I Migliori Giochi Provati al Play

Una personalissima classifica dei giochi da tavolo che mi hanno maggiormente colpito durante il Play Festival del Gioco 2019

Il più importante appuntamento ludico del 2019, Modena Play si è concluso da qualche giorno e tutti i giocatori saranno rientrati nelle proprie abitazioni frastornati, con un ricco bottino di giochi ma con un portafoglio decisamente più vuoto.

Da giocatrice appassionata ho provato all’incirca 30 giochi in 3 giorni, dalle tematiche più svariate.  I giochi interessanti erano diversi, alcuni dal peso decisamente più corposo, altri più light. Vediamo insieme la top 5 dei titoli “Pesi Forti” e dei “Pesi medi/leggeri” che ho trovato più interessanti.

Hit 5 giochi “Pesi forti”

  1. Black out Hong Kong

Gioco dal tema fosco e apocalittico ideato da Alexander Pfister, creatore di diversi titoli interessanti, quali Port Royal, Oh my goods, Mombasa e il conosciutissimo Great Western Trail, e localizzato in Italia da Cranio Creations (che quest’anno ha fatto decisamente le cose in grande, in concomitanza con i dieci anni di attività, mettendo a disposizione dei giocatori un centinaio di tavoli suddivisi in due stand). Hong Kong è in preda al caos, colpita da un improvviso blackout. Il governo non sembra essere in grado di mantenere l’ordine sociale, e la città è pronta per essere conquistata. I giocatori devono gestire il proprio mazzo di carte di specialisti per creare un team e mettere in sicurezza le aree della città. Il gioco è incentrato sulla gestione delle carte, con la caratteristica che le carte obiettivo soddisfatte diventano sono utilizzabili come carte azione o come bonus; a questo bisogna aggiungere la gestione delle risorse che sarà decisa da un lancio di dadi e la costruzione di reti. Il peso è sicuramente da cinghiale, così come la sua durata: 150 minuti in 4 giocatori. La cosa che mi ha lasciato piuttosto perplessa è stata la grafica: buia, cupa, grigia, soffocante. Certo, rispetta il tema, ma 150 minuti in questo mondo buio possono essere davvero duri. Per gli amanti del genere però è un must.

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  1. U Boot

Gli autori sono Bartosz Pluta e Artur Salwarowski ed è edito in Italia dalla Cranio Creations. Il gioco è un cooperativo in tempo reale in cui ogni giocatore ha un ruolo alla guida di un sottomarino tedesco che sfida le fredde acque oceaniche per dare la caccia alle navi da carico inglesi da affondare. Chi mi conosce sa che i cooperativi non sono il mio genere, ma U-Boot si presenta come un vero e proprio simulatore di sottomarini (sfruttando un’app), che mescola elementi da tavolo e da videogame: fortemente cooperativo, complesso e immersivo.

La scatola è grandissima così come la riproduzione del sottomarino, la quantità di gettoni, il numero di plance, le opzioni, le regole da tenere a mente, il manuale. Insomma, un giocone a tutti gli effetti. Il grande problema dei collaborativi è il ruolo dell’alpha player che io ritengo che in questo caso sia mitigato dal fatto che esiste proprio un ruolo che ne riconosce le sue funzioni: il capitano. Ma si sa, un bravo capo non deve essere autoritario, ma autorevole e per il successo delle missioni presterà ascolto ai suoi uomini, prima di imporre i suoi comandi. Gioco che mi è piaciuto davvero e che consiglio a tutti i fan del genere.

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  1. Underwater cities

Underwater cities, di Vladimir Suchý, ospite della fiera e presente allo stand della MS Edizioni, è un peso medio alto, quindi sicuramente non molto adatto a giocatori poco esperti. La specie umana sta puntando alla colonizzazione spaziale, ma parallelamente alla corsa allo spazio gli scienziati sono alla ricerca di nuove aree del pianeta da rendere abitabili. La soluzione è lo sfruttamento delle profondità marine, in cui i giocatori saranno chiamati ad erigere le proprie città. Il gioco è un piazzamento carte abbastanza impegnativo (parliamo di circa mezz’ora a giocatore), che è stato chiaramente inspirato a Terraforming Mars. La vera genialata da parte dell’autore è la possibilità di scegliere gli spazi azione attivabili nella plancia principale e la scelta delle carte che si hanno in mano. La meccanica sfrutta l’utilizzo di carte che permettono di attivare combo nell’ordine desiderato per ottenere punti o risorse. L’aspetto del gioco è molto gradevole, i materiali sono molto buoni e le cupolette in plastica (trasparenti o rosse) sono davvero molto belle e fanno molta scena sulla plancetta personale. Davvero un must, per gli amanti delle combo.

