Giochi… a tavola 11: Il Gusto del Delitto/Pudding di Pane e Burro

“Il Gusto del Delitto” (in originale A Taste for Murder), il gioco di ruolo di Graham Walmsley per 3-6 giocatori (anche se dà il meglio di se in 4-5), tradotto ed editato in Italia grazie alla Narrattiva

Buongiorno a tutti – cari lettori di Houseofgames – e finalmente son tornato! Era da un po’ che non mi facevo sentire: state tranquilli, non mi ha rapito nessun alieno (almeno credo?) ho solo avuto vari impegni lavorativi, che mi hanno costretto sempre fuori casa. Ed ora che sono di nuovo attivo, direi di riprendere il ritmo con un nuovo articolo della personale rubrica “Giochi… a tavola”, la mia personale rubrica in cui tratto sia di un gioco, accompagnato da una pietanza o una bevanda che abbia un elemento in comune.

In questa rubrica, di solito, tratto di un gioco da tavolo; ma l’articolo di oggi, però, sarà un po’ speciale: come ho già fatto per “Lovecrafesque”, il titolo di oggi sarà un piacevolissimo GdR. Infatti, qualche settimana fa ho rigiocato ad un gioco di ruolo masterless – ovvero in cui manca il master – che ho sempre adorato, ed ho pensato di presentarvelo… Anche perché – neanche a farlo apposta – all’interno del manuale di gioco è presente anche la ricetta di cui vi parlerò!

Senza farvi attendere oltre, vi illustro subito questo titolo: signore e signori, ecco a voi “Il Gusto del Delitto” (in originale A Taste for Murder), il gioco di ruolo di Graham Walmsley per 3-6 giocatori (anche se dà il meglio di se in 4-5), tradotto ed editato in Italia grazie alla Narrattiva, famosa casa editrice che da sempre si è occupata di portare in Italia titoli non molto conosciuti e legati al mondo dei GdR; anche se – qualche tempo fa – è diventata rinomata per la pubblicazione dell’edizione italiana di Lovecraftesque, gioco di Ruolo dell’anno 2018.

Il Gusto del Delitto, il gioco (di ruolo) di oggi

Il Gusto del Delitto è ambientato nell’Inghilterra degli anni Trenta, in cui i giocatori interpreteranno degli abitanti di una casa di campagna, come il Padrone o l’Amico di Famiglia, il Maggiordomo o lo Stalliere. Durante la partita – in un susseguirsi di Scene – i personaggi interagiranno tra loro e porteranno avanti la trama, almeno fino a quando… non si compirà un delitto, che coinvolgerà uno degli abitanti della casa! Da quel momento in poi, entrerà in azione l’ispettore Cross, che dovrà indagare sul caso appena accaduto, interrogando i vari testimoni, scoprendo eventuali segreti e possibili moventi, fino all’arresto dell’assassino che si nasconde – per forza – tra le mura di casa.

Pronti ad indagare sul caso?

Prima di cominciare la partita, si dovrà recuperare un po’ di materiale, come le Schede Personaggio e tanti dadi a 6 facce, di vari colori (in particolare, sono indispensabili un dado Bianco e un Dado Nero). I materiali cartacei sono disponibili sia nel manuale di gioco, sia sul sito della Narrattiva.

