Recensione Bunny Kingdom – Alla conquista del reame a suon di carote.

Garfield colpisce ancora: tra carte, carote e coniglietti chi conquisterà il regno?

AMBIENTAZIONE:
Ci troviamo in una pucciosissima terra di coniglietti colorati a lottare per prendere il controllo di territori e risorse. Alla fine del gioco chi ha il maggior numero di punti carota assurgerà a Re del regno dei Conigli! Non proprio la più esaltante delle ambientazioni ma devo dire che la grafica accattivante e la leggerezza del tema ben si sposano con questo gioco per famiglie che fa bene il suo dovere. Ma non andiamo subito alle conclusioni.

IL GIOCO IN BREVE:
Partiamo dai materiali di gioco:
Al centro del tavolo verrà posizionato il tabellone sul cui lato c’è un grande segnapunti. Il resto della plancia contiene una griglia quadrata 10×10 di territori contrassegnati da lettere e numeri (stile battaglia navale). I territori sono di 6 tipi: mare, pianura, foresta, città, campi e montagna. E possono contenere o meno una delle tre risorse base (carota, legno o pesce). I territori montagna possono avere su alcuni lati la lava che serve a separarli dagli altri territori adiacenti.

Nelle città verranno posizionati castelli con una torre. Altri castelli con una, due o tre torri sono posti ai lati della plancia come riserva. Oltre ai castelli ci sono anche alcuni token che possono essere di nuove risorse da poter posizionare sui territori (sia le tre risorse base che altre risorse aggiuntive diverse), oppure accampamenti (ne vedremo poi il funzionamento) o ancora torri di avvistamento. Tali token sono posizionabili dai giocatori sulla mappa tramite l’uso di carte.

Inoltre, ci sono, appunto, 182 carte esplorazione così divise: 100 carte territorio (che riportano le coordinate del territorio sul tabellone), 42 carte costruzione (che fanno posizionare castelli e token) e 40 carte pergamena/obbiettivi (che daranno punti a fine partita a seconda di determinate condizioni raggiunte).
Chiudono i coniglietti di plastica nei 4 colori diversi per ogni giocatore.

Il gioco si svolge in 4 Round, ognuno suddiviso in 4 fasi.

Fase Distribuzione Carte: vengono distribuite 12 o 10 carte ad ogni giocatore (10 in 2-4 giocatori, 12 in 3 giocatori).

Fase Esplorazione: Ogni giocatore sceglie due carte e passe le altre a destra o a sinistra (dipende dal round di gioco). Quindi si attivano le carte scelte. Se sono pergamene si tengono coperte per la fine della partita. Se sono territori vi si pone sopra un proprio coniglio e poi si scartano. Se sono Castelli o Token si tengono di fronte a sé. Questo draft

Fase Costruzione: Ora i giocatori possono utilizzare le carte costruzione messe da parte ma non è obbligatorio ed è possibile tenerle per round successivi. Le carte Castello fanno posizionare su propri territori altri castelli con una o più torri. Le cose costruite (sia Castelli che token) non posso più essere spostate e ogni casella può contenere massimo una costruzione e vengono scartate.

Fase Raccolto: vengono assegnati i punti per i feudi dei giocatori (quindi il gioco ha 4 fasi di punteggio durante la partita più il calcolo delle carte pergamena alla fine). Ogni feudo da punti pari al numero di torri presenti moltiplicate per il numero di risorse differenti in esso. I feudi sono formati dai territori ortogonalmente adiacenti tra loro dove vi sono i conigli di uno stesso giocatore.

Conteggio finale: al termine del quarto round di gioco si rivelano e conteggiano le carte pergamena messe da parte durante la partita. Chi ha più punti vittoria vince.
Per giocare in due ci sono dei piccoli aggiustamenti da fare per la fase di draft.

CONSIDERAZIONI VARIE:
Il gioco scorre molto fluido pur prestando il fianco ad eventuali momenti di paralisi-da-analisi dovuti al voler calcolare quali carte scegliere tra le tante in mano ad inizio fase di distribuzione delle carte. Tuttavia, non c’è poi tantissimo su cui riflettere, quindi difficilmente il gioco subirà particolari rallentamenti. Le regole sono praticamente tutte quelle descritte sopra per cui risultano poche, semplici e molto ben descritte dal regolamento. Le illustrazioni sono belle e chiare, così come l’iconografia, semplice e leggibile.

L’autore è lo stesso Garfiled che ha creato il vagamente famoso Magic e si vede. Tutto è pensato con mestiere ed in modo da risultare accattivante, divertente e idoneo per le masse. Il titolo è intelligente perché pone sempre di fronte a scelte difficili e stimolanti. L’interazione non è diretta ma fregarsi i vari territori mentre si sta cercando di unirli per massimizzare il punteggio è fastidioso ed impattante sugli esiti della partita. La ri-giocabilità è molto alta dato che le carte usciranno e verranno utilizzate in modi sempre diversi.
Non c’è nulla di veramente originale, risultando un amalgama ben fatto di meccaniche già note. Il mix stesso non da vita a nulla di nuovo ma è accattivante e piacevole da giocare.

Il vero colpo di genio è che si ha sempre l’impressione di avere di fronte scelte molto strategiche ed impattanti. In realtà il gioco mi pare abbastanza tattico e casuale, sebbene alcune scelte, specie nella seconda metà della partita, siano profonde e strategiche. Tuttavia, molto risulta in balia del caso e delle carte uscite, specialmente del tempismo con cui escono. Però Garfiled dimostra di aver capito quale debba essere una delle caratteristiche principali per il successo di un gioco per famiglia. Infatti, Bunny Kingdom riesce a creare e mantenere durante tutta la partita una forte tensione generata dall’aspettativa di pescare proprio la carta giusta per unire quel territorio indispensabile alla nostra strategia e l’ansia di vederselo soffiare sotto il naso. Questa tensione diverte e tiene tutti attenti e concentrati durante l’arco di sviluppo del gioco che, inoltre, ha una durata idonea a tutte le serate ed i pubblici, senza stancare troppo o far pesare gli elementi aleatori.

CONCLUSIONE:
Non posso che parlare bene di questo gioco, se lo si inquadra in un target familiare o di titolo da fine serata e medio-leggero come vuole essere. L’autore dimostra ancora una volta di sapere il fatto suo e di riuscire a confezionare su misura un titolo che strizza l’occhio ai giocatori assidui pur rimanendo nella fascia dei Family. Il prezzo è in linea con la ricca componentistica che dona un colpo d’occhio davvero gradevole ed accattivante. Pur essendo un giocatore che è solito fare giochi ben più lunghi e corposi ammetto che una partita ogni tanto a Bunny Kingdom la gioco sempre molto volentieri.

Recensione di Pennuto77 (Carlo Trifogli)
Voto Recensore: 7,5
Autori: Richard Garfield
Casa editrice: manCalamaro
Anno di pubblicazione: 2017
Durata del gioco: 40-60
Numero giocatori: 2 – 4

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