Recensioni accanto al camino: “La Guerra della Rosa Nera”

Magia, mistero e Italia: come si collegano queste tre cose? “La Guerra della Rosa Nera” è qui per rispondere alla vostra curiosità!

 

Scritto da Marco Olivieri, “La Guerra della Rosa Nera” è il primo volume di una saga fantasy pubblicata da Myth Press, in collaborazione con la Ludus Magnus Studio.

La saga si apre con uno squarcio su una Torino rinascimentale dove una giovane ragazzina di undici anni, Irene, e sua madre si apprestano a iniziare la loro nuova vita come governante e apprendista presso la magione di alcuni signori locali. Irene viene subito descritta come una ragazzina sveglia, che spesso e volentieri si caccia nei guai pur di soddisfare la sua curiosità. E sarà proprio la sua curiosità a stravolgerle completamente la vita: ascoltando quelle che sembrano le farneticazioni di un vecchio ubriacone che lavora presso la residenza dove vive con sua madre, Irene, una notte, decide di arrampicarsi su un vecchio campanile per svelarne il mistero. Ma ben presto le cose prenderanno una svolta decisamente inaspettata: si troverà, infatti, coinvolta nelle vicende della Loggia della Rosa Nera, una congregazione di maghi dalle nebulose origini, temuta da tutti gli studiosi e praticanti della magia per il potere distruttivo e oscuro che la caratterizza. Viene rappresentata da quattro misteriose figure, le cui storie formano il punto cardine dell’intero romanzo: Nero, un nobile romano, Rebecca, di cui non si conosce il passato, Tessa, una femmina di fauno abitante dei boschi del Centro Italia, e Jafar, un divinatore arabo.

La narrazione segue le avventure dei quattro protagonisti in parallelo, dedicando un capitolo per volta ad ogni singolo personaggio: vi sembrerà di essere davanti a quattro porte che vi apriranno la strada per quattro scenari distinti, i quali, seppur risalenti ad episodi antecedenti le vicende della piccola Irene, sono intrinsecamente legati tra loro. Il vostro compito, da lettori, sarà quello di sbriciare nel passato di ogni personaggio, per scoprirne la storia e capire cosa ha portato ognuno di loro a essere membro attivo delle vicende della Loggia.

Sebbene l’autore si sia lasciato ispirare dai giochi da tavolo “Black Rose Wars” e “Nova Aetas”, non bisogna essere esperti dell’argomento per poter apprezzare il racconto: la lettura, infatti, è fruibile anche dai novizi, e, grazie alla scorrevolezza della narrazione, permette di viaggiare con la fantasia, partendo dall’Italia fino al palazzo del sultano di Costantinopoli, immedesimandosi facilmente nei personaggi e prendendo parte alle loro vicende.

Il linguaggio scelto è semplice, nonostante l’ambientazione proposta sia quella del XVI secolo: non bisogna, dunque, scervellarsi per cercare di comprendere un italiano forbito e ormai desueto. Le scene d’azione vengono descritte in maniera dinamica, trasmettendo l’idea dell’istantaneità e della velocità di ciò che avviene.

Purtroppo, o per fortuna, il segreto della Loggia della Rosa Nera non viene svelato: infatti, il romanzo si conclude con ancora pochi elementi utili alla soluzione del mistero che avvolge la congrega, forse un pelo troppo pochi: qualche dettaglio in più non sarebbe stato di troppo; pertanto, attendiamo con curiosità crescente il secondo volume, in cui (si spera!), ci verrà dato qualche indizio in più e ci verrà svelato il destino della piccola Irene.

Personalmente, ho trovato la lettura molto avvincente: mi sono facilmente affezionata ad alcuni personaggi, iniziando parallelamente a nutrire qualche sospetto nei confronti di altri. È stata una piacevole via di fuga, mi ha permesso di rivedere con la mente luoghi a me familiari e stuzzicare la mia curiosità con luoghi sconosciuti e di cui vorrei sapere di più. La cosa che più mi ha colpito del romanzo è stato il fatto che, nonostante i protagonisti siano dotati di poteri, anche se in modi diversi sono tutti estremamente umani: mi hanno fatto percepire la loro fragilità, le loro paure, i loro dolori e la loro determinazione, non in modo inarrivabile, come quando si parla di un supereroe, ma in un modo assolutamente comprensibile. Questo mi ha permesso di immedesimarmi soprattutto in alcuni di loro, sentendomi chiamata in causa quasi in prima persona: sono riusciti a trasmettere la grinta e la determinazione per cui lottano, nonostante le informazioni in nostro possesso siano poche rispetto a quello che verrà divulgato nei prossimi libri. L’autore ha saputo giocare molto bene con i cambi di scenario, interrompendo i capitoli al punto giusto, spesso lasciandoti con la curiosità per quello che sarebbe successo dopo: finendo un capitolo, vuoi sapere cosa succede e giri pagina con estrema curiosità, per poi ricordarti che eri curiosa di sapere come sarebbero andate avanti anche le vicende degli altri personaggi. Insomma, non mi sono mai annoiata, anzi: finito un capitolo non vedevo l’ora di leggere il successivo! Infine, ho apprezzato l’ambientazione nostrana: è raro trovare un romanzo fantasy ambientato nella nostra bella terra e purtroppo la diamo quasi per scontata; leggiamo di turisti che ne rimangono entusiasti ma noi, vivendola quotidianamente, forse non sappiamo più apprezzarla come dovremmo, né sappiamo osservarla con il giusto sguardo: grazie a questo romanzo, mi sono sentita una “turista” nella mia stessa terra, e ho avuto modo di guardare paesaggi abituali con un occhio nuovo e curioso, seppur grazie al filtro della mente e della fantasia; in altre parole, mi ha fatto riscoprire una parte dell’Italia in un momento in cui non mi è concesso vederla, se non tramite fotografie e video.

Il libro è disponibile in versione Ebook su Amazon,

e sul sito di Myth Press, al link: https://shop.mythpress.eu/home/26-la-guerra-della-rosa-nera-ebook.html.

La versione cartacea, invece, si può preordinare sul sito https://bit.ly/bookmp-grnvol1!

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Miriam Policastro

Nata e cresciuta in una famiglia di giocatori di D&D, i giochi da tavolo e di ruolo, i fumetti e il fantasy l’hanno sempre appassionata: insomma, una nerd patentata. Crescendo, questa passione l’ha spinta a conoscere persone che condividessero la sua passione e a trasmetterla ad altri: si affilia, così, all'associazione ludica “ La Gilda del Grifone” e a all'associazione culturale “Sentieri Tolkieniani”. E se l’uomo non smette di giocare perché invecchia ma invecchia perché smette di giocare, allora lei vuole essere un’eterna bambina.

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