  1. Distribuite a ciascun giocatore una Scheda Personaggio ed una matita;
  2. Ogni giocatore dovrà scegliere il nome, il ruolo (ex. Maggiordomo, figlio del padrone, etc…) e fornire una piccola descrizione fisica e caratteriale del proprio personaggio, trascrivendo il tutto sulla propria Scheda Personaggio;
  3. Successivamente, ogni giocatore deve inventare – mettendosi d’accordo con il resto del gruppo – la relazione con ognuno degli altri personaggi: tale relazione può essere sia positiva (“è innamorata di lui”), che neutrale o addirittura negativa (“lo odia dal più profondo del suo cuore”); l’importante è che ci sia un accordo con l’altro giocatore e che entrambi scrivano lo stesso tipo di relazione nell’apposito riquadro Relazione dell’altro personaggio;
  4. Ogni giocatore riceve sei dadi a sei facce, che dovrà piazzare a suo piacimento nei riquadri delle Relazioni: questi saranno i Dadi Influenza e rappresentano quanta Influenza possono esercitare su un determinato personaggio (ad esempio, si possono assegnare due dadi al Padrone e nessun dado al Maggiordomo e così via); in caso non abbiate dadi sufficienti, potete ovviare alla mancanza facendo scrivere il valore di Influenza sulla scheda;
  5. Collocate al centro del tavolo il foglio con le due Ruote (del Dado Nero e del Dado Bianco); quindi posizionate il Dado Bianco su “disperazione” della Ruota del Dado Bianco, mentre il Dado Nero va sulla parola “odio” della Ruota del Dado Nero;
  6. Tenete da parte e pronti per l’uso i seguenti materiali: Schede Sospettato (pari al numero di giocatori meno uno), un set di dadi a 6 facce di colore diverso (da quelli dei giocatori e non neri e/o bianchi);

Esempio di setup per quattro giocatori.

Una partita a Il Gusto del Delitto si divide in tre Atti: nel primo Atto i personaggi interagiranno e si influenzeranno a vicenda; nel secondo Atto entrerà in scena l’ispettore per indagare sull’omicidio (che avverrà in una fase speciale, tra il primo e il secondo Atto) ed infine nel terzo Atto – o Risoluzione – verrà smascherato il colpevole e si conclude la storia.

Inoltre, ogni Atto si divide in una serie di Round, ognuno nei quali si alterneranno “Scene di Gruppo” (dove sono presenti tutti i personaggi) e “Scene collaterali” (dove ruolano solo due giocatori e rappresenta la giusta occasione per “Influenzare”).

Ogni Round di gioco deve sempre cominciare con una Scena di Gruppo, nel quale si definiscono il tempo atmosferico (lanciando due dadi e seguendo una tabella) e l’occasione (ad esempio, a colazione, durante una passeggiata o giocando a croquet). Stabiliti tali punti, i giocatori entreranno uno alla volta nella scena, descrivendo il proprio personaggio e le proprie azioni, interagendo anche con gli altri.

Esempio di lancio di dadi, per determinare il tempo atmosferico del Round

Quando tutti i personaggi saranno in gioco, un giocatore – in qualsiasi momento – potrà invitare un altro personaggio in una Scena Collaterale, che dovrà avvenire in un luogo diverso da quello della Scena di Gruppo e che ancora non è stata ancora presentata (ex libreria, studio del padrone, stalla, etc…). La persona non potrà rifiutare tale invito.

Nelle Scene Collaterali – come già detto – un personaggio tenterà di esercitare la sua Influenza sul suo interlocutore. Influenzare qualcuno vuol dire “tentare di costringere qualcuno a fare qualcosa che non vuole fare”: ad esempio, il padre può costringere la figlia a sposare qualcuno, oppure la padrona può chiedere a suo marito di licenziare la cameriera (perché sospetta siano amanti) e così via. Chi influenza può chiedere all’altro qualsiasi cosa, ad eccezione di “andare via”, “uccidere qualcuno” o di “suicidarsi”; perché potrebbero escludere un giocatore e romperebbe il gioco.

Il giocatore che vuole Influenzare deve – dopo aver fatto la sua richiesta – puntare il dito verso l’altro giocatore, a sottolineare il fatto che sta tentando di Influenzare: a questo punto, la Scena collaterale viene “congelata” e si passa al lancio dei dadi, ma non prima di assegnare il Dado Bianco e/o Nero.

“Questa sera – per cena – mi preparerai il mio piatto preferito!” Con queste parole, il giocatore Paul Miller cerca di influenzare la cuoca del maniero

Infatti, all’inizio di ogni Scena, sia il Dado bianco che quello Nero saranno su una determinato elemento (es: odio) della propria Ruota. Perciò, i giocatori che non hanno giocato la Scena Collaterale decidono, di comune accordo, se i giocatori hanno interpretato ognuno dei due elementi, ricompensando il giocatore che è riuscito ad interpretare al meglio con il rispettivo dado speciale. I dadi Bianco e Nero non vanno assegnati per forza (specie se i giocatori hanno ignorato le due Ruote), ma ciò non deve essere fatto per fini strategici.