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  1. Raiders of the North Sea

Raiders of the North Sea è stato ideato da Shem Phillips e portato in Italia dalla Ghenos Games. Shem è l’ideatore del gioco Architetti ed è un momento particolarmente prolifico per l’autore. Ambientato negli anni centrali dell’Era dei Vichinghi. Come guerrieri Vichinghi, i giocatori cercano di impressionare il Capo saccheggiando gli insediamenti vicini. Questo gioco si trova al secondo posto solo perché non lo reputo una vera novità, in quanto l’ho giocato quando è uscito su kickstarter, ma è decisamente un gioco dalle meccaniche estremamente interessanti. La meccanica di piazzamento lavoratori distingue questo gioco da tutti gli altri della categoria: alcuni edifici richiedono lavoratori di un determinato colore e per questo i meeple di determinati colori risultano più o meno efficienti per alcuni edifici. Questo va tenuto ben presente al momento della seconda azione, perché il lavoratore preso sarà quello da piazzare al prossimo turno. La grafica è oltre che bella estremamente chiara, i materiali sono a dir poco suntuosi: le monete in metallo con le rune in rilievo sono stupende. È un titolo che non può mancare nella libreria ludica di appassionati di vichinghi, ma soprattutto di appassionati di nuove meccaniche.

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  1. Wingspan

Il vero Re di Modena, a mio modesto parere, è stato Wingspan localizzato nello stand della Ghenos Games e ideato da Elizabeth Hargrave. In questo gioco saremo ornitologi e dei veri e propri collezionisti di volatili, infatti una volta fatte nostre le diverse specie di uccelli potremo sbloccarne le diverse abilità e fare punti. Il gioco ha una meccanica che prevede la costruzione di un motore attraverso la collezione di carte che entrano in combo tra loro. In base agli esemplari raccolti, attivandoli negli appositi habitat, andremo a sbloccare tutta una serie di punti che si andranno a sommare con i punti di fine round che si basano sulle maggioranze. Il punto di forza è sicuramente la grande quantità di carte, associate ad un numero di esemplari veramente alto, ma non solo, anche l’occhio vuole la sua parte con la presenza di elementi scenografici estremamente piacevoli, tra cui vanno annoverate le bellissime uova da utilizzare in gioco. Personalmente ho trovato la grafica delle carte un po’ da “Manuale delle giovani marmotte”, ma ho apprezzato moltissimo l’intento di dare informazioni reali sulle varie specie di uccello. Questo gioco, vista la tematica anche poco battuta, è sicuramente un MUST da avere nella propria biblioteca ludica.

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Hit 5 giochi “Pesi medi/leggeri”

  1. Fuji

Fuji è un gioco collaborativo creato da Wolfgang Warsch e edito dalla Cranio Creations da 2-4 giocatori. I giocatori si metteranno nei panni di esploratori alle prese con un vulcano in eruzione. Le carte su cui ci si vuole spostare dovranno essere risolte mediante il lancio di dadi, prima che la lava possa raggiungere anche solo uno dei componenti della squadra. Per riuscire nella fuga, i giocatori dovranno coordinarsi e utilizzare carte abilità ed equipaggiamento, senza però aver modo di vedere il risultato dei lanci dei propri compagni. Il gioco è ovviamente soggetto al fattore fortuna, ma anche molto al calcolo delle probabilità e allo spirito di squadra. Un gioco che in 30-45 minuti siamo sicuri metterà in fuga dal terribile vulcano anche i più dubbiosi.

