Dungeon Drop: Pronti a lanciarvi all’interno del Dungeon?

Tanto semplice quanto appassionante, questo piccolo gioco potrebbe riuscire a sorprendervi!

Dei piccoli cubi di legno e plastica a cui sono state date delle regole. Così potremmo definire Dungeon Drop, gioco da tavolo competitivo, da 1 a 4 giocatori, finanziato tramite una campagna Kickstarter effettuata durante la scorsa estate.

La scatola di gioco e le grafiche di copertina, con linee molto morbide e colori accesi, fanno pensare ad un giochino per bambini senza molte idee, ma la realtà è ben differente: stiamo parlando di un filler, è vero, ma con una sua identità ben caratterizzata e che può offrire davvero molto.

Partiamo dai componenti che troverete all’interno della scatola. Da una parte abbiamo un mazzo di carte quadrate che, pescate casualmente ad inizio partita, vi diranno la razza del vostro eroe, la classe e infine la quest, ovvero come conteggiare i punti a fine partita. Dall’altra parte, invece, abbiamo una moltitudine di cubetti colorati di svariate e differenti tipologie. In primo luogo i cubetti sono suddivisi in base alla grandezza, essendoci quelli piccoli, quelli grandi e un solo cubetto “enorme” (di nome, ma non di fatto) che rappresenta un fortissimo dragone.

 

Ma allora, cosa è che rende sorprendente Dungeon Drop? Che si tratta di un dungeon crawler, ma senza nessuna tessera per generare il dungeon. Quest’ultimo infatti viene generato prendendo in mano tutti i cubetti piccoli presenti nella scatola e lasciandoli cadere sul tavolo da un’altezza prestabilita (tra i 6 e gli 8 pollici). Fatto: i cubetti sparsi alla rinfusa sul vostro tavolo rappresentano il dungeon che dovrete esplorare durante la partita!

Sicuramente questo lascia molto spazio all’immaginazione, ma permette di strutturare delle regole con potenzialità pressoché infinite.

 

La partita si gioca a turni, partendo dal primo giocatore in ordine di iniziativa (in base all’eroe che vi è capitato). Durante il vostro turno, come prima cosa, amplierete il dungeon. Infatti i cubetti grandi non sono stati gettati subito sul tavolo, ma vengono gradualmente fatti cadere durante i vari turni dei giocatori, rischiando di mescolare ogni volta i cubetti già presenti sul tavolo e aggiungendone di nuovi. Poi, a questo punto, dovrete selezionare tre “pilastri”, ovvero dei cubetti grigi, e formare così una “stanza” triangolare, prendendo tutti i cubi presenti all’interno del triangolo formato. Ovviamente ci sono delle regole ben precise con cui poter selezionare questi cubetti, ad esempio non è possibile formare un triangolo che contenga un altro pilastro al suo interno.

I cubi che potreste prendere nella stanza sono positivi, come oro o gemme (il cui punteggio varia in base alla quest che vi è stata assegnata ad inizio partita), o negativi (cioè nemici), che vi toglieranno punti vita. Meno punti vita avrete e più saranno limitate le vostre possibilità di azione.

Oltre a questo ci sono delle abilità speciali tipiche di ogni personaggio che potrete attivare durante il vostro turno.

 

La partita continua per tre round e infine si conteggiano i punti (cioè i cubetti) raccolti. Si può facilmente capire come la durata di una partita sia notevolmente limitata, arrivando difficilmente ai venti-trenta minuti.

Non è certo finita qua: oltre a questa semplice struttura di base, c’è un mondo intero di modalità aggiuntive, come la possibilità di “puntare” sulla mossa che faranno i vostri avversari o di fare il draft dell’eroe all’inizio della partita. Prima tra tutte c’è la modalità in Solitario, che rappresenta un gioco a sé stante (per dare un’idea: può arrivare a durare tranquillamente più di un’ora). In questa modalità vi getterete nel dungeon con il vostro eroe e dovrete sopravvivere livello dopo livello, raggiungendo le scale di un piano fino ad arrivare al successivo. Via via che vi addentrerete nel dungeon la vita diventerà sempre più difficile e sopravvivere sarà tutt’altro che un gioco da ragazzi.

 

Tirando le somme: Dungeon Drop è un gioco dalle possibilità pressoché infinite, ottimo da poter essere giocato anche in solitario, ma che appartiene ad un genere decisamente astratto che deve essere apprezzato soggettivamente. La grafica meravigliosa e i componenti molto ben fatti potrebbero non bastare a farvelo piacere se non rientra nei vostri gusti. 

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