Mechs VS Minions: tanta plastica, tanto stile e tanto tanto gioco.

Programma il tuo mech per seminare panico, distruzione e morte (anche involontariamente) in questa incredibile opera prima dei Riot Games, studio già famoso in tutto il mondo per aver creato il mondo di League of Legends.

“Sono quasi sette chili… che faccio, lascio?” – Il corriere quando vi consegnerà Mechs VS Minions.

Tutti noi che condividiamo la passione per i giochi da tavolo sappiamo che la nostra è una passione costosa. Purtroppo tra materiali, ricerca e sviluppo, illustrazioni etc… il prezzo dei nostri desideri è spesso una doccia fredda, e ci ritroviamo a destreggiarci tra le spese quotidiane, di cui non si può fare a meno, e il limare qua e là qualche euro per poterci permettere il nuovo gioco che ci fa brillare gli occhi ogni volta che andiamo su internet o passiamo  davanti alla vetrina del nostro negozio di giochi da tavolo di fiducia. Kickstarter in questo è stato, almeno per me, la spinta definitiva verso una vita di equilibrismi finanziari, spalancando le porte a calcoli economici che nemmeno il direttore della BCE sarebbe in grado di fare, pur di incastrare dentro le parche entrate mensili giochi meravigliosi che però, obiettivamente, costano quasi come un affitto di casa…

Poi, come un fulmine a ciel sereno, arriva la Riot Games, studio creatore di League of Legends, e ci fa crollare ogni certezza che avevamo in merito ai costi dei giochi da tavolo.

Mechs VS Minions, signori miei, qualcosa che si fa fatica a comprendere guardando foto e unbox video, un gioco che quando lo apri, ti illumina la faccia come la valigetta di Pulp Fiction, con la grossa differenza che in Mechs VS Minions vediamo esattamente cosa c’è dentro a questa scatola gargantuesca (con buona pace per la Kallax e per tutta l’Ikea). E quello che c’è dentro lascia senza fiato…

Sia ben chiaro, 75 euro (più spedizione) non sono pochi, e quello che conta alla fine è l’esperienza ludica, ma Mechs VS Minions ha una qualità ed un livello di produzione tali, che non si può fare a meno di chiedersi di come la Riot Games possa proporlo a quel prezzo.

Tematica

Premesso che non ho mai giocato a League of Legends, Mechs VS Minions è un gioco collaborativo per 2-4 giocatori (ma giocabile anche in solitario) di “programmazione”, che ci porterà a vestire i panni di quattro yordle (razza di umanoidi di piccole dimensioni e più o meno ferali nell’aspetto) piloti di robot, che, in ogni missione dovranno fronteggiare orde di minions per portare a termine diversi obiettivi.

Essendo un gioco con una campagna, e non volendo anticipare nulla a chi giocherà a Mechs VS Minions, posso solo dire che oltre ai minions dei titolo (miniature di piccole dimensioni e “carne da macello” alla mercè dei nostri mech), sebbene la storia non brilli per colpi di scena, ci saranno in ogni missione momenti di “allarme” che modificheranno certe dinamiche di gioco e renderanno le quest molto più dinamiche ed impreviste.

Presentazione visiva

Quando si apre la scatola di Mechs VS Minions bisogna fare attenzione a non far cascare i propri occhi, spiaccicandoli, su uno dei bellissimi vassoi di plastica customizzati che racchiudono le miniature ed i vari componenti del gioco. C’è più plastica e attenzione dei dettagli in questo gioco che in una clinica di chirurgia estetica!

Tutto quello che ci attende dentro allo scatolone di MVM è votato ad una sola cosa, farci tornare bambini. Le miniature dei personaggi sono pre-pitturate, tutto è un tripudio di plastica, colori, gemme trasparenti viola, dadi personalizzati, carte telate, anelli/ingranaggio di metallo ottonati, e poi c’è una “piccola” scatola dentro alla scatola principale che contiene una [OMISSIS] di dimensioni colossali!

Insomma, Rito Games non ha badato a spese e lo ostenta pure! Sarebbe il caso di prevedere durante la prima partita almeno 5 minuti buoni di tempo extra per rimanere davanti a tutti i componenti, schierati sul tavolo, in attonito stupore.

Regolamento

Mechs VS Minions non è un gioco particolarmente complicato, soprattutto non dall’inizio. Ogni giocatore pilota un robot e per farlo deve usare una plancia di comando, un’area di gioco in cui ci sono 6 slot e su cui è possibile giocare carte programma.

