Recensione Reykholt: mostre di ortaggi e nessuno da sfamare, dall’orticello di Rosenberg

In Islanda a far bella mostra dei propri ortaggi.

Il gioco di cui vi parlerò oggi è Reykholt, gioco per 1-4 giocatori ideato da Uwe Rosenberg, edito da Frosted Games e distribuito in Italia dalla Raven Distribution, è stato presentato a Essen 2018 a poi successivamente a Lucca.

Vorrei spendere qualche parola per l’autore. Uwe Rosenberg è un quasi cinquantenne tedesco famosissimo per la creazione del gioco di carte Bonanza e Agricola, gioco che scalzò Puerto Rico dalle vette della classifica su Boardgamegeek. I suoi giochi sono perfettamente studiati e con un gameplay davvero elegante. Non conosco giocatore da tavolo che non si sia mai posto la domanda “Meglio Agricola o Caverna?”, altro capolavoro dell’autore. Tra i tanti giochi di Rosenberg annoveriamo anche: Le Havre, Alle porte di Loyang, Patchwork Festa per Odino, Cottage Garden. Il target di gioco dell’autore è variegato, i giochi non sono mai molto lunghi e tediosi da spiegare, ma molto profondi. La sua bravura gli ha fatto creare dei veri e propri capolavori ludici ed è uno degli autori più amati e seguiti dagli amanti dei giochi “german”.

Rosenberg ha sicuramente una passione sviscerata per la frutta e la verdura e per i climi nordici, non c’è dubbio. Questa è la volta dell’Islanda per piantare verdure (niente allevamento stavolta) e a farne bella mostra sulle tavole delle fiere.

Si presenta come un piazzamento lavoratori: se ne hanno a disposizione 3 per svolgere ad ogni turno una delle sedici azioni al primo che vi approda. Le azioni serviranno a collezionare vegetali per effettuare le “mostre” che altro non sono che tavoli che corrono lungo un tracciato attorno al tabellone. Per accedere ai vari tavoli bisognerà scartare in modo crescente gli ortaggi collezionati e vincerà chi alla fine dei 7 turni si trova più avanti.

Il gioco è semplice e lineare, ma con sedici caselle azione da studiare al primo approccio al gioco. È un gioco veloce, ma non banale e che ti costringe a profonde riflessioni tattiche. La bellezza dei componenti rendono il gioco ancora più fluido e anche gli amanti dell’estetica rimarranno soddisfatti da questo gioco.

Nella scatola

1 plancia di gioco a due facce a seconda del numero di giocatori, 1 tessera di copertura utilizzata per coprire una parte dle tabellone in meno di 4 giocatori, 4 Responsabili (1 per ogni colore), 12 dischi dei Lavoratori (3 per ogni colore), 1 foglio di adesivi per i Lavoratori, 8 Tessere del Round che indicano lo scorrimento del gioco, 160 Beni in legno (meravigliosi e coloratissimi vegemeeple: pomodori, lattughe, funghi, carote e cavolfiori), 23 carte Serra, 5 Cassette dei Beni, 40 tessere Beni, 4 carte Riepilogative, 34 carte per la Modalità Storia (che comprendono carte Scenario, Evento e Servizi), 36 carte Servizi e 1 Regolamento.

I componenti sono ottimi, eccellente la qualità delle cassette, dei beni in legno (che sono a dir poco meravigliosi) e delle carte ben illustrate.

Gameplay

Si posiziona il tabellone al centro del tavolo scegliendo il lato a seconda del numero di giocatori e coprendo eventuali aree sempre in base al numero di partecipanti. Si suddividono le carte Serra in base al numero di lotto rappresentato sul retro, e si posiziona quelle col simbolo “?” a faccia in giù. Si sceglie un set di carte Servizio da utilizzare per la partita (ce ne sono cinque) rivelandone cinque casuali, si ordinano le tessere round in modo crescente e le si posiziona sullo spazio apposito del tabellone e infine si dispongono gli ortaggi nelle apposite cassette.

Ogni giocatore sceglie un colore (azzurro, giallo, rosa o nero) e prende tre lavoratori, un manager (che nel gioco è una bottiglia) e una carta di supporto. Chi ha comprato per ultimo un pomodoro sarà il primo giocatore.

