Con l’avvicinarsi del natale, riemergono dagli inferi tutte le pubblicità dei giochi da tavolo più commerciali, tra i quali si annidano quelle delle trasmissioni televisive. Se qualcuno ve li regalasse come reagireste?
Le feste si avvicinano, è passato Halloween e nell’aria già si può sentire odore di panettone e tintinnio di campanelli.
I negozi timidamente iniziano a vestirsi a festa così come i centri commerciali iniziano a riempire i loro scaffali di decorazioni, lucine, alberi di natale e giochi.
Si perchè è proprio questo il tema di questo articolo: I giochi commerciali.
Più il 25 dicembre incombe e più lo spazio dedicato a questo mondo, nei negozi, si espande, ed è così che appaiono tra di noi.
Per tutto l’anno sono relegati in un angolino sperduto, poi, dal giorno alla notte, ti ritrovi questa mastodontica pila centrale di scatole accatastate con colori sgargianti che ti ricordano la lunga lista di figli, nipoti, cugini, figli dei cugini, mogli e mariti dei fratelli della nonna del papà a cui bisogna fare il fatidico regalo di natale.
In particolare vorrei soffermarmi sui giochi che nascono da un programma televisivo.
L’eredità, Avanti un altro, caduta libera, the money drop, Grande Fratello, Masterchef, Bake off, reazione a catena e molti altri! La lista è davvero lunga.
Sono tutti programmi seguitissimi del tubo catodico che hanno una cosa in comune: una versione “in scatola” del programma.
Molti criticano i giochi cosidetti commerciali e spesso una ragione di base c’è, perchè stravolgere delle regole di un gioco televisivo, snaturarlo solo per farne una versione da inscatolare e vendere al grande pubblico?
Capisco che ci siano dei limiti, come l’eliminazione dal gioco di un giocatore, oppure l’impossibilità di riprodurre determinate cose, ma non puoi mettermi dentro 4 domande in croce, schiaffarci sopra il logo della trasmissione e poi spararmi la scatola a 40 euro.
Andiamo però sul pratico:
Masterchef
Mazzo ingredienti, due regole striminzite per sceglierli, formulare una ricetta (senza sapere con precisione se si hanno degli ingredienti base in dispensa come sale, farina, zucchero etc) votazione dei piatti e round finale.
Magari per la finale si sono inventati qualcosa di intrigante, un testa a testa avvincente? una mistery box stravagante? un piatto da inventare seguendo un tema dato dal gioco? NO, niente di tutto questo.
si pesca un’immagine di un piatto e da quell’immagine bisogna indovinare più ingredienti possibili. Stop.
Idem per Bake off, almeno se quest’ultimo ha dei materiali che sul tavolo risaltano.
La prova del cuoco: Uno dei pochi promossi.
Collezionare ingredienti pescati (casualmente o non ) o scambiati tra i giocatori per formulare ricette inventate dal giocatore o scelte da un “ricettario” per fare più punti possibili senza però spendere troppi soldi, così com’è lo spirito della trasmissione.
Passiamo ai quiz:
Caduta libera
Una botola, delle domande, gettoni che cadono invece delle persone ( e qui posso chiudere un occhio), la mancanza di scelta tra i due premi nascosti ( e qui chiudo anche il secondo occhio) e poi? Non c’è nemmeno il gioco finale, quindi rimango sia cieco che deluso.
E’ tutto un giro di domande dove vinci se quello dopo di te sbaglia.
In pratica se sei seduto vicino a quello più scarso vinci la partita. Non ci siamo!
The money drop
Gioco sostanzialmente simile a quello televisivo, nulla da dire.
Dentro la scatola ci sono quattro “botole semplici” ma funzionali, vero però che la versione inglese del gioco ha un tavolo con le botole in 3d (seppur non molto pratico) dall’impatto visivo davvero forte.
Avanti un altro
Abbastanza verosimile alla trasmissione, gioco fermo però ancora alla prima edizione, suvvia un espansione con domande nuove si poteva benissimo fare, invece di ristamparlo tale e quale. Il gioco finale c’è ma le domande sono davvero facili.