Le due Ruote dei Dadi Speciali, con il dado Bianco su “disperazione” e quello Nero su “odio”. La cuoca MariaRosaria riesce ad interpretare il sentimento d’odio che ha nei confronti del figlio del padrone: i giocatori la ricompensano con il dado Nero.

Quindi, si passa al lancio dei dadi, per determinare l’esito dell’Influenza, in questo modo:

  • I giocatori coinvolti nella Scena Collaterale lanciano tutti i dadi presenti sul riquadro Influenza dell’altro giocatore;
  • Tutti gli altri lanciano tutti i dadi presenti sul riquadro Influenza del giocatore che sta subendo l’Influenza.

Chiunque tiri il singolo risultato più alto – anche se non ha partecipato alla Scena Collaterale – può decidere l’esito dell’Influenza. In caso di pareggio tra due o più giocatori, si determina il vincitore seguendo determinati parametri (come eventuali presenze di Dadi speciali).

Tutti i giocatori lanciano i propri dadi per vedere l’esito dell’Influenza: vince il giocatore che interpreta Paul Miller, che decide che l’Influenza ha successo. Perciò, la cuoca sarà costretta a preparare il piatto preferito del padroncino.

Se l’esito dell’Influenzare è positivo, vuol dire che il personaggio Influenzato è costretto ad accettare la richiesta fatta da chi l’ha appena influenzato, interpretandolo durante nella parte finale della Scena Collaterale. Il giocatore che ha influenzato con successo ha anche un vantaggio in termini di gioco: infatti, deve prendere uno dei Dadi Influenza che l’altro giocatore aveva sul proprio personaggio e lo aggiunge – sulla sua scheda – al riquadro Influenza legato al personaggio Influenzato; in mancanza di dadi, il giocatore può prendere un dado da altri riquadri Influenza dell’influenzato (o nessun dado, se l’altro non ha dati sulla Scheda);

Oltre l’effetto sulla vicenda in atto, Paul Miller può prendere il dado che Maria Rosaria aveva su di lui ed aggiungerlo ai suoi (al riquadro Influenza della cuoca).

Invece, se l’esito dell’Influenzare è negativo, vuol dire che il personaggio Influenzato ha resistito al suo interlocutore, e quindi dovrà interpretare il suo diniego nel fare ciò che ha richiesto l’altro, sempre durante la fase finale della Scena Collaterale. In termini di gioco, invece, se il giocatore aveva dadi Influenza relativi al personaggio che ha influenzato sulla propria Scheda, deve spostare un dado su un altro riquadro Influenza di un altro personaggio (se non ne possiede, non fa nulla).

A prescindere dall’esito, entrambi i giocatori devono continuare ad interpretare – sempre ricordandosi della prova di Influenza – e terminare la Scena collaterale, per ritornare in una Scena di Gruppo. Inoltre, se sono stati assegnati i dadi speciali, chi lo ha ricevuto deve ricollocare tali dadi nella rispettiva Ruota e spostarlo di una posizione in senso orario o antiorario, rispetto alla sua posizione precedente.

Si riprende quindi con una nuova Scena di Gruppo, all’interno della quale chi ha ancora non ha Influenzato nel Round può invitare un altro giocatore in una Scena Collaterale. Il Round termina quando tutti i giocatori hanno tentato di Influenzare, a prescindere dall’esito.

Il giocatore che interpreta la cuoca – che prima ha guadagnato il Dado Nero – deve riporre il dado sull’apposita Ruota, spostandolo di uno spazio rispetto a “odio”: decide quindi di collocarlo su “doppiezza”.

Al termine del secondo Round, invece, finisce il Primo Atto: è ora di commettere l’omicidio!