Una partita a Reykholt dura 7 round, ognuno composto dalle seguenti quattro fasi (riassunte sulla carta supporto):

  1. Fase Lavoro. A partire dal primo giocatore ognuno piazza un proprio lavoratore in uno spazio azione libero, eseguendo immediatamente l’azione indicata. Una importante restrizione sull’azione da scegliere e che non ci si può mettere 2 volte su un’azione di una colonna marcata con una bandierina. Inoltre per posizionarsi su una casella, si deve poter svolgere l’azione (o una delle due in caso ci fosse una &). Le azioni a disposizione nella fase lavoro consentono di prendere serre, piantare un ortaggio in una serra (e riempiendo i rimanenti spazi utilizzando gli ortaggi dalla riserva), raccogliere ortaggi (uno o più volte a seconda dell’azione), pescare varie risorse, acquisire carte servizio, condividere la carta servizio col vicino, scartare carte o serre per avanzare sul tracciato turismo di uno o due tavoli a seconda dell’azione. Le carte acquisite o condivise lo saranno fino alla fine della partita; le carte possono essere condivise solo da uno dei vicini.
  2. Fase Raccolto. Ogni giocatore ottiene un ortaggio da ognuna delle proprie serre riempite, in caso di serre contenenti più tipologie (perché delle carte azione l’hanno consentito) sceglie quale raccogliere.
  3. Fase Turismo. Seguendo l’ordine indicato dal tracciato del turismo (e quindi non l’ordine di turno) è possibile far avanzare il proprio manager di tavolo in tavolo pagando i beni richiesti, tenendo conto che si può utilizzare un bonus per turno prendendo le risorse di un tavolo invece che pagarle, bonus che andrà necessariamente utilizzato nel caso si sia impossibilitati a muoversi.
  4. Fase Rientro. Si riprendono i lavoratori utilizzati, si8 passa la carta primo giocatore, si gira l’indicatore dei turni e si passa al turno successivo.

Al termine del settimo round si guarda il giocatore che ha la pedina più avanti sul tracciato e questo sarà il vincitore.

Considerazioni finali

Le regole del gioco sono molto semplici, si spiega velocemente e termina in 1 oretta. Ma pianificare le proprie mosse non è per niente banale, anche perché le azioni che si possono fare sono uniche. Le azioni con le bandiere consentono a tutti i giocatori di poter effettuare le azioni importanti in ogni colonna.

Questo è un gioco veloce e fluido, il cui obiettivo principale è quello di ottenere molti ortaggi e di ottenerli subito. Ma non è possibile ottenere tutto, per tutto il tempo, quindi è necessario una pianificazione attenta. Molto spesso infatti ti ritrovi con ortaggi sbagliati che quindi non servono nel percorso per cui hai la sensazione di non progredire e di accumulare altre risorse di cui non hai bisogno. La parte “bonus” della fase Turismo (dove invece di utilizzare la verdura dal tuo stock si prende invece dalla fornitura) è molto accurata e apre un intero mondo di scambi a base di ortaggi.

Il modo in cui le serre sono seminate è lo stesso di Alle porte di Loyang ma il gioco complessivo risulta esserne molto diverso. Alcuni giochi di Rosenberg hanno l’elemento “corsa”, come Indian Summer, ma la combinazione con il puzzle di gestione delle risorse e di collocamento dei lavoratori è abbastanza soddisfacente quando il tempismo è efficace.

Le carte speciali sono un bel tocco che aggiunge peso extra e complessità al gioco. Le carte inoltre aggiungono grande rigiocabilità visto che ci sono svariati set utilizzabili ogni volta. Le regole raccomandano il set A per la prima partita. Sono tutti carini, regalando combo divertenti, ma ancora una volta la chiave del successo è il giusto tempismo per ottenere il massimo risultato dalle carte. Rinunciare a un’azione per ottenere una carta è una grande rinuncia, per cui è davvero necessario essere in grado di farla fruttare.

I materiali sono estremamente belli, molta cura è stata riposta per la creazione delle cassette per tutti i vegimeeples in legno e un bel cartone spesso per i token. L’artwork è molto dettagliato e ha uno stile unico; i colori sono un po ‘smorzati, sembrano quelli di un raccolto autunnale nell’estremo nord, mentre la luce del giorno svanisce e le lunghe notti hanno inizio. Degna di nota è l’immagine estremamente bella sulla scatola, dai toni molto sognanti.

Il gioco inoltre prevede una modalità campagna che allunga ulteriormente la rigiocabilità e una modalità solitario (perché Uwe è sempre attento a dare possibilità ai giocatori soli di divertirisi). È un gioco che scala bene in 2 giocatori, ma il suo meglio secondo me è in 3 o 4 giocatori. Non lo ritengo un gioco introduttivo e può andare incontro alla paralisi da analisi, ma nonostante questo la sua durata è contenuta.

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Reykholt

7.5

Voto

7.5/10
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Paola Cormio

I giochi da tavolo sono una delle mie più grandi passioni da quando ho memoria. Come tutti ho appracciato i giochi da bambina con i classici Indovina chi?, Monopoly e Risiko. Poi qualche chicca passando per Inkognito e i party game più noti. Al mio trasferimento in Irlanda e successivamente in Germania si apre un panorama ludico inimmaginabile e lì nasce il mio amore per i Coloni di Catan, seguito da Carcassonne e Citadels. Da allora avrò provato centinaia di giochi alcuni dei quali hanno rapito il mio cuore, altri mi hanno indotto l'orticaria. Ma tutti hanno rafforzato la mia passione per il gioco.

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