Un’indagine serrata e rigiocabile, cinque omicidi e una mente criminale da smascherare: sei pronto a mettere alla prova il tuo intuito? 🕵️♂️ Oggi vi parlo del nuovo Intent to Kill!
PANORAMICA GENERALE
Intent to Kill è gioco che richiama le atmosfere cupe del noir classico degli anni 60, fatte di quartieri, locali e stazioni di polizia in cui aleggia un senso costante di tensione.
Una serie di omicidi misteriosi, stanno creando un clima di sospetto e paranoia tra i civili… la prossima vittima potrebbe essere chiunque. In questo scenario vivido e mutevole, un astuto serial killer agirà nell’ombra manipolando persone e situazioni, mentre un determinato detective percorrerà le strade raccogliendo indizi e testimonianze per ricostruire la verità.
L’ambientazione punta a ricreare una vera indagine criminale rigiocabile, dove ogni dettaglio può diventare un tassello decisivo nella caccia al colpevole.
Intent to Kill è un gioco deduttivo per 2-4 giocatori, ideato da Arthur Hodzhikov al suo debutto, dalla durata di 45-60 minuti a partita ed edito da Ghenos Games.
Riusciremo a a farla franca nei panni del killer o i detective avranno la meglio?
Scopriamo come si gioca!

MATERIALI
Nella scatola troviamo:
Il regolamento risulta ben scritto e assimilabile già dopo la prima lettura.
L’atmosfera noir poi è ben riprodotta dalla grafica dei componenti e immerge bene i giocatori nel contesto. Quello che un po’ mi ha fatto storcere il naso è l’utilizzo dell’AI per la creazione delle immagini. Per carità poi sistemate un po’ a mano secondo me ma comunque si vede l’impronta digitale in tutto ciò.
Blocchi per appunti ben organizzati e schematici. Vi consiglio di dare un solo foglio ai detective, mentre il killer meglio un foglietto qualsiasi, lui dovrà prendere meno appunti e sprecarne uno in questo modo è un peccato.
Ho sentito la mancanza di due schermi (anche piccoli) per nascondere gli appunti dei giocatori: dobbiamo sempre usare il coperchio della scatola come “divisorio”.

CIVILI E CARATTERISTICHE
Ogni partita si utilizzerà un gruppo di civili scelti casualmente, ciascuno identificato da una professione, un gruppo sociale e da caratteristiche fisiche come sesso, età, corporatura e altezza. Questi elementi sono fondamentali perché il detective li usa per dedurre l’identità dell’assassino.

Vicino all’occupazione troveremo il simbolo (e il colore del riquadro) inerente al gruppo sociale. Nella parte inferiore, a partire da sinistra troveremo il simbolo riguardante il sesso (maschio/femmina), poi troveremo l’età (20/40/60 rispettivamente giovane, di mezza età ed anziano), la corporatura (esile, media e robusta) ed infine la statura (Bassa, media ed alta).
La carta può essere dal lato colorato o dal lato intimidito (bianco e nero). I detective non potranno interrogare i civili intimiditi durante la partita ma avranno modo di rassicurare i civili intimiditi tramite le loro azioni.
PREPARAZIONE
Per prima cosa dovrete decidere chi interpreterà il ruolo del killer e chi il detective. Il regolamento suggerisce di sedervi uno di fronte all’altro per mantenere la segretezza dei vostri appunti. Se volete giocare in tre o quattro, sarà possibile formare due squadre che collaboreranno nelle loro decisioni.
A entrambi i giocatori (o squadre) verranno consegnati un foglio del blocco e una matita, perché durante la partita dovrete annotare informazioni e deduzioni senza mostrarle all’avversario.
Posizionate il tabellone al centro del tavolo e collocate gli edifici negli spazi previsti dalla configurazione iniziale presente sul regolamento. Questi edifici determineranno le azioni speciali disponibili durante la partita.
Nell’area delle vittime posizionate in ordine le cinque carte scena del crimine, che verranno sostituite progressivamente dalle carte delle vittime durante la partita.
Il killer ora dovrà mescolare il mazzo delle carte civile e pescarne venti in modo casuale. Tra queste venti ne pescherà una segretamente: quel civile rappresenterà la sua identità nascosta.
Successivamente il killer pescherà una seconda carta, sempre segreta, che diventerà la “persona segnalata”, cioè un personaggio legato alla storia dell’assassino e che potrà influenzare alcune meccaniche del gioco.
L’assassino annota sul proprio foglio tutte le caratteristiche di entrambe le carte (sesso, età, corporatura, altezza e professione) e poi le rimetterà nel mazzo che verrà rimescolato.
Il detective ora prenderà il mazzo dei venti civili e li distribuirà sul tabellone: due civili in ciascun quartiere situati negli angoli e uno in tutti gli altri. Tutti verranno posizionati con il lato colorato (non intimidito) visibile.
Scegliete poi casualmente 6 carte movente. L’assassino mescolerà queste carte, ne pescherà una segretamente e la annoterà sul suo foglio: quello sarà il movente che dovrà seguire quando sceglierà le vittime durante la partita.