Quindi, ogni giocatore scrive su un petto di carta il nome del personaggio che vuole far uccidere. Dopodiché, verrà estratto a caso uno dei biglietti: tale nome sarà la Vittima.

  • La Vittima dovrà mettere da parte la propria Scheda Personaggio (Dadi Influenza compresi) e può decidere il luogo del delitto, il momento del ritrovamento del cadavere e le modalità della sua morte; inoltre deve prendere i due dadi Detective: da questo momento, egli interpreterà l’ispettore Cross, ovvero colui che è stato mandato da Scotland Yard per indagare sull’omicidio;
  • Tutti gli altri dovranno rimuovere tutti i dadi Influenza che possedevano sul riquadro della Vittima; inoltre dovranno prendere una Scheda Sospettato ed aggiornarla con il nome della Vittima e la relazione con essa (riportata sulla propria Scheda Personaggio).

Fatto ciò, si può passare al secondo Atto, che inizierà con una scena di Gruppo nella quale verrà introdotto il personaggio dell’Ispettore, determinando luogo e tempo atmosferico come in precedenza.

Nella casa si è appena compiuto l’omicidio del sig. Frank Miller, il padrone di casa!

Similmente al Primo Atto, ma da adesso – oltre a Influenzare – è possibile anche “Investigare”: quando si investiga, si sta tentando di scoprire qualche dettaglio macabro o segreto sulla relazione tra il personaggio e la vittima, ma non su alibi o prove dell’omicidio. Quindi – sempre in una Scena Collaterale – un qualsiasi giocatore può alzare i palmi di entrambe le mani verso l’alto, per indicare che vuole Investigare sull’altro personaggio.

A questo punto, tutti i giocatori – coinvolti o meno nella scena, Ispettore compreso – tirano i dadi per l’esito (in modo analogo per l’Influenzare), più eventuali dadi Speciali (se vengono assegnati), si valutano i risultati e il vincitore sceglie l’esito dell’investigazione:

  • Se decide che l’Investigazione ha avuto successo, tutto il gruppo decide come riempire il primo riquadro della Scheda Sospettato di chi è stato investigato, cercando di inserire – man mano – dettagli sconvolgenti sulla relazione tra egli e la vittima; quindi si ritorna alla Scena Collaterale e, conclusa, alla Scena di Gruppo;
  • Se viene completata il terzo riquadro sulla Scheda Sospettato di un giocatore, tale personaggio diventerà il primo sospettato dell’omicidio e non potrà più essere investigato;
  • Se decide che l’Investigazione è fallita, non accade altro e si interpreta la conclusione della Scena Collaterale, nella quale l’Investigato non rivela nessuna informazione sul suo rapporto con la vittima;

 

La cuoca Maria Rosaria Lopresti ha appena subìto un successo di una prova di Investigare: perciò rivela che, ultimamente, il suo padrone si era fatto più “insistente”…

L’ispettore Cross si comporta come un qualsiasi altro personaggio, ad eccezione di questi punti:

  • All’inizio possiede due Dadi Influenza – che tirerà sempre in ogni tentativo di Investigare (non può mai Influenzare!) – ma ad ogni esito positivo delle proprie prove di Investigare, guadagna sempre un dado;
  • Non può essere né Investigato o Influenzato;
  • Gli altri giocatori non hanno dadi Influenza su di lui;
  • Se vuole Investigare nuovamente su un personaggio, deve aver prima Investigato tutti gli altri (sempre con la limitazione di un tentativo per Round);

L’Ispettore Cross che comincia la sua “parte”…

Dato che non esistono riquadri Influenza sull’Ispettore, spesso un personaggio non potrà fare nulla contro un tentativo di Investigare da parte sua (salvo tentare di guadagnare i Dadi Speciali), ma attraverso il “Depistaggio” è possibile ancora salvarsi.