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  1. Azul Sintra

Azul Sintra è l’erede di Azul, creato dal genio di Michael Kiesling e edito dalla Ghenos Games. Dopo essere stati dei piastrellisti in Azul, si passa a interpretare i migliori mastri vetrai del mondo per adornare le finestre del Palazzo Reale di Sintra. La prima parte delle regole di Azul sono le stesse. La seconda fa in modo che il gioco cambi completamente. E forse che diventi un tantinello più complesso. Inserire infatti l’omino con il suo ruolo “blocca colonne” rende tutto un po’ più calcoloso e questo si evince soprattutto nelle partite a due. I materiali sono belli come in Azul, le regole si spiegano in un attimo, ma per dominarlo ci vuole molto impegno. Alla prima partita fatta pensavo che non mi avesse pienamente convinta, ma alla seconda partita il mio cuore è stato conquistato. Se vi piacciono gli astratti è immancabile!

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  1. Solenia

Solenia è un gioco di Sébastien Dujardin e distribuito in Italia da Asmodee. Siamo sul piccolo pianeta immaginario di Solenia. che ha un ciclo del giorno e della notte bloccato. Gli abitanti sono sparsi su tutto il pianeta, ma la metà sono abitanti del giorno e l’altra metà degli abitanti della notte. Come mercanti, dobbiamo garantire che le risorse del pianeta siano disponibili per tutte le persone. Ogni giocatore è dotato di un set di carte e ne ha in mano 3; le carte hanno un valore che va da 0 a 2 e sono dotate di un oblò che consente di guardare il territorio su cui ci si posiziona e questo consente di prendere risorse o punti. Il dirigibile su cui si trovano i giocatori si sposterà ogni volta che verrà giocata una carta di valore 0 e alla fine della partita il giocatore con più stelle dorate vince. I materiali sono molto belli e ben fatti e molto scenici. Il flusso di gioco è lineare e non presenta particolari complessità, se non un’oculata pianificazione delle proprie mosse.

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  1. Valparaiso

Luise e Stefan Malz sono gli autori i Valparaiso, edito dalla Cranio Creations. Il gioco è indipendente dalla lingua e si basa su meccaniche di pianificazione delle azioni con movimento su mappa e gestione risorse per il commercio. I giocatori lottano per incrementare lo sviluppo della loro città nei panni di influenti cittadini di Valparaíso. A tale scopo, userai i mercanti per commerciare via terra, e le tue navi per raggiungere nuovi località di commercio marittime. Il gioco si basa su un’attenta pianificazione e osservazione delle mosse degli altri giocatori. Il tabellone illustrato è molto ben fatto e tutti i materiali sono di buona fattura. I simboli delle carte sono facilmente leggibili e intuitivi.

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  1. Cryptid

Cryptid è stato creato da Hal Duncan e Ruth Veevers e edito da Playagame. Il gioco è un deduttivo per 3-5 giocatori dalla durata di poco più di mezz’ora, in cui lo scopo sarà quello di individuare la misteriosa creatura nascosta. Si sceglie una carta che stabilisce la mappa di gioco e che indicano a ogni giocatore un indizio segreto. A turno si interpellano gli avversari provando ad individuare la zona esatta in cui si nasconde la creatura. Dopo qualche turno i dubbi si dipaneranno lasciando il il posto alle certezze, e qualcuno proverà a individuare il punto esatto. Il gioco è molto semplice, ma allo stesso tempo precisa interessante sia per giocatori agli inizi, sia per giocatori più scafati. I materiali sono semplici ma molto ben fatti e sono perfettamente fruibili dai giocatori.

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Paola Cormio

I giochi da tavolo sono una delle mie più grandi passioni da quando ho memoria. Come tutti ho appracciato i giochi da bambina con i classici Indovina chi?, Monopoly e Risiko. Poi qualche chicca passando per Inkognito e i party game più noti. Al mio trasferimento in Irlanda e successivamente in Germania si apre un panorama ludico inimmaginabile e lì nasce il mio amore per i Coloni di Catan, seguito da Carcassonne e Citadels. Da allora avrò provato centinaia di giochi alcuni dei quali hanno rapito il mio cuore, altri mi hanno indotto l'orticaria. Ma tutti hanno rafforzato la mia passione per il gioco.

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