Poi rimetterà la carta tra le altre e le disporrà tutte e sei scoperte davanti a sé in una griglia, mentre il detective riceverà un set identico disposto nello stesso ordine. In questo modo il detective sa quali sono le opzioni possibili ma non quale sia quella corretta.
L’assassino mescolerà infine le tessere dei gruppi sociali e ne pescherà tre segretamente. Ne sceglierà una come gruppo di complici, cioè civili che potranno mentire durante gli interrogatori, e si annoterà anche questa informazione. La tessera scelta la posizionerà coperta davanti a sè mentre le altre due verranno rimesse nella scatola senza essere mostrate. Le restanti tessere verranno impilate coperte nello spazio apposito del tabellone.
Per concludere il set up, il detective posizionerà la sua macchinina in un qualsiasi quartiere del tabellone.
Tutto è pronto per iniziare, la caccia è aperta!
REGOLAMENTO
Il gioco prevede diverse modalità.
Quella spiegata qui di seguito, è quella base (Logica): ideale per iniziare a giocare. Poi approfondiremo anche le altre nei prossimi paragrafi.
L’obiettivo del killer è quello di uccidere cinque civili rispettando le condizioni del proprio movente e cercando di non rivelare la propria identità. Il detective invece dovrà raccogliere abbastanza informazioni per identificare correttamente sia l’assassino sia il movente prima della fine della partita.
Ogni round è composto da tre fasi consecutive:
Questo ciclo si ripeterà fino a quando non verrà commesso il quinto omicidio.
Scopriamo più da vicino queste fasi per capire meglio il gioco.
Fase dell’Assassino

Durante la sua fase, l’assassino intimidirà due civili, rendendoli più difficili da interrogare. Potrà scegliere chi vuole (sé stesso, complici e persona segnalata) ma non potrà scegliere civili già intimiditi o quelli presenti nel quartiere con la pedina dei detective.
Poi dovrà scegliere una vittima che soddisfi le condizioni del movente e non si trovi nello stesso quartiere del detective. La carta della vittima verrà spostata nell’area laterale dedicata sul tabellone e nel quartiere dell’omicidio verrà posizionata la carta scena del crimine.

Il killer non potrà uccidere sé stesso e nemmeno i civili che sono nel quartiere del detective. In tutta la partita il Killer potrà decidere una sola volta di non fare nessuna vittima. Se si rifiutasse una seconda volta (perchè magari non può) il detective sarà dichiarato istantaneamente il vincitore.
Fase del Detective
Il detective si sposterà sull’ultima scena del crimine. se ci fossero altri civili, verranno spostati (su decisione del detective) su quartieri adiacenti. Le scene dei crimini diventeranno inaccessibili per tutto il resto della partita per i civili.

Ora il detective avrà a disposizione due azioni (diverse tra loro) e due movimenti ortogonali che potrà suddividere come meglio crede.
Le azioni possibili sono:


Il Segnalino Sorveglianza
Il segnalino Sorveglianza rappresenta uno degli strumenti investigativi più importanti a disposizione del Detective, poiché permette di ottenere informazioni aggiuntive sul movente dell’Assassino.
Una volta collocato, il Detective potrà rimuoverlo in qualsiasi momento per porre una domanda molto specifica all’assassino: “In base al tuo movente e alla situazione attuale della partita, potresti uccidere proprio questo civile in questo momento?”.

A differenza degli interrogatori, la risposta dell’Assassino in questo caso dovrà essere obbligatoriamente sincera e non può essere manipolata con bugie, rendendo la Sorveglianza uno strumento affidabile per restringere le possibilità sui moventi.
Fase della Città

