GIOCHI DA TAVOLO
Recensione Mega City Force: Neon, Piombo e Giustizia: la Legge Torna a Mordere
Mega City Force porta il suo action roguelike anni ’80 su Nintendo Switch, tra sparatorie forsennate e un’estetica da videoteca vintage
Dal 21 agosto, dopo essere arrivato su Steam nel 2023 con ottimi riscontri, Mega City Force approda finalmente anche su Nintendo Switch (insieme a PS4/PS5 e famiglia Xbox), portando il suo mix di azione frenetica e nostalgia synthwave anche su console. Sviluppato da Undreamed Games e pubblicato da Ravenage Games, il gioco è un action roguelike a scorrimento isometrico che pesca a piene mani da classici come Nuclear Throne ed Enter the Gungeon, incastonandoli in un’ambientazione che profuma di RoboCop e Judge Dredd.
Una città da ripulire, un agente alla volta
La premessa è semplice quanto efficace: Mega City è sprofondata nel caos, tra criminali senza scrupoli e una megacorporazione corrotta che vuole mettere le mani su tutto. Nei panni degli agenti dell’incorruttibile Mega City Task Force, il compito del giocatore è ristabilire l’ordine a suon di proiettili, esplorando livelli generati proceduralmente che cambiano configurazione a ogni tentativo.
Il roster di agenti è uno dei punti di forza del gioco: ognuno ha un proprio stile tattico, dal Cyborg — dotato di tre slot per le armi, armatura potenziata e un impulso magnetico capace di interrompere e stordire i nemici — al più classico Rookie, che punta su schivate rapide e granate stordenti. Questa varietà si riflette anche nell’approccio ai combattimenti: si può sparare, colpire in mischia o affidarsi alle abilità speciali di ciascun agente, con un arsenale ampio di armi da recuperare nelle casse sparse per i livelli e denaro da spendere in negozio per equipaggiamento e contratti speciali.

Un’estetica che è una dichiarazione d’amore agli anni ’80
Il vero collante dell’esperienza è però l’atmosfera. La pixel art, curata nei minimi dettagli, restituisce fedelmente il sapore dei film d’azione e dei videogiochi tra anni ’80 e ’90, mentre la colonna sonora synthwave — con brani di artisti come Droid Bishop, Timecop1983 e Sublunar — accompagna ogni sparatoria con un groove elettronico perfetto per il tema. Le tracce si sbloccano progressivamente sconfiggendo i boss sotto forma di musicassette, da ascoltare poi su un mangianastri nel proprio quartier generale: un tocco di world-building tanto superfluo quanto azzeccato per chi ama immergersi fino in fondo nell’estetica retro.
Difficoltà, RNG e un pizzico di frustrazione
Non è però tutto oro quel che luccica. Chi ha già provato la versione PC descrive un’esperienza tanto appagante quanto punitiva: le run dipendono molto dalla fortuna, sia per quanto riguarda gli oggetti trovati sia per la composizione dei nemici incontrati, e alcune morti possono risultare “a tradimento” più che frutto di un reale errore del giocatore. È un’impostazione che ricorda da vicino i roguelike più ostici, con un bilanciamento non sempre lineare tra il voler essere un action arcade rilassato e il voler mettere davvero alla prova i riflessi di chi gioca. Per fortuna, è comunque presente una difficoltà più accessibile per chi vuole godersi l’atmosfera senza scontrarsi troppo con la frustrazione.
Il completamento di una run sblocca peraltro nuovi contenuti — un’auto della polizia inedita, un livello di difficoltà aggiuntivo ed equipaggiamento con estetiche speciali — offrendo un discreto incentivo a rimettersi in gioco più volte, anche se più di una recensione della versione originale ha fatto notare come la longevità complessiva resti piuttosto contenuta.
Come gira su Switch
Sul fronte tecnico, il porting console introduce controlli ottimizzati per il pad e una modalità co-op locale rivista e migliorata, pensata per portare un amico nella lotta contro il crimine sullo stesso divano. Su Switch, in particolare, il formato ibrido si sposa bene con la struttura a run brevi e intense del gioco, ideale per sessioni mordi e fuggi in mobilità, anche se va detto che parte del fascino visivo e dell’impatto dei neon rende meglio su schermi più grandi.
Pro
- Arsenale di armi vario e soddisfacente da usare
- Roster di agenti ben caratterizzato, ognuno con un proprio stile tattico
- Estetica pixel art anni ’80 curatissima e coerente
- Colonna sonora synthwave di alto livello, con un’idea originale per sbloccarla e ascoltarla
- Couch co-op locale, perfetto per Switch
- Struttura a run brevi ideale per la modalità portatile
Contro
- Difficoltà elevata e spesso legata più alla fortuna (RNG di drop e nemici) che all’abilità
- Alcune morti percepite come ingiuste più che meritate
- Longevità complessiva non altissima
- Impatto visivo dei neon meno efficace in portabilità rispetto alla TV
Voto: 7.5/10
Un action roguelike solido e stiloso, capace di conquistare gli amanti dell’estetica anni ’80 e delle sparatorie adrenaliniche, ma penalizzato da un bilanciamento delle run non sempre equo.

