tre partite, scambiandosi i mazzi dopo la prima e in caso di parità giocandosi la scelta del mazzo per la ”bella” all’asta con i vincoli.

Immagino già qualche giocatore sbiancare alla sola idea di dover far giocare l’avversario col proprio mazzo, ma sempre per una visione sbagliata; non è il tuo mazzo non l’hai costruito tu, pensalo solo come un componente del gioco, se giochi a 7 wonders non ti da fastidio passare le carte al tuo vicino. Il contenuto del mazzo non sarà più così importante ma a vincere sarà chi gioca meglio, chi usa le meccaniche e le carte che si trova a suo favore e che saprà eventualmente gestire l’asta finale al meglio facendola diventare così parte integrante e divertente del meccanismo del gioco.

Il meccanismo dei vincoli è incredibilmente semplice ed elegante e cosa più importante, funziona.

Provateci e poi discutiamone.

Chiudo questo mio sproloquio con alcuni veloci consigli su come sfruttare al meglio il mazzo che avete tra le mani:

KeyForge è una corsa contro il tempo, tenetelo sempre a mente

Non aspettate per forza il momento migliore possibile per giocare una carta, spesso il momento migliore è il prima possibile magari accontentandosi di un effetto non completo.

Pescare è vitale quindi non abbiate paura di scartare.

Preparate il rush finale per vincere la partita ma attenti probabilmente il vostro avversario sta facendo lo stesso

Le creature sono vitali, sfruttatele e ponete attenzione a quelle del vostro avversario in particolare se generano sinergie.

Giocate

Divertitevi

E adesso, se vi ho convinto, potete regalarmi il vostro mazzo con i 4 cavalieri 🙂

Vi aspetto sul crogiolo!

Buon gioco a tutti

Vi ricordo che potete acquistare Keyforge nel nostro store online preferito Magicmerchant.it

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Cristian "Papà Nerd" Busato

Sono un papà del ’73, appassionato fin da piccolo di tutto ciò che oggi si definisce cultura Nerd, fumetti, videogiochi, serie tv, cinema e ovviamente giochi da tavolo. La passione per i boardgame è cominciata molti anni fa, come molti di noi partendo dal Monopoli e Risiko, per poi scoprire durante l’università il mondo dei giochi alla tedesca e i gdr. Perso il gruppo di amici giocatori, la passione si era raffreddata per qualche anno per poi riesplodere recentemente, ritrovando un modo fantastico per riunire prima la famiglia e poi i vecchi amici attorno allo stesso tavolo. Oggi trascorro serate bellissime con moglie e figli giocando a Pandemic Legacy oppure con birra, amici e Nome In Codice. Buon Gioco a tutti.

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