Non ho mai capito se ci credono ignoranti o stupidi.
La ruota della fortuna:
Scopo del gioco è quello di indovinare delle frasi da terza elementare. Dentro la scatola c’è pure un cartonato della valletta e ho detto tutto.
Passiamo ai reality:
Isola dei famosi:
Di questo gioco ci sono ben due versioni.
La prima non è altro che un gioco di dadi, lo giuro, lanci i dadi, attribuisci il valore al personaggio che vuoi (senza far scoprire i tuoi favoriti scritti sulla carta obbiettivo) e i gli ultimi due in fondo al tracciato delle popolarità (si avete letto bene) vanno al ballottaggio, come si decide l’eliminazione? coi dadi! manco a dirlo, gioco fuffa!
La seconda versione è leggermente migliore.
Un party game se vogliamo, ci sono dentro dei minigiochi ( molti per la verità) per determinare il capogruppo, poi attraverso delle votazioni si decide chi eliminare. Lo scopo è quello di far arrivare i propri 6 personaggi nell’esatta posizione scritta sulla carta obiettivo..Gioco non da bocciare, ma nemmeno si sente tutta questa ambientazione isolana.
Grande Fratello:
Altro party game in cui l’ambientazione ci è stata incollata sopra con lo sputo, alcuni spunti potevano essere carini ma il tutto è rovinato da un tabellone quasi inutile in stile cluedo e uno spinner (stile gioco per bimbi) per muoversi nella casa.
L’unica attenuante che posso trovare è quella: “erano gli anni 2000”.
Intrattenimento:
Forse la categoria meglio gestita nei giochi.
In francia ad esempio c’è la versione in scatola del programma stasera tutto è possibile.
Non ho mai riso così tanto come con quel gioco, è un ottimo party game.
C’è “l’Alphabody” che consiste nel scrivere una parola utilizzando il proprio corpo ( assieme ad un altro giocatore) per formare le lettere, oppure c’è la scenetta d’improvvisazione (ovviamente la famigerata stanza inclinata per motivi di spazio non poteva essere inserita nella scatola) oppure ci sono i vari mimi a catena, tutte idee che fanno passare una bella serata leggera, ah ovviamente qui in italia il gioco non esiste, speriamo che prima o poi arrivi.
Tale e quale show:
Gioco a percorso dove le persone devono imitare, cantare e disegnare cantanti famosi per avanzare di un certo numero di caselle.
La parte forse stonata è la prova che consiste nel dover indovinare ( o avvicinarsi il più possibile) all’anno di pubblicazione di una determinata canzone. Rigiocabilità non molto alta.
Le Iene:
Forse uno dei pochi a salvarsi, gioco simile al classico heimlich & co. (top secret spies) con l’ambientazione messa non a casaccio. Bella l’idea dell’intervista della iena a cui si può scegliere di mentire volutamente per non farsi scoprire, perdendo però abbastanza punti a fine partita, in linea con il programma perlomeno. Promosso!
Per concludere l’idea di trasformare un programma tv in un gioco in scatola potrebbe essere molto interessante ( vedi il gioco de I Soliti Ignoti) se fatta e progettata con criterio, mentre se lo scopo è solo vendere qualcosa con quel marchio, come la maggior parte delle volte, il risultato è deludente, vedi il gioco peggiore in assoluto: X-Factor.
Quest’ultimo è un bidone come pochi lo sanno essere, non vi spiego nemmeno il regolamento o lo scopo perchè non c’è se non quello di accumulare punti pescandoli a caso in base al lancio di un dado che sostituisce il televoto.
Con questo chiudo dicendo che non serve demonizzare i giochi commerciali, se fatti bene sono un ottimo passatempo, bisogna però saperli fare.
Ora vi lascio, vado ad intavolare la famigerata zingara di Rai Uno. LA LUNA NERA ASPETTA SOLO DI ESSERE PESCATA!
P.S Lanciamo una petizione per far tornare la zingara sui nostri schermi! #ridatecilalunanera #ridatecilazingara #lazingaraMiSpaventavaPiùDelLupoCattivo.