Dopo le azioni dei giocatori, la città reagisce.
Prima il Detective conforterà eventuali civili intimiditi nel proprio quartiere rigirandoli dal lato colorato.
Poi entrambi i giocatori pescheranno casualmente un gruppo sociale dalla pila e potranno spostare tutti o alcuni civili appartenenti a quel gruppo di un passo.
FINE DELLA PARTITA
La partita termina al completamento del round del quinto omicidio. A quel punto il Detective dovrà dichiarare quale civile ritiene essere sia l’Assassino e quale sia il suo movente.
Se entrambe le deduzioni saranno corrette, il Detective vincerà la partita, in caso contrario vincerà l’Assassino.
VARIANTE INTUIZIONE
La modalità Intuizione rappresenta l’evoluzione avanzata del gioco, pensata per giocatori che hanno già familiarità con le regole base e desiderano un’esperienza più ricca, dinamica e narrativa.
In questa variante verranno introdotte nuovi componenti e meccaniche, come le carte del Detective, le carte dell’Assassino e i segnalini Prova. Le carte dell’Assassino consentono di manipolare gli eventi, ostacolare le indagini o alterare temporaneamente le normali regole di gioco, simulando inganni e mosse psicologiche tipiche di un criminale, allo stesso modo, le carte del Detective rappresentano risorse investigative, supporto delle forze dell’ordine e intuizioni brillanti che permetteranno di reagire agli imprevisti o accelerare la raccolta degli indizi.
I segnalini Prova, ottenuti tramite azioni specifiche, introdurranno una gestione delle risorse che obbligherà il Detective a scegliere con attenzione quando investire in nuove carte o quando conservare informazioni per il momento decisivo.
CONSIDERAZIONI FINALI
Tenevo questo gioco sott’occhio da un bel po’ di tempo.
Le mie aspettative erano davvero molto alte, ero curioso di come avessero confezionato un investigativo rigiocabile.
Allora iniziamo a dire che le mie aspettative erano errate, non si tratta di un investigativo ma di un deduttivo alla pari di Lettere da Whitechapel e Scotland Yard, con una forte componente d’ambientazione noir.
Detto questo però, metto subito le mani avanti e vi dico che questo gioco mi è piaciuto un casino! Uno dei mie giochi preferiti è proprio Lettere da Whitechapel e questo lo ha raggiunto nel mio podio.
Ci troviamo davanti ad un deduttivo puro: tutte le informazioni sono sul tavolo, sarà tramite domande ed intuizione che troveremo la verità.

Quello che però rende intrigante e diverso questo gioco è il fatto che alcune persone durante gli interrogatori possono mentire: vi ritroverete per tutto il tempo a dire “se quello che mi ha detto è vero allora non può essere che questa la soluzione, ma se mi avesse mentito allora cambia tutto”.
La cosa bella è che comunque c’è modo di capire in maniera analitica che mente e chi no: anche solo pescare le tessere per muovere le persone ci dà delle indicazioni. Infatti l’assassino all’inizio pescherà 3 tessere gruppo sociale, ne sceglierà una come complice (che possono mentire) che metterà davanti a sé e le altre torneranno nella scatola. Questo per dire che se una tesserà la vediamo nella pila, sicuramente non sono i complici del killer visto che al relativa tessera si trova davanti a lui.
Inoltre, oltre al gioco, subentra anche il metagioco e la lettura dell’avversario. Capire il suo stato d’animo durante le risposte, chi intimidisce, quando, chi sposta, ecc ecc… sono informazioni extra che possiamo ottenere per avvicinarci di più alla soluzione.
Una strategia molto utile è quella di fare più volte la stessa domanda a persona diverse (e a gruppi diversi) per capire se qualcuno mente ma questo vi porterà via preziose mosse. Scegliete bene quando attuare questo metodo.
Di contro, il killer non dovrà mentire appena può o verrò molto probabilmente scoperto. Una o due bugie al momento giusto saranno sufficienti a mandare nel caos il detective. Anche perchè se capisco che persona x mi ha mentito e sono certo che quella non fa parte del gruppo dei complici, allora sono certo che ho parlato con l’assassino stesso o con la persona segnalata, restringendo il campo a sole due persone su venti!
Il gioco ha diverse chiavi di lettura e diversi moduli aggiuntivi. A fine paragrafo poi troverete anche scenari aggiuntivi che modificano regole e preparazione per avere ancora più variabilità: scenari che prendono ispirazione da fatti reali o film noir/gialli famosissimi.
Se proprio dovessi trovare un piccolo difetto è il fatto che il gioco è per 2-4 giocatori. Secondo me la conformazione perfetta è 2, un testa a testa quasi silenzioso per due giocatori, un duello di menti con una tensione sempre crescente. In più giocatori si inizierà a discutere rompendo l’atmosfera tesa e il clima di tensione. In 3 è ancora accettabile (2 detective e 1 killer) ma in 4, con due persone che devono fare il killer proprio no, dover discutere su chi e perchè scegliere dà troppe informazione involontarie agli alti e crea un clima strano al tavolo.
Concludendo, Intent to Kill è un gioco deduttivo che a mio avviso lascerà il segno sui giochi di questo tipo, per la sua semplicità e le molteplici chiavi di lettura. Un titolo tensivo, dove ogni mossa potrebbe lasciare il fianco scoperto di una fazione o dell’altra. La sua ambientazione poi è ben riprodotta e si sente, e il fatto che sia rigiocabile all’infinito lo posiziona tra i giochi da avere se amate questa tipologia.
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