All’inizio di un round, il primo giocatore pesca cinque carte, gira la clessidra e tutti i giocatori discutono e si confrontano per decidere quale carta comando prendere per il proprio mech. Se tutto va per il verso giusto, ognuno si trova con la sua carta, pronto a metterla nella plancia di comando, ma se non si è stati abbastanza bravi/rapidi a decidere, le carte vengono rimescolate e date casualmente una ad ogni giocatore.

Quando tutti i giocatori hanno una carta (la quinta viene scartata), si procede alla fase programmazione. Si mette la nuova carta in uno slot della linea di comando, oppure la si scarta per recuperare danni/modificare l’ordine la linea di comando, ed infine, finalmente, si attivano i propri mech, che agiranno seguendo le carte comando dallo slot 1 allo slot 6, girandosi, attaccando, spingendo, calpestando, insomma, provocando caos e distruzione.

Dopo la fase giocatori c’è la fase dei minions, i quali si sposteranno seguendo le regole della missione, e poi attaccheranno tutti i giocatori nel proprio raggio di azione. I danni provocati dai minions potranno causare malfunzionamenti più o meno gravi ai robots, i quali potranno ritrovarsi con slot azione sovrascritti o a muoversi in direzioni non previste.

Terminata la fase dei minions il primo giocatore cederà la clessidra al giocatore alla sua sinistra e questi diventerà il nuovo primo giocatore, girerà la clessidra e si ricomincia dal draft.

Questo in soldoni è lo scheletro delle dinamiche di gioco, dinamiche che però subiscono modifiche (anche piuttosto importanti) quando, man mano che si procede con la storia, si sbloccano nuove carte potere, si abilita la possibilità di attivare l’overdrive e ci si trova, capitolo dopo capitolo, ad avere più possibilità di scelta e di strategia.

Esperienza al Tavolo

Sfido chiunque a non voler fare una partita a Mechs VS Minions se se lo trova apparecchiato davanti, sarebbe impossibile resistere. Il gioco scorre bene, sempre più rapidamente partita dopo partita, e quando ti trovo a creare una linea di comando inaspettatamente “super performante” non puoi smettere di fare rumorini di laser e bombe quando colpisci i minions che vengono falcidiati dal tuo potente robot.

L’unica cosa che potrebbe far storcere un po’ il naso è che c’è un rischio di “alpha player” abbastanza elevato.

Mechs VS Minions non è un gioco complicato, come ho già detto molte volte, ma richiede una capacità di visualizzazione mentale che non per tutti è immediata (prevedere come il mech si sposterà, se a sinistra o a destra, di quanto, che tipo di attacco effettuerà, dove si muoverà successivamente etc…) e si corre il rischio, io purtroppo l’ho fatto e poi ho dovuto chiedere scusa (scusami ancora Luca!) di spazientirsi se un proprio compagno ci mette “troppo tempo” a decidere cosa fare (troppo tempo poi per chi? si sta giocando, no?). Ma questo aspetto non lo vedo come una pecca del gioco, ma piuttosto come una problema del giocatore.

In conclusione

È bello, colorato, divertente, prodotto con materiali fantastici, non affatto banale, ha anche una radioguida online che permette di sentire le voci dei personaggi che recitano alcune parti dei testi delle missioni, e costa MOLTO MENO di Heroquest (scusate non ho potuto fare a meno di fare questa battuta).

Battutaccia a parte, Mechs VS Minions è un gran bel gioco che somma ad un buon gioco di programmazione cooperativo una componentistica che non credo si sia mai vista per il prezzo offerto. Un must have secondo me, anche solo per collezionismo (ma per di più è anche un’ottima esperienza ludica!) che non dovrebbe mancare in nessuna libreria di un appassionato di giochi da tavolo!

 

 


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Riccardo Riguzzi

Sono sempre stato attratto dalla creatività, che si trattasse di immagini, oggetti o mondi immaginari. Tale fascinazione mi ha portato a studiare grafica, cinema, animazione e ad appassionarmi al mondo dei giochi. Questo percorso personale mi ha sempre più convinto di come sia necessario, ai nostri giorni, ritagliarsi uno spazio ludico nella nostra vita, perché il gioco è lo strumento migliore per coltivare una mente attenta ed aperta al mondo che ci circonda.

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