Infatti, il giocatore che abbia vinto il tiro per l’esito di una prova di Investigare può chiedere alla persona investigata di inventarsi un Depistaggio, ovvero uno sproloquio eccessivo e melodrammatico su qualsiasi altra cosa, che distolga l’attenzione dall’omicidio. Dopo che l’investigato ha interpretato tale depistaggio, il richiedente può decidere se il Depistaggio è sufficientemente divertente o coinvolgente – premiando l’investigato con il fallimento della prova di Investigare – oppure di concedere che l’Investigazione abbia successo.

“Signor Ispettore, non mi lasciate altra scelta che farvi questa riflessione: mi sono innamorato perdutamente di voi! Non so come sia potuto accadere: sarà quella testa così rada di capelli, saranno quelle rughe sul viso, o forse la sua corporatura tozza e sgraziata, ma dal momento che l’ho vista non faccio che pensare ad altro che lei… al diavolo mio padre e tutta la famiglia: mi dica un sì e sarò la sua servizievole sposa…” Ovvero, una “strana” dichiarazione d’amore, ma un perfetto esempio di Depistaggio.

Si continuano a giocare Round – che terminano quando tutti i giocatori hanno tentato almeno una volta di Influenzare/Investigare – finché non verranno rivelati almeno due principali sospettati (quindi con i tre riquadri completati sulla Scheda Sospettato). Quindi, si passa alla Conclusione, in cui verrà rivelato l’assassino tra quei due unici sospettati.

Per prima cosa, ogni Sospettato avrà la possibilità di difendersi in una Scena dedicata, che gli servirà per guadagnare eventuali Dadi Speciali. Una volta fatto ciò, si procede con il lancio dei dadi:

  • Ogni Sospettato tira la sua Influenza sull’altro Sospettato;
  • L’Ispettore Cross tira i propri Dadi Detective;
  • Gli altri giocatori tirano la propria Influenza sul Sospettato su cui hanno più dadi.

Il vincitore di questo lancio, può decidere chi è l’assassino tra i due Sospettati (in caso di pareggio, si determina il vincitore seguendo determinati parametri): si gioca quindi l’ultima Scena di Gruppo, in cui l’assassino verrà arrestato con lo stupore di tutti i presenti.

Siamo alla resa dei conti i due Sospettati, dopo aver tentato di difendersi, lanciano i dadi e la sorte ha voluto che la cuoca Maria Rosaria Lopresti scegliesse il colpevole… beh, non serve che dica altro: che dolce, dolce, vendetta…

Il Gusto del Delitto è stato – in assoluto – il mio primo Gdr masterless: avevo solo provato i GdR più classici (D&D e Il Richiamo di Cthulhu) e non ricordo se già avevo iniziato con i Larp, ma questo titolo ha cambiato la mia visione dei Giochi di Ruolo in generale; convinto che per fare una bella partita di ruolo non bastasse una sola giornata. Anche adesso – dopo qualche anno e un po’ più di esperienza in titoli simili – le mie impressioni su Il Gusto del Delitto restano ottime: un sistema di regole semplici – anche se non immediate durante il primo studio – con una Scheda personaggio in un’unica facciata e la presenza del dado molto scarna; permettendo così all’interpretazione di essere il vero fulcro del gioco. Vi consiglio, durante la partita, di assumere un approccio lontano dal “voler vincere a tutti i costi”: lasciate, invece, che sia la narrazione a coinvolgervi nelle sue spire e – anche se doveste scoprirvi nell’assassino – avrete la soddisfazione di aver realizzato un grande classico giallo.

 

Una partita a “Il Gusto del Delitto” in pieno atto…

Come già accennato all’inizio di questo articolo, Il Gusto del Delitto è ambientato nell’Inghilterra del 1930, anche se si tratta di un 1930 piuttosto idealistico, quasi privo di riferimenti storici o economici: il tipico ambiente che si respira nei gialli investigativi di stampo inglese. Nonostante tale premessa, Il Gusto del Delitto offre un capitolo in cui vengono descritti gli usi ed i costumi di quegli anni, che possono offrire spunti durante le partite: ad esempio, sono descritti i vari personaggi che si possono trovare in una casa di campagna, dal Padrone fino all’ultimo dei Valletti; oppure viene descritta la giornata tipo di un Servitore ed ancora l’etichetta a tavola e tanto altro. Accanto a questo, è presente anche un paragrafo che raccoglie alcuni cibi e bevande di quei tempi e su come prepararli: tra le varie ricette, io ho scelto quella del “Pudding di pane e burro”, che ho cercato di seguire fedelmente, annotandomi solamente le quantità degli ingredienti.

Ecco un pudding di pane appena sfornato…

Il pudding di pane e burro nasce – come alcune ricette di quei tempi – per non sprecare gli avanzi di cibo, come il pane. Ecco come prepararlo:

  1. Prendete il pane raffermo – preferibilmente le pagnotte – e tagliatelo a fette;
  2. Imburrate per bene tali fette, dopodichè tagliatele di nuovo a cubetti;
  3. Prendete una teglia da forno (io ho usato rettangolare 30x22x5) e formate un primo strato con i cubetti di pane, che fungerà da base al dolce;
  4. Terminato il primo strato, distribuitevi sopra un po’ di uvetta e di canditi a vostro piacere (potete anche utilizzare della frutta che vi è avanzata), aggiungendo poi una spolverata di cannella;
  5. Ripetete nuovamente i passi 3 e 4, finchè non avete terminato tutto il pane, distribuendo l’uvetta e i canditi anche sull’ultimo strato del vostro pudding;

Disporre l’uvetta e i canditi sul primo strato di pane

  1. In un altro contenitore, sbattete quattro uova, aggiungetevi otto cucchiai di zucchero (circa 160 gr) e il litro di latte;
  2. Versate lentamente il composto così ottenuto sul dolce, in modo che si inzuppi per bene; per una buona riuscita del pudding, tale liquido dovrebbe ricoprire ed inzuppare tutto il pane;
  3. Attendete qualche minuto, in modo che il pane possa impregnarsi per bene; poi cospargete sulla superficie un po’ di noce moscata;
  4. Mettete la teglia nel forno a 400 gradi fahreneit (circa 205°) per una mezz’ora (o se ventilato per 20-25 minuti);
  5. Attendete qualche minuto prima di servire il dolce.

 

Anche se può non sembrarlo, questo dolce è abbastanza “impegnativo”, anche se poco dolce: perciò si presta bene ad una sessione di 3-4 ore di gioco – durata media de Il Gusto del Delitto –e deve essere gustato con calma, magari

Versate lentamente il liquido sul dolce, in modo che si inzuppi per bene

davanti ad una bella tazza di tè (rigorosamente all’inglese), così da rafforzare ulteriormente l’ambientazione campestre. Inoltre, è un dolce semplice da realizzare – come le regole di questo GdR – ma può essere fatto con qualsiasi tipo di frutta (oppure con il cacao) ed offrire, quindi, un’esperienza diversa in base agli ingredienti che si vogliono utilizzare.

Dolce e gioco… uniti sullo stesso tavolo!

Bene, siamo giunti alla fine di questo golosissimo articolo. Vi anticipo che – sempre sulle pagine di Houseofgames – avremo una piccola sorpresa: non vi posso rivelare nulla, altrimenti rischio la vita! Per chi mi segue, ci vediamo settimana prossima su Giochetti e Sfizietti (https://giochettiesfizietti.wordpress.com/). Resta solo una cosa da dirvi: ”Bon jeu et bon appétit!”

 

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Andrea De Carolis

Andrea De Carolis, classe 1988, si presenta come il classico Nerd di provincia, con capigliatura arruffata ed occhiali con miopia annessa, ma ha anche il cuore da “bambino” (non in senso letterale!). Appassionato di giochi da tavolo, giochi di ruolo e LARP, da un anno gestisce il blog “Giochetti e Sfizietti”, di cui ne va fiero (contento lui!). Poi ogni tanto tenta di inventare qualche gioco da tavolo, sperando di creare “Il Gioco dell'Anno”: per ora ha fallito miseramente, ma un giorno ci riuscirà … forse…

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